Lombardia
Anteprima news: Annuncio una nuova giunzione.
Stanotte vari speleo del gruppo trasversale “ingrigna!” hanno realizzato il collegamento tra il complesso carsico di Zelbio, grotta Tacchi, ed il sistema Abisso Stoppani – Ingresso Fornitori, che raggiunge quindi i 58 km di sviluppo. Varie diramazioni sono ancora in esplorazione.
Notizia non ufficiale.
Aspettiamo le notizie complete dei ‘soliti’ Maconi & c. grandi ragazzi!
Tutte le info sulle Esplorazioni Ingrigna! a questo link
Sabato 4 febbraio 2012 , dopo un’attesa durata ben 6 anni è stato finalmente esplorato il sifone posto a – 123 mt della grotta 888 LO.
La grotta 888 LO, ubicata in località Serle sull’altopiano di Cariadeghe in provincia di Brescia, zona carsica molto nota nel bresciano per la presenza di numerose grotte e della più famosa grotta 247 LO Omber, è stata scoperta nel 2004 da un gruppo di speleologi dell’Associazione Speleologica Bresciana (Pierandrea Belotti, Marco Maggiori e Simone Bigi).
L’apertura della grotta si trova all’interno di un “buco del latte”, piccola nicchia nella roccia un tempo utilizzata per la conservazione del latte e del formaggio.
Dopo numerose uscite di duro lavoro di disostruzione e di esplorazione, la grotta si è rivelata di discreto interesse con i suoi 1300 m di sviluppo planimetrico e un dislivello di -123 m. Leggi il resto di questo articolo »
” La moderna fabbrica di eroi,
vorrebbe tutti vincenti,
ma a volte qualcuno perde la partita,
ma non per questo non sapeva giocare,
e non per questo marita meno rispetto e ammirazione dei primi,
se non altro,
perchè ha avuto il coraggio di giocare la propria partita,
fino in fondo ”
Lo scorso 13 Gennaio si è tenuta una cena in ricordo di Paolo Trentinaglia, scomparso 28 anni fa nella Risorgenza dell’Elefante Bianco, nel vano tentativo di trarre in salvo Bruno Cappellato. Alla serata erano presenti più di 60 persone, speleo, amici che hanno voluto ricordare la figura di questo grande Speleo e SpeleoSub che ha lasciato un grande vuoto in tutti quelli che l’hanno conosciuto.
Domenica 15 alcuni dei vecchi amici di Paolo sono saliti al Cainallo e da quì alla Porta di Prada per commemorare, presso l’Abisso che porta il Suo nome, il suo amore per le montagne, le grotte, i sentieri che portano “in alto”.
Grazie ai bassi livelli dell’acqua in questi giorni, lo speleosub Gigi Casati oggi pomeriggio alle 17.00 tornerà di nuovo ad immergersi alla risorgenza di Fiumelatte.
L’esplorazione della risorgenza è ripresa nel gennaio 2012 con Gigi Casati che dopo alcune fratture strette ha raggiunto delle gallerie più ampie a -46 metri.
L’esplorazione speleosubacquea della zona è l’ultima frontiera dell’esplorazione e teoricamente potrebbe portare ad un potenziale -2000 italiano… Anche a monte gli speleosub sono arrivati su vasti ambienti allagati, tutti da esplorare.
Potete seguire le esplorazioni di Gigi Casati sul suo sito http://www.prometeoricerche.eu oppure nella sua nuovissima pagina gruppo di facebook di prometeo Ricerche, creata ieri e già con più di cento contatti: http://www.facebook.com/groups/249412525134439/
Ciao,
al seguente link è possibile scaricare l’ultimo numero de “La Grigna al Contrario” n°11, il notiziario del Progetto INGRIGNA!
http://ingrigna.altervista.org/articoli1/dispense.php
Buona lettura!
Andrea Ferrario
| 10 febbraio 2012 |
Ciao,
vi comunico che venerdì 10 Febbraio, ore 21.15 circa, si terrà presso la sede del CAI di Legnano una serata di proiezioni con un introduzione generale sulla Speleologia e un video sul Progetto Olona, o meglio detto “Il carsismo della testata del fiume Olona”, realizzato dalla Federazione Speleologica Lombarda con la collaborazione dei gruppi speleo varesotti. Infine ci sarà un audiovideo sulle attività del Gruppo Grotte Saronno realizzate nel 2011.
Ingresso libero…vi aspettiamo!
Ciao
Andrea Ferrario
Gruppo Grotte Saronno
Continuano fruttuosissime e con risultati sempre più esaltanti, le esplorazioni nella Sorgente Tufere (Pisogne – Bs).

Come dicevo nel post precedente, questa risorgenza ha già in regime normale, portate molto elevate, e a causa della forza della corrente le immersioni speleosub risultano assai difficoltose per il grande dispendio di “ossigeno” dovuto alla fatica: il sub deve praticamente trascinarsi ai sassi sul fondo…
Il periodo siccitoso è sicuramente favorevole, e quindi sabato 28 abbiamo tentato ancora, fermi su un secondo sifone che non faceva dormire Luca Pedrali e gli altri.
Oltre a Luca, entrano nuovamente i milanesi Davide Corengia e Stefano Gallingani. Questa volta dovranno superare il primo sifone (140m; -14), poi cambiarsi, superare risalite e traversi con le tonnellate di materiale e poi reimmergersi ancora. Scopo della punta è: passare il Sifonazzo e poi rilevare il più possibile.
E così fanno, mentre il resto della combriccola “sebinica” rimane all’esterno sotto la neve…

Il risultato di questo “toccate fuga” è esaltante: a +78 m Luca e Davide superano il Sifonazzo, lungo 35 m e profondo 3,5, poi riemergono in un tratto infame, con qualche strettoia e passaggio tra pezzi di soffitto crollati, poi si reimmergono nel TERZO sifone (10 m; -2) e quando escono, hanno davanti una gran forrona . Il percorso è sempre più da canyoning, con vasche in cui ci si può veramente tuffare. Rilevano in totale 120 metri, salendo ancora, fino a +112!! Si fermano in una vasca in cui si nuota, sotto una cascata di 5 metri, oltre la quale si intravede la struttura sempre più alta ed enorme andare avanti…
La Sorgente Tufere misura ora 580 metri di sviluppo, per un dislivello totale di 126 metri. Grandissimo risultato esplorativo, sia come impresa speleosubacquea, che per la speleologia del Monte Guglielmo. Sperando di non sbagliare, credo sia tra le più sviluppate dell’area.
Al prossimo aggiornamento.
Max Pozzo
Progetto Sebino
www.progettosebino.com
esplorazioni – Lombardia – Speleosubacquea
Tag: Luca Pedrali, Speleosub, Progetto Sebino
Come preannunciato, durante il week end sono state effettuate due immersioni nella Sorgente Tufere, con l’obiettivo di superare una risalita oltre sifone, ferma da molti mesi sotto una scrosciante cascata.
La sorgente si pone ad una quota di 420 metri circa (240 metri sopra il lago d’Iseo), e si ritiene sia una delle principali bocche del profondo sistema carsico che si nasconde nel poderoso massiccio del Monte Guglielmo (1.957 m s.l.m.): la portata e soprattutto la forza della corrente, impediscono l’accesso per lunghi periodi l’anno, mentre in regimi di piena fa veramente impressione.
Il periodo propizio ha facilitato le operazioni, e i tre speleosub, Luca Pedrali, Davide Corengia e Stefano Gallingani, con supporto di numerosi soci del Progetto Sebino, si sono immersi la prima volta sabato 21, trasportando in due viaggi i materiali e risagolando il sifone. Superata la prima risalita, la grotta prosegue alla grande in ambienti di dimensioni che aumentano considerevolmente. Il percorso rimane costantemente bagnato dalla presenza del fiume in un ambiente quasi da canyoning. Dopo una cinquantina di metri, una nuova verticale impone il rientro.
Nella seconda immersione, quella della domenica, Davide compie qualche numero e supera anche il nuovo ostacolo: i tre entrano in una nuova condotta e dopo pochi metri….. nuovo megasifonazzo da esplorare!!!
Sempre più dentro il Guglielmo… sempre più… complimenti a tutti!!!
La grotta prosegue grossa e dritta verso l’interno della montagna, e per il momento ha uno sviluppo di 440 metri, per un dislivello di 91 metri (+78; -13).
A breve i prossimi tentativi.
Max Pozzo
Progetto Sebino
Sabato 21 gennaio 2012, gli speleologi dell’Associazione “Progetto Sebino” organizzeranno una nuova immersione speleosubacquea nella Sorgente Tufere di Govine, che sbuca corposa dalle pareti rocciose che sovrastano Pisogne, sul Lago d’Iseo, a quota 420 slm. parte l’esplorazione sul versante bresciano prendendo in esame il massiccio del Monte Guglielmo.
Forza Luca! facci Sognare! Attendiamo grandi notizie!
Notizia di Giorgio Pannuzzo
Tra sabato notte e domenica, io e Antonella Piccardi (SCO), in Fruttari, abbiamo esplorato un ramo laterale del Podzilla basso e un pozzo in zona Archimede Alto.
In totale circa 50 nuovi.
Il primo ramo si collega, tramite fessure improponibili, al fondo del ramo dell’Orso, che abbiamo completamente disarmato: 2 punti interrogativi chiusi un un colpo solo. Facile scelta, il nuovo rametto si chiama “Orso Minore”.
Invece il pozzetto nuovo, in zona giunzione tra Perizoma e Archimede alto, si biforca.
Da una parte abbiamo raggiunto le zone basse dell’Archimede, chiudendo un circuito, l’ “Anello di Archimede”.
Dall’altra c’è un pozzo attivo di circa 20m, che non abbiamo sceso per la troppa acqua. Bisognerà attendere periodi più asciutti o installare un telo protettivo, perché il nuovo pozzo sembra molto interessante.
Abbiamo rilevato tutto, e adesso la Crevazza Fruttari ha superato i 2000 metri di sviluppo reale.
Tanta aria, tanto ghiaccio all’ingresso e tanta acqua di disgelo dentro…
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