Tre speleologi francesi hanno passato, loro malgrado, il giorno di Natale in grotta. Giovedì sera, ieri, sono scattati i soccorsi, quando altri quattro sono riusciti ad uscire e ad allertare i soccorsi.
Il gruppo di speleologi (c’è scritto che erano dilettanti, ma a -700 metri i dilettanti non ci arrivano) è stato sorpreso dall’aumento del livello dell’acqua quando si trovava a -700 all’interno della Gouffre de Romy, sui Pirenei Francesi, non molto lontana dalla Pierre Saint-Martin.
Il Soccorso francese è entrato in grotta ieri con due squadre per un totale di una dozzina di tecnici.
Le notizie di quelli che sono usciti comunque sono abbondantemente rassicuranti: Il gruppetto sta bene, in luogo asciutto e sta aspettando che si riabbassi il livello dell’acqua.
Quasi quasi non sarebbe una brutta idea per il prossimo anno per evitare il pranzo di Natale






Credo sia dovere mettere l’accento sul fatto che i soccorritori hanno passato il Natale in grotta per intervenire in aiuto di tre speleo.
Non conosco i Pirenei e la loro meteorologia, ma in genere in Europa la stagione invernale è caratterizzata da grandi fronti atlantici la cui evoluzione è prevedibile molto meglio di quella dei fenomeni estivi, quindi temo che i tre abbiano regalato il Natale in grotta ai soccorritori per una propria deficenza (culturale o mentale, non lo so).
Riguardo il termine “dilettanti” va fatta una considerazione: siamo quasi tutti dilettanti, anche i più famosi esploratori abissali sono molto spesso dei dilettanti. La prima definizione sul dizionario della lingua italiana è “chi svolge un’attività , spec. sportiva o artistica, per diletto e non per professione o per lucro”. Solo il secondo significato è quello spregiativo equivalente ad “impreparato” ed “inesperto”. Suvvia, non siamo negativi, prendiamo il primo significato!
Il Natale non mi ha reso più buono.