5 giorni in Puglia.

C’ero già stato.
A novembre, durante il raduno, con gli amici di Schio fino in cima al Pozzo dei Veneti.
Già allora si era capito che la grotta era di più, molto di più di quello che si riusciva a vedere.
Poi i primi di gennaio, la discesa sul laghetto finale, che appare profondo… ma anche la scoperta, attraverso un passaggio in alto, a fianco della frana di un pozzo che, con Luca B. decidiamo di chiamare dell’Amicizia.(pur senza poterlo scendere…per mancanza di corde).
Quindi quando ricevo la mail con l’invito di andare al campo esplorativo..bè..non ci penso molto a scegliere che fra il corso fotografico di Taipana, il campo dei ternani a Cittàreale o i festeggiamenti al Cucco di Lello…avrei optato per Alberobello.
Dato che gli scledensi non hanno posti in auto e del mio gruppo nessuno è disponibile mi organizzo il viaggio in treno.Prima fino a Bologna, poi cuccetta fino a Bari, e quindi con le ferrovie sud-est per la destinazione.
Il 26 mattina, alle 9 arrivo a Alberobello e Luca B. mi passa a prendere in stazione.
Caffè, brioches e al campo a lasciare lo zaino e prepararsi per la grotta.
Viaggiare la notte e poter dormire è un piacere, arrivi riposato e infatti, non è ancora mezzogiorno che siamo pronti a scendere per montare la piattaforma che servirà come punto di appoggio per l’esplorazione degli speleosub.
Armati degli attrezzi necessari entriamo, sapendo che, per strada dovremo caricarci anche del materiale portato il giorno prima.(assi e cordino in acciaio)
Dal primo laghetto in avanti mi ritrovo con 2 sacchi e un pacco di assi che a ogni passo tentano di incastrarsi o, nei passaggi aerei, finire di sotto.
Igor dietro di me vive le stesse sensazioni..Procediamo, arrivati al pozzone con 3 sacchi e 2 pacchi d’assi appese al ventrale basso scendiamo al lago.
Ritrovo il traverso che avevo armato con Marco a gennaio ma è un pò troppo in basso, per quello che dobbiamo fare ora serve più in alto..Arriva anche Igor e, valutato il posto si decide per un dieci metri di risalita in libera su una parete con dubbia consistenza..ma va tutto bene e fisso un armo di sicura, quindi
mi sposto sulla cengetta e, monto un armo doppio per la calata spostata sul punto che abbiam deciso.
Non abbiam altre corde che quella che scende dai 100 m di pozzo e quella lasciata sul traverso in basso.
Blocco quella di discesa sull’armo doppio, in modo da permettere agli altri di scendere, e mi calo per cercare di recuperare quella del traverso..stacco 2 multimonti.. pendolo un pò..la corda di là è bloccata su una clessidra…che di colpo cede…mi ritrovo in acqua, sento una botta al ginocchio, cerco di tirarmi fuori, metto la mano su un pezzo di roccia che mi lascia i segni sulle dita..ma ho il trapano appeso..devo uscire subito che se smette di funzionare non si fà più nulla. Riesco a tirarmi su, e faccio quello che avrei dovuto fare prima.Metto i guanti.
Intanto son arrivate Nadia e Monia con altre tavole.Quindi Luca.Igor opta per risalire, moglie e figli lo aspettan fuori, Nadia e Monia lo seguono.
A farla breve mi ritrovo solo con Luca e, insieme, foriamo, fixiamo, trazioniamo, blocchiamo le assi e costruiamo la piattaforma, poi risaliamo.
Per fortuna il trapano ha tenuto. Usciamo che sono le 2 di notte ma Luca e Nadia potranno immergersi.
Ci aspettano con orecchiette alle cime di rapa e boccia di vino, fredde ma squisite.Il ginocchio è ancora dolorante, spero sia solo una botta.
Il giorno alcuni entrano a portar le bombole e i materiali, altri per armare i pozzi per contrappesare o parancare nel recupero di quanto sceso.Io opto per il riposo e una breve camminata per testare la tenuta dell’ articolazione.
Il 28, il giorno dell’immersione, Luca è carico a molla, Nadia non da meno.
Verso le 11 entriamo, in piattaforma, oltre a loro due saranno Luca, Nico e me. Si sente la tensione, stemperata dalle solite battute ignobili.
I primi,(Vito, Benedetta, Astigo, Francesca e Igor)son già dentro, portavano alcuni sacchi sulla piattaforma, poi risalivano per attrezzare il contrappeso del recupero.
Siamo giù. Nadia si prepara prima, poi Luca. Qualche intoppo..ma si risolve.Entrano in acqua verso le 15.30, girano un momento e in un altro momento spariscono alla nostra vista. Dobbiamo rifissare un fix del cordino, la piattaforma con tutto il peso lo ha estratto dalla roccia e mentre loro son via eseguiamo l’operazione.
Dopo poco torna Nadia dice che l’ha seguito fino a -20 e poi l’ha visto allontanarsi verso il basso, quindi si mette a girare nel laghetto..
Torna anche Luca..parla di -48 …ha bloccato e tagliato la sagola a -41 perchè sotto non c’era nulla a cui farlo..Dice che la visibilità è ridottissima, sembra di stare nel caffèlatte, ma alla Grave Rotolo, Abisso Donato Boscia, mancavano 40 m per esser la più profonda di Puglia.E i 48 sommersi bastano e avanzano..in totale ora è -312..
L’euforia si fa sentire, avevo detto che se andava facevo un salto nel lago dall’armo in alto, stile canyon…Lo faccio,

..è troppo bello, e allora pure una seconda volta..
Insomma, l’acqua a 15 gradi, stessa temperatura della grotta..sotto la tuta solo slip e maglietta..ma quando mi ricapita??E poi avevo già provato il bagno il giorno prima e, in parte, pure a gennaio..
Luca però non è mai contento e pensa a una nuova immersione per l’indomani, con la speranza che l’acqua si sia ripulita e il torbido depositato.Crediamo che con tutto il movimento preparatorio abbiam smosso troppo fango e si opta per lasciar giù la sua attrezzatura e recuperare solo quella di Nadia.
Il recupero dei sacchi è un avventura.Buba in alto a contrappeso si sfianca, non ho capito bene cosa sia successo ma Nico, che era risalito, torna indietro a sbrogliare la situazione, mentre Luca B. al richiamo risponde con un bel UÈ…(-:)))
Intanto sotto Luca P. e io…pensiamo che la prossima volta ci portiamo le carte.
Alla fine siamo tutti in cima al pozzo e, mentre aspetto che risalgano dalla frana vado a farmi un giro nel ramo dell’ omonimo toscano (Luca Poderini, altro Luca che ha esplorato lì dentro)Risalgo il 10, l’altro 10 e, già che ci sono pure il 20, per ora finisce lì ma c’è ancora da risalire e attraversare, la spaccatura va, qualche finestra si intravede, nuove esplorazioni attendono.
Torno indietro che è rimasto solo Luca B. e sopra, raggiungiamo Buba e Valentina.Usciamo insieme..tra le 2 e le 3 di notte..spolpi anche sto giro.
Credo che nessuno sia entrato il giorno dopo..andiamo a Monopoli, al mare.C’è chi fa il bagno e chi si brucia al sole, altri sò che han fatto un giro a piedi.
La sera si festeggia e si proiettano i video dell’impresa.Ma si va a dormire presto.A freddo e con le dovute valutazioni si ritiene inopportuno effettuare una nuova immersione e, l’indomani, dovremo scendere a recuperare tutto.Appuntamento alle 8 all’ingresso.
Arriviamo alle 8.10, Vito e Benedetta già sono lì.Nadia e io scenderemo al fondo, lei sistemerà le sue cose e uscirà, io seguirò il recupero dei sacchi, in cima al pozzo Stefano, Lucia e Nico li passeranno oltre la frana e su per la grotta tutti avranno il loro daffare tra trasporto, passamano e altri paranchi.
Andiamo spediti, mi son portato un trapano, se avanzo tempo, vorrei scendere il pozzo dell’Amicizia che non avevo potuto vedere a gennaio, lascio quello, distox e palmare sulla frana, all’imbocco del passaggio.Scendiamo al fondo, Nadia prepara i tubolari con le sue attrezzature, io intanto taglio quei 10 m di cordino in eccesso rispetto al necessario per la piattaforma. Nadia risale, mi ha lasciato un illuminatore, dovrò accenderlo a sua richiesta sperando possa riuscire a illuminare il pozzo permettendole di fotografarlo mentre risale.Quando arriva su mi dà il libera.Per non lasciar pendolare i sacchi verso il centro del pozzo, col rischio che vadano a sbattere dall’altra o, magari, finiscano in acqua ho messo un connettore che li accompagni lungo la corda guida tesa che era stata predisposta per arrivare sull’armo laterale, ma siccome la sfiga ci vede benissimo nel tensionare sul recupero i sacchi si girano bloccando l’uno contro l’altro il connettore di tiro con quello di guida…Sull’ultimo frazionamento dovrò sciogliere il nodo e sfilare la corda guida per evitare di bloccare tutto, ma tuttosommato non si perde neanche molto tempo.In cima, a contrappeso c’è Stefano che, per quel carico (5 sacchi + cordino) è un pò troppo leggero..Lucia per la prossima volta dovrà farlo ingrassare un pò..la papaya da sola non basta.
Va tutto bene comunque, arriviamo sia noi che i materiali sulla frana.Ora tocca a quelli sopra recuperarli.Siamo nei tempi e con Nico ci avviamo verso il pozzo dell’ Amicizia.Il trapano non posso usarlo, ho dimenticato di prendere la punta che stava nel sacco ferri del fondo e ormai l’han già parancato fuori..(ma proprio con i primi 3 doveva stare??)Ripercorro il traverso, la roccia non è bellissima..e un armo è saltato ma passiamo comunque.
Il meandrino d’accesso è tutto fango..ne spingo un bel pò giù dal pozzo…
Riuso il foro del multimonti da una e il fix dall’ altra per l’ancoraggio di partenza.Nico mi passa la corda, scendo al frazionamento, piastrina, giunzione e giù.
Arrivo a quello che credo sia il fondo e Nico mi raggiunge, lui c’era già stato, mi invita a scendere, ancora in corda su un passaggio per altri circa 8 m.
Vado, e arrivo al fondo vero e proprio, con tanto fango, gli stivali si piantano fino a metà e si fatica a toglierli, però è tutto uno spettacolo di colate, vele e canne d’organo.Una delle parti più concrezionate della grotta.
Uso l’elettronica per il rilievo e torno da Nico, risale lui e io dietro, scomodissimo..tutto infagato, tolgo e metto i guanti per rilevare ma si impoltiglia tutto.
Arriviamo all’attacco d’ingresso, e lego la poligonale sul punto d’arrivo precedente.Nico sale sopra la frana, non sarebbe da dire, ma piscio sulla maniglia per disincrostarla dal fango, era diventata un ammasso informe e ogni pedalata tornava indietro, mi sembrava però brutto fare la stessa cosa sul croll..
Arriviamo al pozzo Gasp subito sotto l’ingresso che stan uscendo gli ultimi sacchi, ma ci fanno passare.Ho il treno a Monopoli alle 23.30 e son le 21 passate.
Torniamo alla base.Lavata veloce, preparo lo zaino e via.In tempo per il treno.Parto e penso…delle 110 ore che son rimasto…una quarantina son state di grotta..Non male per un vecchietto..Grazie a tutti ragazzi.Alla prossima.

PS…Mi han tirato le orecchie per non aver menzionato il mio gruppo..quindi..faccio parte di:
GGR – Gruppo Grotte E. Roner Rovereto
GASP – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese
CAI-SAT
SSI ..(azzz devo ancora rinnovarla quest’anno)
e ho richiesto l’iscrizione al GGS – Gruppo Grotte Schio

Cave_bit aka Paolo Bianchi aka Psyco aka Mauro Regolini aka …-:)))

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