speleo feed rss

Google Speleologia

GoogleSpeleo





Scintilena su Facebook



Ultraspeleo Italia

Archive del 29 febbraio 2012

La scrittura, quando è necessaria, informa, offre motivazioni, traduce idee
Oggi “articolo” significa testo e immagini ed estensioni sul web

Negli ultimi anni Speleologia, la rivista della Società Speleologica Italiana, ha vissuto cambiamenti.
I più visibili sono forse la nuova redazione e le nuove indicazioni per gli autori.
Lo spazio che occupano queste brevi note sulla carta stampata è limitato e molto vi sarebbe da aggiungere oltre al dato puramente tecnico, ma sarebbe inammissibile rubare spazio ad altro con regole che di per sé regole non sono, ma solo indicazioni di massima.
Ogni articolo o lavoro presentato necessita di fatto una collocazione sua particolare.
Ci spieghiamo meglio con alcuni esempi.
Per cercare di dare spazio a tutti, e non appesantire la rivista con articoli molto lunghi che si perdono in dati tecnici e descrittivi, abbiamo deciso di ridurre il numero massimo di battute in 25000, spazi inclusi. Non vogliamo privare un’esplorazione della importantissima componente di descrizione, ma oggi ci sono molteplici possibilità di integrazione di un testo, grazie agli spazi online. Sul web possono trovare spazio estensioni del testo, molte immagini che non avrebbero risalto o necessaria risoluzione sulla carta stampata, materiali che si possono vedere solo online come i video, rilievi interattivi ed altro ancora.
Il limite di 25000 battute non indica assolutamente il numero di battute che uno dovrà scrivere. Se le cose da dire sono limitate, mentre molte sono le cose da mostrare, le battute possono essere molto più ridotte e varia e ampia può essere la parte iconografica stampata e online. Nemmeno lo sviluppo di una grotta è in rapporto allo sviluppo di un testo! Più del dato metrico, valgono l’interesse dell’oggetto trattato, l’originalità, la molteplicità di argomenti, gli approcci differenti alla ricerca, l’evoluzione della tecnologia utilizzata, il metodo… Cavità irrisorie nelle dimensioni possono rappresentare tali peculiarità da richiedere un intero numero per essere esaustivi (ma consideriamo di non fare più numeri monografici, poiché molti speleologi operano e molti speleologi devono avere spazio!). La capacità di sintesi, scrivere quanto è necessario non è solo un auspicio della redazione, ma significa atttenzione per i lettori.
Vi è la reale volontà di incoraggiare a scrivere, per questo puntiamo anche a favorire il racconto di ricerche in aree scarsamente descritte e documentate. L’organizzazione dello spazio della rivista è pensata per testimoniare i metodi, modalità e risultati della speleologia italiana in Italia e nel Mondo.
Questo porta ad escludere temi estremamente specialistici sul piano tecnico o scientifico, utili nella ricerca ma con altri, dedicati, ambiti di pertinenza.
Intorno a tutto questo c’è un gruppo di persone che compongono la redazione di Speleologia e che costruiscono la rivista. Leggono gli articoli pervenuti, li organizzano all’interno della rivista e danno indicazioni qualora l’articolo non sia coerente con la linea editoriale, consolidata nel tempo sulle e con le aspettative dei lettori. Per dare continuità a Speleologia, e ad ogni pubblicazione editoriale, una redazione è indispensabile.
Naturalmente, sul web, ognuno può essere editore di sé stesso, ma Speleologia è rivista, memoria e identità della Società Speleologica Italiana.

La redazione di Speleologia

Il sito catalano di speleologia ESPELEOBLOC ha raggiunto quota 2000 articoli pubblicati. Il 27 settembre del 2009 ne aveva pubblicati 1000 ed ha iniziato la pubblicazione di articoli il 16 aprile del 2007, per una media di circa un articolo al giorno.
Il Blog Espeleobloc è uno dei migliori blog speleo mondiali, con articoli lunghi, elaborati e corredati spesso di numerose foto, sezioni, piante di grotte e video you tube che fanno di ogni articolo un autenico documento divulgativo.
Nel 2009 è stato premiato dalla Federazione Catalana di Speleologia con il Premi Font i Sagué de divulgació 2008

Ai nostri colleghi iberici facciamo i nostri più vivi complimenti!

Small Stone-age Fragment May Contain Oldest Engraving

Fonte: http://cavingnews.com/20120228-small-stone-age-fragment-may-contain-oldest-engraving-klasies-river-cave-south-africa

Un piccolo pezzo di ocra con sopra un certo numero di linee incise,  è stato presentato come la più antica incisione del mondo.  Scoperto nelle Grotte di River Klasies nella provincia  del Capo Est in Sudafrica,  è un frammento di 7 centimetri  composto prevalentemente da ossido di ferro  e che viene fatto risalire a circa 100.000 anni fa.

Contiene una serie di sette “larghe righe incise e vari altri  – circa 16 – tratti lineari più stretti  e piuttosto superficiali”.

“Il frammento è ciò che rimane di  un ciottolo semi circolare  di ocra che probabilmente conteneva molti più disegni incisi sulla sua superficie.” ( cfr. Riaan Rifkin dell’Università dell’ Istituto per l’evoluzione Umana Witwatersrand, in un’intervista su Discovery News).

Dopo i risultati di vari test,  gli scienziati  hanno concluso che le incisioni sono state fatte intenzionalmente da uomini primitivi.  La questione è ora se i segni incisi avessero o meno  – nelle intenzioni dell’incisore – un  qualche significato simbolico.

Un articolo sui ritrovamenti sarà pubblicato in Aprile sul “Journal of Archaeology”.

 

SCINTI TOOLBAR!
Installa la Scinti Toolbar!!
Sponsor
Argomenti