Archive for the 'Soccorso' Category

Proposta di Medaglia d’Oro per i Tecnici del Soccorso

Tuesday, January 19th, 2010

E’ stata proposta la medaglia d’oro al Valore Civile ai quattro tecnici della Val di Fassa morti durante un soccorso negli ultimi giorni dell’anno scorso.
Al di là dei riconoscimenti ufficiali, la stazione di Genova ritiene doveroso richiamare quanto avvenuto: fatti che hanno portato l’attenzione dell’opinione pubblica sul nostro Corpo per motivi luttuosi.

Notizia del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico di Genova

IL PRESIDENTE NAZIONALE DEL CNSAS SCRIVE

Sunday, January 10th, 2010

In merito a quanto apparso sugli organi dʼ informazione relativamente ai costi degli interventi di
soccorso in montagna il Presidente Nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e
Speleologico (CNSAS), Pier Giorgio Baldracco precisa che:

Il CNSAS, struttura del Club Alpino Italiano, è unʼoganizzazione di volontariato operativa in tutto il territorio nazionale ed è struttura nazionale di protezione civile.

Il soccorso prestato è totalmente gratuito, pertanto il CNSAS non riceve alcun compenso per gli oltre 5000 interventi di soccorso in montagna e in grotta effettuati mediamente ogni anno. Lʼorganico è di circa 7500 volontari tra tecnici, medici (sia del settore alpino che del settore speleologico) e unità cinofile. Gli stessi, lo ribadiamo con forza, non ricevono alcun compenso per i soccorsi in montagna. I finanziamenti erogati dallo Stato e dalle Regioni e/o Province Autonome sono utilizzati unicamente per le spese di formazione di tecnici, medici e unità cinofile, di organizzazione del servizio e per mezzi e materiali tecnici. I costi sostenuti dalla collettività per il servizio di elisoccorso del 118, in cui il CNSAS partecipa con i propri uomini qualificati come tecnici di elisoccorso (come previsto dalla Legge 21 marzo 2001, n°74) devono essere correttamente riferiti alla totalità del servizio svolto dal sistema 118 alla cittadinanza e ai frequentatori della montagna (compresi a titolo di esempio quelli sulle piste da sci affollate da cittadini non alpinisti) e non ai soli interventi di soccorso in montagna e in grotta. Tali oneri sono da attribuirsi nella quasi totalità alla spesa corrente per la gestione degli elicotteri e del personale del servizio sanitario nazionale e sono di competenza dei singoli dipartimenti di emergenza-urgenza del 118.
La percentuale dʼinterventi di soccorso in montagna, a seconda delle diverse aree geografiche, oscilla tra il 2% e il 12% di tutti quelli effettuati dal sistema di emergenza-urgenza sanitaria (118). Il presidente sottolinea inoltre come il rapporto con il il Dipartimento della Protezione Civile e in particolare con il dott. Guido Bertolaso , sia oggi più che mai ai massimi livelli di collaborazione ed efficienza.

Il CNSAS, in accordo con il Club Alpino Italiano, si sta facendo promotore di una campagna nazionale dʼinformazione e formazione rivolta alla popolazione e in particolare ai giovani e nelle scuole al fine di accrescere la conoscenza e la competenza per frequentare in sicurezza lo montagna.

Il Presidente Generale del CAI, Annibale Salsa e il Presidente nazionale del CNSAS Pier Giorgio Baldracco invitano tutti gli appassionati e i turisti a continuare ad andare in montagna, farlo fa bene sia a chi le frequenta e sia a chi vi abita.

“Ricordo - conclude Baldracco - che le tragedie in montagna sono episodi eccezionali e il numero degli interventi, come ho avuto più volte modo di ribadire, da un poʼ di anni è in leggera ma continua diminuzione”; continua Pier Giorgio Baldracco, il CNSAS non si oppone allʼeventuale introduzione di un ticket per tutti quei soccorsi in montagna che non siano classificati come vere e proprie emergenze-urgenze sanitarie anche per evitare lʼabuso delle richieste di sinergia operativa con il Dipartimento della Protezione Civile.

Articolo apparso sul blog del Soccorso Alpino Calabria

Video You Tube - Esercitazione Soccorso Speleologico Umbria

Wednesday, January 6th, 2010

Giornate di prevenzione e autosoccorso nelle Marche

Monday, December 7th, 2009

Si sono concluse da alcuni giorni le 2 “giornate di pratiche di prevenzione ed autosoccorso in grotta e forra”, organizzate dalla Federazione Speleologica Marchigiana con la preziosa collaborazione del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico). Tra i vari partecipanti, una trentina in tutto provenienti da diversi gruppi regionali.
Maggiori info, dettagli e foto, sul blog del Gruppo Speleologico CAI Senigallia

SVOLTASI L’ASSEMBLEA NAZIONALE CNSAS

Saturday, November 28th, 2009

L’Assemblea Nazionale del CNSAS si è svolta a Coccaglio (BS) in data 21-22 nov. 2009 alla quale ha partecipato anche il Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico calabrese, Aldo Rizzo.

Nel corso della stessa tra l’altro sono stati approvati: il nuovo statuto nazionale, il regolamento generale ,il regolamento disciplinare, il regolamento speleologico e i piani formativi il tutto verrà applicato a partire dal 1 gennaio 2010.

Grossa esercitazione CNSAS in Toscana

Tuesday, November 17th, 2009
18 November 2009

Notizia segnalata dalla rassegna stampa del CNSAS NAZIONALE, apparsa su “La Nazione” di Lucca, del 16/11/2009

CRONACA LUCCA pag. 3
PROTEZIONE CIVILE L’ESERCITAZIONE ANCHE NELLE ORE NOTTURNE
IMPEGNO Un elicottero HH-3F capace di interventi anche di notte; a fianco tecnici del Soccorso Alpino
IL SOCCORSO speleologico del Sast, organo regionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, mercoledì 18 novembre svolgerà un’esercitazione di elisoccorso diurna e notturna, in collaborazione con l’83° Combat Sar (Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare, di stanza a Rimini, che metterà a disposizione un HH-3F, elicottero che consente volo notturno e ricerche in condizioni estreme. L’evento si svolgerà nell’area del Centro di coordinamento della Protezione civile a Ortomurato di Castelnuovo Garfagnana, dove sorge anche lo stabile del Centro nazionale del soccorso spelelogico del Cnsas e una base logistica del Sast. Le esercitazioni con elicotteri rientrano nel (more…)

Manuale per il Soccorso in Valanga

Wednesday, November 11th, 2009

Esce a fine novembre il primo Manuale Cai dedicato al soccorso per gli incidenti da slavina. Si intitola “Artva - Apparecchi per la Ricerca di Travolti in Valanga” e spiega tutto quello che c’è da sapere su come utilizzare gli strumenti e sulle tecniche da applicare nei soccorsi.
Continua a leggere la notizia su Montagna.org

Nuovo bivacco di emergenza per il Soccorso toscano

Sunday, November 8th, 2009

Fonte: Speleoclub Garfagnana
La Comunità Montana ha concesso al Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST) l’uso di una struttura presso la località “Piglionico” ai piedi della Pania, punto di partenza dei sentieri per il Rifugio Rossi, la Pania della Croce e Mosceta. La struttura funzionerà come bivacco di emergenza, punto di appoggio per i soccorritori e ricovero materiali di primo soccorso. Un passo importante nella prevenzione degli incidenti nelle nostre zone.

Francia - Polemiche sul soccorso ad uno speleo allo Scialet des Chuats – Drôme (26)

Wednesday, November 4th, 2009

Ripubblichiamo l’eccezionale lavoro di ricerca notizie e traduzione fatto da Mauro Villani:

La prima comunicazione ufficiale sull’operazione di soccorso a Pierre-Yves Belette bloccato a circa -250 m di profondità appare il 24 ottobre alle 8.30 sul sito dello Speleo Soccorso francese che recita:

Il 23 ottobre alle 23.30 un’operazione di soccorso è iniziata allo scialet des Chuats nel comune di Bouvante (Drôme) per uno speleologo bloccato dalla risalita delle acque.

L’SSF 26, l’SSF 38 e speleo-sub dello Speleo Soccorso Francese della regione Rhône-Alpes sono stati allertati e dovrebbero intervenire stamattina

Alle 20.30 sempre del 24 ottobre appare il secondo comunicato sul sito dell’SSF…

Alle 20.00 è stato stabilito il contatto con lo speleologo bloccato dietro il sifone 2 che al momento risulta disinnescato. Questo sarà quindi attraversato semplicemente a nuoto, quindi del materiale da immersione permetterà allo speleo di superare il sifone 1 accompagnato dagli speleo-sub; il passaggio di questo sifone dovrebbe avvenire intorno alle 21.00.
L’uscita dalla grotta è invece prevista intorno alle 2.00 del mattino seguente.
Attualmente sono presenti sul sito 61 persone, di cui 29 impegnate sottoterra.

Il 25 ottobre alle 7.30 l’ultimo comunicato dell’SSF sull’operazione di soccorso:

Lo speleologo soccorso è uscito dallo scialet des Chuats alle 0.30 del mattino (ora legale), mentre gli speleo-sub sono usciti verso le 2.15 (ora legale).
8 persone restavano ancora sottoterra per il disarmo della linea di comunicazione e l’evacuazione del materiale utilizzato per l’intevento.
L’operazione dovrebbe terminare durante la mattinata.

Filmato di TF1 sul soccorso in corso

Filmati di France 2 sul soccorso in corso:

Filmati di France 3 Rhône-Alpes-Auvergne sul soccorso in corso

Tra il 31 e soprattutto il 1° novembre diversi organi di stampa diffondono la notizia che i “pompieri” intendono denunciare lo speleologo soccorso per aver messo a rischio l’incolumità dei soccoritori…!!

Tra questi comunicati quello di France Inter

Leggendolo in effetti si apprende che non sono i pompieri a parlare, ma Pascal Pertusa presidente del consiglio d’amministrazione del Servizio Dipartimentale d’Incendio e Soccorso della Drôme (SDIS)…un politico insomma…a cui piacerebbe che le operazioni di soccorso avvenissero a pagamento…insomma la denuncia tende soprattutto a modificare il principio di gratuità dei soccorsi in genere…in Francia praticamente solo gli sciatori pagano un eventuale soccorso in loro favore tanto che nelle piste una percentuale della somma pagata per il pass va destinata al soccorso…

Di tono simile il comunicato apparso su Le Dauphiné dove in coda dell’articolo si legge – e fa perlomeno sorridere – che lo speleologo oggetto del soccorso l’indomani è rientrato nella grotta per recuperare dei suoi appunti e del materiale dei…pompieri!

o ancora sulla televisione pubblica TF 1

Il 1° novembre un comunicato stampa dell’SSF 38 ed uno rilasciato in televisione su France 3 dal Comitato Dipartimentale di Speleologia 26 precisano quanto avvenuto prendendo le distanze dalla denuncia dello SDIS e ribadendo l’utilità per la collettività delle esplorazioni speleologiche nella regione che svelano per esempio la complessa idrologia dell’area.

Per curiosità il servizio precedente a questo fa vedere l’intervento di una pattuglia stradale che blocca e multa un ragazzo fresco di patente che viaggia a 160 km/h ben oltre il limite e che dichiara tranquillo al giornalista che lo rifarà senza pensarci e che se poi lo beccano pazienza…se non è questo “mettere in pericolo la vita degli altri…altro che speleo….”

Ancora la stampa incalza sull’argomento:

Aujourd’hui

L’Express

Le Monde

Intanto sulla Lista speleo francese e su vari blog francofoni come Speleolibre il dibattito si accende, rimarcando che comunque la speleologia è un’attività di per se rischiosa ma che comunque i soccorsi si devono principalmente agli speleo stessi dell’SSF e che l’SSF stesso su base volontaria effettua ogni anno una percentuale d’interventi ben più elevata per recuperare gente che si perde, che cade o che si suicida in grotta e che con la speleologia non ha niente a che fare.

Oltretutto si fa notare che i rapporti con i pompieri, quelli che operano sul terreno, sono abbastanza buoni, che molti pompieri sono anche speleo e molti addirittura sono nel soccorso speleo.

Come si rimarca che la gratuità dei soccorsi è sancita per legge e che in Francia i pompieri sono dei professionisti stipendiati a prescindere dagli interventi e che da questi non guadagnano, come è giusto, nulla di più.

Alcune considerazioni carine sulla pratica speleo dal blog di speleolibre

Il 2 novembre su France Inter un comunicato ufficiale del Sindacato Nazionale dei Pompieri (Fédération nationale de sapeurs-pompiers de France - FNSPF) disapprova fermamente e condanna l’atteggiamento e la denuncia di Pascal Pertusa, presidente del SDIS.

Secondo il sindacato è inammissibile rimettere in causa la gratuità dei soccorsi.

Subito dopo arriva, proprio in seguito alla presa di posizione del Sindacato, la dichiarazione del ritiro della denuncia da parte dello SDIS; dichiarazione ripresa dagli organi d’informazione:

Lo stesso giorno arriva il comunicato ufficiale congiunto della Fédération Française de Spéléologie e dello Spéléo Secours Française che prende le distanze da quanto dichiarato dal presidente dello SDIS 26, precisa tutta l’operazione e gli eventuali reali costi e fa presente che la FFS conta 7000 iscritti per una stima di circa 15000 praticanti in Francia e che sul totale degli interventi dell’SSF su base volontaria, 2/3 sono rivolti a non speleo che si fanno male in grotta per i più disparati motivi.

Dopo questi fatti si ha la prima inversione nella comunicazione da parte degli organi di stampa, uno per tutti Liberation che pubblica un testo dove si riassume la vicenda, dando risalto alla netta presa di posizione contraria del Sindacato dei pompieri (FNSPF) per arrivare a chiedersi se poi una tale denuncia da parte dello SDIS potesse o meno “tenersi in piedi” dal punto di vista giuridico…come dire tanto rumore per nulla…

Per inciso la polemica è stata riportata, pari pari, anche dalla stampa italiana…per esempio L’Unione Sarda

In Francia denunciati due speleologi dai vigili del fuoco

Tuesday, November 3rd, 2009

Domenica primo novembre i vigili del fuoco francesi hanno soccorso 2 speleologi rimasti intrappolati in grotta a causa di un’allagamento. Sul posto sono intervenuti circa 40 soccorritori ed è montata la polemica tra l’opinione pubblica di quanto costa soccorrere gli speleologi. I vigili del fuoco hanno denunciato i due speleologi con motivazioni ricadenti sulla presunta “incoscienza”, in quanto i due con il loro comportamento hanno messo in pericolo la vita dei soccorritori.

Secca e dura la replica della comunità speleologica francese: Su qualche forum si augura un tumore ai vigili del fuoco, in forma lieve e non mutuabile, ma a parte le voci di sommossa, è la Federazione Francese di Speleologia, probabilmente l’organizzazione nazionale più forte e importante del mondo, che risponde per le rime alla denuncia con u comunicato stampa che è stato pubblicato anche dal blog Explos che dice:

Opérations de spéléo-secours

Le dimanche 1er novembre 2009, l’ensemble des médias français développait largement leurs titres sur une double plainte déposée par le SDIS de la Drome à l’encontre de deux spéléologues secourus au Sciallet des
Chuats entre les 23 et 25 octobre dernier sur la commune de Bouvante.
La FFS a pris note de l’annonce faite ce jour, que la plainte du SDIS de la Drome n’irait éventuellement pas à son terme, mais entend cependant réagir sur ce qu’elle considère comme étant une stigmatisation infondée de la spéléologie et de ceux qui la pratiquent.
En effet les propos tenus, pour la plupart fantaisistes et non étayés, constituent autant d’attaques contre les valeurs d’une pratique raisonnée, respectueuse et solidaire de la spéléologie portées par la Fédération Française de Spéléologie au travers de ses différentes commissions spécialisées, de ses comités et clubs et de l’ensemble de ses adhérents.

La Fédération Française de Spéléologie ne peut accepter :
- La remise en cause de la compétence et de la connaissance du milieu souterrain de ses membres et cela d’autant plus lorsque ceux-ci apportent leur contribution à la connaissance scientifique d’un milieu qui présente de multiples intérêts pour la collectivité (structure des terrains, préhistoire, circulation des eaux souterraines, connaissance de la faune cavernicole, étude des pollutions et contaminations en provenance de la surface…). Tel était bien l’objectif des explorateurs dans le gouffre des Chuats car cette cavité récemment découverte permettait une collecte d’informations d’ordre scientifique unique et novatrice en terme de connaissance de ce secteur souterrain du Vercors.
- La prétendue inconscience des personnes incriminées alors que celles-ci avaient non seulement veillé à respecter toutes les règles de précaution et de prévention nécessaires à une pratique en sécurité mais également à organiser avec minutie l’expédition. Cela faisait plus d’un mois qu’un bivouac avait été mis en place dans cette cavité en vu de cette expédition et plusieurs sorties préalables avaient permis à cette équipe de connaître un niveau d’eau de la cavité exceptionnellement bas en cette période. Un arrêté de restriction des eaux sur cette commune témoigne, depuis juillet 2009, des niveaux des eaux particulièrement bas dans ce secteur. Enfin, la météo prise préalablement à cette expédition pour la semaine indiquait bien des chutes d’eau, mais ne laissant présager aucun risque majeur au regard de l’ensemble des éléments pris en considération pour la réalisation de cette sortie, et sans commune mesure avec celle réellement enregistrées en fin de semaine.

Elle ne peut également cautionner :
- L’attaque portée publiquement à une victime dans le cadre d’une opération de secours car elle est une atteinte à la déontologie des sauveteurs dont la seule préoccupation devrait être de pouvoir se concentrer sur la sauvegarde de la personne sans que vienne interférer une quelconque notion de responsabilité du secouru.
- La remise en cause du déroulement de l’opération de secours, conduite par le Spéléo Secours Français (commission spécialisée de la Fédération Française de Spéléologie) sous la direction de l’autorité requérante qui en a validé les différentes phases et notamment le dimensionnement des équipes. Les 54 sauveteurs du SSF mobilisés étaient non seulement nécessaires à la réalisation des différentes missions de l’opération mais ils étaient également les seuls à posséder les compétences requises pour intervenir dans une telle cavité, aucun des personnels du SDIS 26 n’étant compétent dans ce domaine. Ils ont de plus été mobilisés sur un temps le plus court possible entre le vendredi soir et la nuit du samedi au dimanche.
- L’annonce d’un coût prohibitif de l’opération alors que sur les 30 000 à 40 000 euros annoncés la part correspondant à l’intervention des 54 sauveteurs du Spéléo Secours Français sur cette opération s’élève à 11 770 €, soit un coût de seulement 218 € par sauveteurs SSF engagés (frais de déplacements, pertes de matériel, matériel consommable utilisé et indemnisation horaire durant le temps d’opération inclus).
La Fédération Française de Spéléologie déplore que cette opération de secours, qui a été une entière réussite sur le plan technique et humain, n’ait été le prétexte d’une nouvelle remise en cause de la gratuité des secours pourtant clairement réaffirmée dans la loi de modernisation de la sécurité civile du 30 juillet 2004.

En vous remerciant de toute l’attention que vous pourrez porter à ce communiqué afin que les spéléologues eux-mêmes puissent être entendus, nous restons, Madame, Monsieur, disponibles pour vous fournir de plus amples informations, voir de nous rendre disponibles pour toutes interviews, confrontation ou échanges sur ce sujet.
Cordialement.

A noter :
En France :
- La Fédération Française de Spéléologie dispose d’un effectif de 7000 membres.
- Le nombre de pratiquants global de cette activité est de l’ordre de 15 000 individus.
- Le nombre de journée de spéléologie annuel est de l’ordre de 115 000 journées/an pour les membres issus de la FFS et estimé à 230 000 journées/an pour la globalité de la pratique spéléologique sur le territoire), Le SSF dispose de 2000 sauveteurs formés sur l’ensemble du territoire et recense une moyenne de 28 secours par an contre 34 il y a moins de 10 ans (soit la démonstration d’une prévention et d’un enseignement qui fonctionne et porte ses fruits).
- 1/3 de ces 28 secours annuels seulement concerne des membres de la Fédération Française de Spéléologie, les deux autres tiers pours lesquels interviennent aussi les équipes du Spéléo-secours Français concernent, des individus extérieurs à la fédération.

> Contacts communiqué :
Mme Laurence TANGUILLE, Présidente de la Fédération Française de Spéléologie,
M. Dominique BEAU, Président du Spéléo-Secours-Français,
M. Bernard TOURTE, Président Adjoint du Spéléo-Secours-Français,

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