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Incidenti

Dal 9 al 12 febbraio nella grande rassegna a Umbriafiere, illustrate le attività degli esperti del soccorso in ambiente impervio

Expo Emergenze è una grande rassegna in ambito di sicurezza ed emergenza, la prima, per esattezza, del centro Italia. Rappresenta pertanto un’occasione per riflettere sugli aspetti della conoscenza e pianificazione delle attività preventive e di soccorso volte alla tutela, all’incolumità e alla sicurezza della popolazione, dei beni e dell’ambiente. Al contempo rappresenta un evento simbolico che vuole mettere in evidenza l’importanza della collaborazione che, su questi temi, si realizza tra cittadini, Associazioni di volontariato ed Istituzioni.

In particolare il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS interviene in montagna, in ambienti impervi ed ostili ed in cavità per prestare soccorso tecnico – sanitario a persone infortunate od in difficoltà. Si occupa della ricerca di persone disperse e, quando richiesto, collabora alle Leggi il resto di questo articolo »

Il cadavere trovato all’interno di una grotta del Sud Indiana risulta essere quello dello speleologo del Kentucky sparito da ottobre 2011.
Dopo l’autopsia, è stato stabilito che si è suicidato sparandosi un colpo d’arma da fuoco alla testa. Aveva 25 anni ed aveva fatto la guerra in Iran. La grotta nel frattempo era stata chiusa per combattere la diffusione della White Nose Syndrome.

NdR – Che cavolo ci facevano li gli speleologi che l’hanno trovato se la grotta era chiusa? Perchè uno decide di ammazzarsi in un posto dove non ti trovano a qualche centinaio di chilometri da casa e ti devono cercare per mesi per capire che sei morto?

Proprio mentre in Italia la tv satellitare Sky sta trasmettendo il film Sanctum, arriva la notizia dagli USA della morte dell’autore della storia, Andrew Wight, avvenuta per un incidente in elicottero.
Andrew Wight, speleosub e pilota, aveva lavorato insieme a James Cameron per la realizzazione del film 3D Sanctum.

Oggi ho incontrato due persone che mi hanno detto di aver visto il film e di aver avuto un senso di ansia. C’è voluta una buona mezz’ora per dirgli che il grotta così ci si va solo nei film americani.

Fonte: National Geographic Channel

Era andato in grotta da solo, senza lasciare detto dove, in una zona carsica dell’Indiana del SUD, negli Stati Uniti. Era partito dal Kentucky e aveva lasciato la macchina sulla strada. Nella zona lo hanno cercato i volontari e gli speleologi per mesi, nelle grotte e lungo i sentieri, soprattutto nelle gotte perchè mancava tutta l’attrezzatura speleo.
Ieri si è diffusa la notizia di un cadavere trovato all’interno di una grotta dell’Indiana, e potrebbe trattarsi proprio di Kevin Eve. L’autopsia è attesa per oggi e dovrebbe confermare se è lui.

Fonte: Caving News

Ieri uno speleosub francese è morto a Rossinière (VD) durante un’immersione alla sorgente della Chaudanne, nella valle della Sarine. Gli atri che erano con lui si sono accorti che qualcosa non andava e si sono immersi immediatamente, ma anche il soccorso immediato è stato vano. Anche i soccorsi dello SMUR (Servizio mobile e d’urgenza) giunti con una ambulanza non hanno potuto far altro che costatare il decesso del 30enne. nell’immersione era stato utilizzato il rebreather.
Fonte della notizia: Ticino News

Su gentile concessione degli Addetti Stampa CNSAS

Per notizie aggiornate sul CNSAS, consulta www.soccorsospeleo.it

Gli speleosub del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico sono entrati in azione da ieri 17 gennaio 2012 (vedi articolo), ed ecco le foto della prima ricognizione, inviate da Chiara Borgarelli, Addetto Stampa del CNSAS.

Clicca sulle foto per ingrandire
speleosub cnsas in costa concordia avvicinamento alla costa concordia imbarco speleosub cnsas immersione speleosub nella costa concordia ingresso nella costa concordia
partenza speleosub cnsas_1 partenza speleosub cnsas_2 partenza speleosub isola del giglio speleosub cnsas con rebreather_1 speleosub cnsas con rebreather_2

Vai al sito ufficiale del Soccorso Speleologico

Vai al sito ufficiale del CNSAS – Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico

Per le ultime notizie ufficiali, consultate Il Giornale della Protezione Civile http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/ aggiornato, competente e veritiero.

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Comunicato Ufficiale del CNSAS
Isola del Giglio, 17 gennaio 2012

Oggi alle 17,30 gli speleosub del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico hanno effettuato la prima immersione sia all’interno che all’esterno della nave Costa Concordia, naufragata all’Isola del Giglio la sera di venerdì 13 gennaio u.s.

Il Dipartimento della Protezione Civile (DPC), su richiesta della prefettura di Grosseto, ha attivato l’intervento della Commissione Speleosubacquea del Soccorso speleologico per la specifica capacità di operare in immersione in ambienti confinati e con scarsa visibilità.

Nella mattina gli incursori della Marina Militare avevano aperto dei varchi di accesso facendo saltare con cariche di esplosivo alcune vetrate. Da uno di questi varchi collocato circa a metà della nave gli speleosub oggi pomeriggio hanno effettuato una prima penetrazione per verificare la situazione ambientale.

Dai dati finora comunicati la visibilità in acqua è molto scarsa a causa di numerosi detriti di varia origine presenti in sospensione. Sulla base dei risultati di questa prima immersione saranno pianificati gli interventi successivi, per i quali il CNSAS ha avuto l’autorizzazione anche all’operatività notturna.

A coordinare le operazioni degli speleosub il Presidente nazionale del CNSAS Pier Giorgio Baldracco e il Responsabile nazionale del Soccorso speleologico Corrado Camerini.

Gli speleosub utilizzano due gommoni d’appoggio messi a disposizione dal DPC e assegnati alle associazioni FIAS (Federazione Italiana Attività Subacquea) di Alessandria e Angeli Neri di Cesena.

Sul posto sono presenti diciotto speleosub provenienti da tutta Italia, con il supporto operativo di oltre venti tecnici.

Gian Luca Ricciardulli
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha messo ufficialmente a disposizione dei Vigili del Fuoco e della Capitaneria di Porto i suoi volontari e le attrezzature per il soccorso alla nave Costa Concordia, con gli speleosub e il personale di supporto agli speleosub per trasporto materiali ecc.
I volontari del CNSAS sono a disposizione sul posto, ma finora non sono intervenuti, in attesa di indicazioni e decisioni da parte del coordinamento dei soccorsi.
La situazione precaria della nave, che da quanto si è saputo dai TG in televisione si è spostata, lascia presagire scelte difficili e ponderate, quindi sul posto restano a disposizione le squadre strettamente necessarie.

Per i lettori che hanno chiesto informazioni, confermiamo quindi quanto detto anche su Facebook, cioè che i soccorritori entrati nella nave e quelli finora intervenuti nelle operazioni non sono speleologi del CNSAS, ma Vigili del Fuoco.
Le informazioni ci sono state date telefonicamente da Roberto Carminucci, Coordinatore Nazionale degli Addetti Stampa CNSAS che si trova sul posto.

Oggi verrà celebrata una cerimonia in ricordo dei nove speleologi che 21 anni fa persero la vita travolti da una valanga in uscita da La Bassa. Verrà benedetto un cippo commemorativo posato in località Carnino. Era il 9 dicembre del 1990 e io avevo appena terminato il mio corso di introduzione alla speleologia, ero speleologo quel giorno che mia madre mi disse che erano morti nove speleologi. Quella tragedia sembrava così lontana e remota quel giorno, e io ero così giovane, che non fui scosso dalla notizia, come se la cosa riguardasse qualcun altro.
Sergio Acquarone, Marino Mercati, Luigi Ramella, Aldo Avanzini, Paolo Valle, Roberto Giuffrey, Mauro Scagliarini, Stefano Sconfienza e Flavio Tesi, tutti tra i 20 e i 48 anni, persero la vita travolti da una valanga che li sorprese poco dopo l’uscita dalla grotta. Gli altri tre partecipanti all’uscita riuscirono a riparasi tornando in grotta e nei giorni successivi furono messi in salvo dal Soccorso Alpino che trovò i corpi dei nove sepolti sotto la neve.
Con il tempo il Margua e le sue Leggende, i libri di Gobetti e di Badino, entrarono nella mia vita e nella vita degli speleologi di tutta Italia, e così oggi anch’io ricordo con tristezza quel momento tragico.

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