Comunicato CNSAS
Monday, April 6th, 2009COMUNICATO STAMPA - IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO IN AIUTO AI TERREMOTATI ABRUZZESI. BERTOLASO RICHIEDE DISOSTRUTTORI E CINOFILI DEL CNSAS
Di Luca Calzolari
COMUNICATO STAMPA - IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO IN AIUTO AI TERREMOTATI ABRUZZESI. BERTOLASO RICHIEDE DISOSTRUTTORI E CINOFILI DEL CNSAS
Di Luca Calzolari
da Villaggio Globale
La famosa rivista scientifica Nature, ha pubblicato un articolo di Fabrizio Antonioli che dimostra come le stalagmiti (in questo caso della grotta dell’Argenterola) conservino traccia dei livelli marini dei diversi periodi interglaciali. Una chiara banca dati delle variazioni del livello del mare nei diversi periodi interglaciali che oltre a permettere di studiare i periodi interglaciali può aiutare a capire anche l’intervento dell’uomo sui cambiamenti climatici.
La prestigiosa rivista “Il Mulino” ha in pubblicazione per il numero 1 del 2008 un articolo di Gabriella Gribaudi dal titolo “Il ciclo vizioso dei rifiuti”. Un’anteprima è scaricabile direttamente dal sito. Consigliabile a tutti una attenta lettura per aprirci gli occhi sulla situazione campana e non solo…
http://www.mulino.it/ilmulino/anticipazioni/gribaudi_bozza_sito.pdf
di Euro Puletti
Del 1517 è, secondo una tradizione scritta, la data più antica, tracciata da un anonimo esploratore all’interno della Grotta del Monte Cucco.
Nel 1551 dovrebbe aver esplorato la Grotta messer Ludovico Carbone da Costacciaro, umanista, filosofo e poligrafo di fama internazionale.
Nello stesso 1551 visitò la grotta, forse insieme allo stesso Carbone, un tale che si firmava “Bera”, probabile diminutivo di “Berardino”, altro nome con il quale veniva chiamato Padre Bernardino Boldrini da Costacciaro, teologo francescano di fama nazionale.
È del 1555 la terza visita documentata di un certo Adromando, il (more…)
di Euro Puletti
Moltissimi hanno visitato ed esplorato, nei secoli, la Grotta di Monte Cucco. Troppo evidente era, infatti, il suo precipitoso ingresso a tutti i frequentatori, abituali od occasionali, della montagna e troppo potente la sua forza d’attrazione (anche se, spesso e volentieri, unita a quella di repulsione, come ben scrisse l’eccelso umanista Leonardo da Vinci). “Pervenni all’entrata d’una gran caverna, dinanzi alla quale restai alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa… E stato alquanto, subito salse in me due cose: paura e desiderio: paura per la minacciante e oscura spilonca, desiderio per vedere se là entro fusse alcuna miracolosa cosa”.
Pochissimi fra essi, tuttavia, hanno lasciato traccia del loro passaggio: ben rari, poi, quelli che si sono firmati col nerofumo della torcia all’interno della cavità ed ancora più sparuti coloro i quali hanno steso, una volta tornati a casa, con penna d’oca, o stilo, ed (more…)