Puglia
Procede speditamente e inesorabile l’organizzazione del XVI incontro regionale della speleologia pugliese previsto nei giorni 9, 10 e 11 dicembre 2011. Quest’anno, nella ricorrenza del 40° anniversario della sua fondazione, è il Gruppo Puglia Grotte di Castellana ad ospitare l’evento. Lo scenario quindi, suggestivo e attrezzato, è quello delle Grotte di Castellana.
Maggiori informazioni si possono reperire sulle pagine ufficiali di “Spelaion – alabastri e contrasti” dove sono riportati nel dettaglio dalle convenzioni al programma dei lavori.
Allo scopo di favorire la diffusione della pubblicistica speleologica sarà allestito un banco dedicato lo scambio di pubblicazioni.
Il 16 novembre del 1971, a Castellana Grotte (Ba), un gruppo di amici con la passione per la speleologia costituisce il Gruppo Puglia Grotte e si organizza per la successiva domenica per effettuare una discesa nella Grave di San Biagio di Ostuni (Br).
Questo gruppo di 16 persone ufficializza così, nei fatti, la nascita del Gruppo Puglia Grotte. Leggi il resto di questo articolo »
La terza edizione della rassegna “Grotte Horror” promossa e organizzata dalle Grotte di Castellana è anche musica; il primo appuntamento è stato strategicamente fissato per venerdì 11-11-11. Leggi il resto di questo articolo »
| 22 ottobre 2011 |
Un museo con i reperti delle grotte preistoriche dell’Alto Salento
Sabato 22 ottobre 2011 a Ostuni presso il Museo di “Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale”, in occasione dei vent’anni dalla scoperta della “Donna di Ostuni” la gestante paleolitica con feto più antica del mondo, rinvenuta nella Grotta di Santa Maria di Agnano il 24 ottobre 1991, si terrà un INCONTRO SCIENTIFICO con il prof. Donato Coppola e la sua équipe di ricercatori.
L’istituzione museale, recentemente inaugurata presso la Chiesa di San Vito Martire, nel bellissimo centro storico della “città bianca” di Ostuni, raccoglie le testimonianze archeologiche e paleontologiche di numerose grotte dell’Alto Salento.
La più importante è indubbiamente la Grotta di Santa Maria di Agnano (Pu 1201) per le eccezionali sepolture Ostuni 1 e 2 datate rispettivamente a 28 e 30 mila anni fa.

Seguono la Grotta preistorica di Sant’ Angelo (Pu 42), la Grotta di San Biagio (Pu 370), la Grotta del Monte Scotano (Pu 382), la Grotta di Facciasquata (Pu 515), la Grotta Laceduzza (Pu 889), la Grotta di Monte Santo Magno (Pu 856), la Grotta Nostra Famiglia (Pu1115), la Grotta Zaccaria (1116), le Grotte Morelli 1 e 2 (Pu 1018-1019), la Grotta di S. Pietro (Pu 1105), le Grotte Bax 1, 2, 3 e 4 (Pu 1106 – 1107 – 1656 – 1657), la Grotta dei Grilli (Pu 1124), la Grotta di Abate Nicola (Pu 1125), le Grotte Giuliano (Pu 1151 – 1152), la Grotta neolitica di Laurito (Pu 1170), la Grotta di Santa Candida (Pu 1185), la Grotta Antelmi (Pu 1285), le grotte di Madonna Piccoli 1 e 2 (Pu 1362 – 1385), La Grotta di santa Lucia della Selva (Pu 1496) e la Grotta del Pipistrello Solitario (Pu 1649). Queste cavità naturali rientrano nel progetto che la Federazione Speleologica Pugliese e la Regione Puglia hanno sottoscritto per completare il catasto delle grotte pugliesi in attuazione della Legge Regionale 4 dicembre 2009 n. 33.
La fase operativa curata dal Centro Speleologico dell’Alto Salento di Martina Franca vede l’acquisizione dei punti GPS con il posizionamento dei chiodi topografici agli ingressi, la documentazione fotografica e l’apposizione delle targhette con la numerazione catastale. Il Censimento iniziato da circa 4 mesi, è costantemente seguito dal prof. Donato Coppola per l’accesso alle grotte sottoposte a vincolo archeologico o con gli ingressi protetti dalle grate.
Foto 1) – L’area esterna alla Grotta di Agnano. Foto 2) – L’interno della grotta con il calco della sepoltura lì dove fu scoperta. Foto 3) – Il plastico che ricostruisce la “Donna di Ostuni” al momento della sepoltura. Foto 4) – Il cranio originale della “Donna di Ostuni”. Foto 5) – Il calco dello scheletro con la gestante. Foto 6) – Una vetrina del museo con i reperti della grotta di S. Biagio.
Silvio Laddomada (Centro Speleologico dell’Alto Salento)
| 9 dicembre 2011 |
Notizia di Daniela Lovece
Spélaion XVI Incontro di Speleologia Regionale
9-10-11 dicembre 2011 Castellana-Grotte (Ba)
Nel quarantesimo anniversario della sua fondazione il Gruppo Puglia Grotte darà luogo al XVI Incontro di Speleologia Regionale: tra il 9 e l’11 dicembre – infatti – a Castellana-Grotte, nelle sale del Palazzo Municipale e nella casa degli speleologi pugliesi, il Museo Speleologico Franco Anelli si terrà Spélaion.
La tematica attorno alla quale si confronteranno gli speleologi pugliesi è il carsismo nei suoi differenti ambiti di studio: geologia, morfologia, idrologia, biospeleologia, speleogenesi, frequentazione antropica delle grotte, uso delle risorse idriche, degrado e inquinamento. Infine, esplorazioni e ricerche, tecniche di progressione, meteorologia sotterranea, gestione delle cavità turistiche. Relazioni scientifiche, poster ed esclusive produzioni audio-visive, dunque, ma anche escursioni sul campo e caldi momenti
conviviali.
Per ogni informazione sulla manifestazione
La terza circolare
www.gruppopugliagrotte.it/eventi/spelaion2011/Spelaion2011-IIICircolare.pdf
Sito dell’evento
www.gruppopugliagrotte.it/eventi/spelaion2011.htm
Pagina Facebook dell’evento
www.facebook.com/pages/Spelaion-XVI-Incontro-di-Speleologia-Regionale/143165269079944
Per ogni informazione sulla partecipazione e l’iscrizione all’evento
e-mail iscrizionispelaion@gruppopugliagrotte.it
| 10 ottobre 2011 |
La speleologia subacquea è l’unione tra due attività molto particolari e complesse: la speleologia, lemma dall’origine greca che deriva dall’unione tra le parole Spelaion che significa grotta e Logos che significa discorso, e la parola “subacquea” che deriva dal latino e significa semplicemente “sotto l’acqua”.
L’unione di questi due mondi, la terra come grotta e l’acqua che in particolare si trova nella grotta stessa, unisce e moltiplica le problematiche da conoscere per affrontarli in sicurezza, ed apre una serie di attività legate sia a prestazioni sportive sia a campi scientifici. Oltre all’aspetto puramente sportivo, legato al risultato di una esplorazione, esistono altri tipi di conoscenze necessarie, che vanno dallo studio geologico, idrologico, biologico, paleontologico, archeologico, ecc. dell’ambiente carsico.
La speleologia subacquea è un’attività molto legata al mondo scientifico piuttosto che a quello squisitamente sportivo, perché senza il supporto scientifico che premette e completa le esplorazioni fatte, si concluderebbe in se stessa come altre attività. Sia ben chiaro che pochi speleologi e ancor meno speleo-subacquei sono degli scienziati, ma è vero che il loro lavoro e il contatto con docenti, ricercatori universitari, ecc. ha permesso di risolvere alcune incognite e di raggiungere scoperte importanti. Attualmente le esplorazioni nelle grotte e nelle grotte allagate hanno raggiunto livelli di specializzazione tali che per raggiungere i punti più lontani e magari molto profondi, occorrono persone molto selezionate.
L’aspetto sportivo è quindi molto importante perché permette di arrivare alla conoscenza generale dei dati sulla morfologia di una grotta, la topografia ci permette di avere un’idea precisa sulla direzione e inclinazione della stessa, i reportage documentati con foto e filmati ci fanno vedere dei particolari posti, ma per completare la conoscenza di un sistema carsico occorre uno studio scientifico che proviene dall’elaborazione di questi dati che ci permetterà di conoscere a fondo le diverse varianti del sistema stesso.
Per tutti gli appassionati di speleologia subacquea è un’occasine da non perdere.
Lunedì 10 Ottobre 2011
ore 21,00
presso Vedetta sul Mediterraneo
Centro Storico – Giovinazzo
incontriamo Gigi Casati, speleonauta tra i più conosciuti.
Monsieur Follier
il pioniere francese che esplorò per primo la grave di Castellana agli inizi dell’Ottocento
Come Edouard Alfred Martel, fondatore della Speleologia, un altro francese, un certo Monsieur Follier, agli inizi dell’Ottocento, fu l’artefice della prima esplorazione della grave di Castellana.
La documentazione su questo evento è stata casualmente rintracciata da Vittorio De Michele del Centro Speleologico dell’Alto Salento in una biblioteca di Parigi dove stava conducendo delle ricerche storiche sui viaggiatori francesi che visitarono la Puglia.
Come è ben noto la scoperta delle Grotte di Castellana viene attribuita a F. Anelli, vice direttore delle Grotte di Postumia, che il 23 gennaio del 1938 scese nella grave e dette inizio alla fortuna geologica e turistica di quella cavità .
Fonti archivistiche riferiscono di discese nella voragine antecedenti a quella di Anelli per il recupero di cadaveri o animali morti accidentalmente, ma di tali esplorazioni non è stata redatta alcuna relazione poiché non avevano carattere scientifico. Eppure altri esploratori prima di Anelli erano scesi nella grave con lo scopo di studiarla geologicamente. Il primo di questi pionieri della speleologia, di cui si ha notizia, fu il francese Monsieur Follier.
Follier era un anziano doganiere venuto nel Regno di Napoli al seguito di Gioacchino Murat. Probabilmente operava a Monopoli nell’estate del 1809, epoca dell’esplorazione, dove ebbe modo di partecipare alla fète de Notre-Dame d’out, patrone de Monopoli. Follier all’attività di doganiere associava quella dello scienziato, infatti, collaborava con l’importante rivista francese “Annales des voyage, de la geographie et de l’histoire” dove relazionava sulle sue ricerche. Fu proprio sul “Tome vingt-trisième de la collection, et III° de la VI° annèe de souscription. Publies par Malte-Brun a Paris 1814” che descrisse la discesa nella grave con un articolo dal titolo: Excursions aux environs de Bari et de Monopoli.
Egli visitò la grave posta sulla strada tra Castellana e Putignano insieme a quattro amici, quasi certamente locali. Le sue intenzioni originarie non erano quelle di discendere nella voragine, infatti non era equipaggiato che solo di una piccola borraccia d’acquavite e di un accendisigaro ma una volta li la curiosità prese il sopravvento.
Follier insieme a un amico si fece calare nella voragine per mezzo di una fune di sarmento legata con giunco.
Scrisse: l’apertura ha tutto ciò che può rendere un tale aspetto maestoso; dei rovi uscenti dalle fenditure della roccia, un eco cupo e prolungato del minimo movimento, e 30 o 40 gradi di profondità, ciò può bastare per spaventare l’uomo indifferente ai spettacolosi atti della natura; ma colui che gode in ciò che essa ha d’insolito, che predilige ammirare i suoi giochi, le sue energie, i suoi eccessi e i suoi capricci, è lieto quando può addentrarsi nei suoi più profondi laboratori.
Una volta disceso nella cavità, per illuminarla si servì di sarmenti buttati giù dai suoi compagni d’avventura. Le asprezze del suolo non gli permisero di avventurarsi nella cavità, con quella poca luce, ma ebbe modo di notare che era abitato da rondini, cornacchioni e cornacchie attirate dagli insetti che popolavano la cavità.
A dispetto di quanto affermavano gli abitanti del luogo Follier non vide né serpenti né draghi e negò che la cavità potesse finire nel mare Adriatico. Follier voleva ricavare dall’esplorazione maggiori dettagli sulla cavità e sulla sua origine. Ovvero se fosse il canale di un fiume sotterraneo, ma le circostanze non glielo permisero. Di certo, egli scrisse, quell’opera della natura non era stata costruita dall’uomo.
Fonte:
Vittorio De Michele, Monsieur Follier il pioniere francese che esplorò per primo la grave di Castellana. “CVLTVRA IPOGEA” – Rivista del Centro Speleologico dell’Alto Salento, n. 7, dicembre 2010, Martina Franca.
Vittorio De Michele, La discesa nella grave di Castellana del francese Follier nel primo Ottocento. “Riflessioni Umanesimo della Pietra”, luglio 2011, Martina Franca.
Silvio Laddomada
(Centro Speleologico dell’Alto Salento)
CENTRO SPELEOLOGICO DELL’ALTO SALENTO
affiliato alla societa’ speleologica italiana e alla federazione speleologica pugliese
Via Pietro Gaona, 62 – 74015 Martina Franca (Ta) – E-mail: culturaipogea@libero.it – Web: www.speleologiaas.it
NdR. La cosa quasi incredibile, è che questo libro è disponibile, completamente scannerizzato, su Google libri, e potete scaricarlo a questo link da Scintilena in formato PDF: http://www.scintilena.com/allegati/annales.pdf
Dei rifiuti in grotta ne avevamo parlato già in precedenza ma oggi ci ritroviamo a parlarne e principalmente per un motivo: questa volta sembra proprio che tra gli artefici della discarica ci sia chi vive di turismo (ignorando che anche le cavità possano essere un attrattore).
Siamo a Peschici sul Gargano (FG), le grotte si trovano lungo la SS89, una in particolare è molto evidente per la sua enorme apertura (è stata anche utilizzata come cava molti decenni fa); i rifiuti sono di ogni genere, da fusti di olio (ed altro materiale non identificato) a gomme di camion, scatolame di generi alimentari appena gettato (scampi congelati etc…sicuramente di qualche struttura nei paraggi), televisori etc etc…
Gruppo speleo di Statte alla volta di Cuba
Partiranno a fine mese cinque speleologi del gruppo di Statte, capitanati da Dino Grassi, vicepresidente della Federazione Speleologica Pugliese e gli speleo Michele Mastrangelo, Vincenzo Gigante , Alessandro Friolo e Daniele Gennari.
via radio popolare salento » prima pagina » Gruppo speleo di Statte alla volta di Cuba.
| 18 settembre 2011 |
L’utilizzo di grotte naturali e di cavità artificiali come discarica abusiva di rifiuti è un fenomeno diffuso – ancora oggi – in ogni regione italiana.
Il danno che ne deriva alle risorse idriche carsiche e più in generale all’ambiente ipogeo è incalcolabile.
Il Gruppo Puglia Grotte, in collaborazione con l’IPSIAM di Monopoli, domenica 18 sarà quindi impegnato nella pulizia della grotta conosciuta al Catasto regionale come PU322 e sita nella insenatura di Cala Corvino a Monopoli – Bari.
Vedi contatti e aggiornamenti sulla pagina facebook dell’evento:
http://www.facebook.com/event.php?eid=257450310955587








