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Soccorso

Teo Turci www.teoturci.it nell’uscita di Frasassi di questo fine settimana mantiene la promessa e dedica il video ad Anna Bonini, la ragazza infortunata in Omber la settimana scorsa. Evaiiii!!!!

Speleologa bloccata. I video dei soccorsi in tempo reale
I nuovi video appena usciti dalla grotta. I filmati sono stati realizzati dalla Commissione Comunicazione e Documentazione del Soccorso Speleologico del CNSAS
Vai al sito de “Il Giornale della Protezione Civile”

Questi frammenti filmati raccontano la complessità di un soccorso in grotta, la straordinaria efficienza della macchina dei soccorsi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, un’eccellenza unica nel nostro paese riconosciuta tra le migliori a livello europeo.
In totale i volontari del Corpo – speleologi e alpinisti – sono oltre 7000, per diventare soccorritori seguono un durissimo iter addestrativo, che prevede verifiche periodiche per il mantenimento della qualifica operativa di tecnico di soccorso. Il Cnsas è una sezione nazionale del Club Alpino Italiano.

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Comunicato Stampa
15/novembre/2011 ore 06,45

Intervento di soccorso ad una speleologa infortunata nella grotta “L’Omber en banda al Bus del Zel”- Serle Brescia

Serle, altopiano di Cariadeghe (BS) 15 nov. 2011.
Si è conclusa con successo questa mattina alle ore 06,40 l’intervento di soccorso speleologico alla grotta Omber EN banda al Büs del Zel. La ragazza tratta in salvo, Anna Bonini, 37 anni, speleologa di BS, si era fratturata la gamba sx domenica pomeriggio intorno le 14,00, scivolando da un salto di 3 m circa, durante un’escursione nella grotta, alla profondità di circa 250m.
Subito 3 suoi compagni di esplorazione uscivano a dare l’allarme, mentre altri 2 compagni di escursione restavano con lei a prestare i primi soccorsi ed accudirla aspettando i soccorsi.

Alle 17,00 veniva allertato il 118, il quale provvedeva immediatamente ad attivare il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), stazione di Valsabbia della V Delegazione bresciana e IX zona speleologica lombarda. Una squadra di primo intervento è entrata in grotta alle ore 20,00. Il recupero vero e proprio è iniziato qualche ora più tardi, dopo che la ragazza è stata medicalizzata e stabilizzata all’interno di una tendina riscaldata, dall’equipe medica del CNSAS, in contatto diretto con la Centrale Operativa del 118 di Brescia.

Per trasportare Anna Bonini è stato necessario allargare alcuni tratti molto stretti della grotta, per questa operazione si sono dedicati 8 volontari della Commissione Disostruzione del CNSAS che, tramite l’uso di micro cariche, hanno demolito piccole porzioni di roccia consentendo il passaggio della barella. Durante l’intervento, durato complessivamente 35 ore circa (di cui 25 ore di trasporto barella), si sono alternate 3 squadre di medici ed infermieri (7 componenti la Commissione Medica CNSAS) e 3 squadre di tecnici per il recupero (69 tecnici CNSAS).

In grotta hanno operato in totale 84 tecnici per una media di 12 ore/uomo di lavoro. All’esterno le operazioni sono state coordinate dal Delegato della IX Zona speleologica Lombardia Andrea Gigliuto coadiuvato, per la logistica e le comunicazioni, da una decina di soccorritori.

Il recupero in grotta si è svolto senza particolari intoppi, l’infortunata è stata per la maggior parte del tempo, vigile e collaborativa, dimostrando un’eccezionale forza d’animo. Sono intervenuti in totale 100 tecnici CNSAS provenienti da 6 regioni d’Italia: Lombardia (IX Zona speleologica e V Delegazione bresciana), Piemonte (I Zona), Trentino e Veneto (VI Zona), Emilia Romagna (XII Zona), e Toscana (III Zona). Anna Bonino, appena uscita di grotta, in buone condizioni, è stata prontamente trasportata in ospedale.

Commissione Comunicazione e Documentazione (CCD) del CNSAS

Roberto Carminucci
Coordinatore Nazionale CCD
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

In collegamento telefonico con il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS:
Proseguono le operazioni di recupero della speleologa ferita ieri all’interno dell’ Omber del Bus del Zel. Ai primi tecnici della Squadra Speleologica del CNSAS della Lombardia si sono aggiunti anche i tecnici del Soccorso CNSAS provenienti dal Veneto e la Squadra Alpina del CNSAS Lombardia. Sul posto sono presenti anche i tecnici del GLD Gruppo Lavori Disostruzioni del CNSAS che, con tecnici specializzati provenienti da tutta Italia provvedono ad allargare i punti più stretti della grotta per permettere il passaggio della barella.
La ragazza sta bene, è cosciente e su di morale, è stata fatta risalire attualmente a quota -160 metri di profondità, ha superato il Gran Canyon e la barella è giunta al Laminatoio; ha potuto parlare con i suoi familiari all’esterno per mezzo di un telefono da campo, che serve anche per comunicare continuamente tra le squadre che si alternano intorno alla ferita e il coordinamento esterno che deve dirigere il corretto svolgimento delle operazioni di soccorso.
L’intervento è cominciato ieri sera intorno alle 20.00 nella zona della “confluenza” e si protrarrà probabilmente per altre 16 ore, quindi l’uscita è prevista nella tarda mattinata di martedì 15.

E’ disponibile il video dell’intervento in formato Mp4 (70MB) del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Clicca qui per scaricare il video del CNSAS

Nel disegno pubblicato qui sotto, è visibile una porzione della sezione della grotta, ricavata dal rilievo del Gruppo Grotte Brescia, con indicati il luogo dell’incidente, la posizione dove si trovava la barella alle 19.30 e l’uscita.

Nel disegno successivo, il rilievo in pianta dell’intera Grotta Omber en Banda el Bus del Zel, effettuato dal Gruppo Grotte Brescia.

La grotta con i suoi 18 km di sviluppo (lunghezza totale delle sviluppo delle gallerie, dei pozzi e dei saloni) è una delle maggiori grotte della Lombardia; Il Gruppo Grotte Brescia nel mese di Maggio del 2011 aveva scoperto una importante giunzione sotterranea di questa grotta con la vicina “Grotta 791″.
Si ringrazia il CNSAS per il materiale e le informazioni fornite puntualmente.

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Comunicato Stampa
13/novembre/2011 ore 22,30

Intervento di soccorso ad una speleologa infortunata nella grotta “L’Omber en banda al Bus del Zel”- Serle Brescia

SERLE – A Serle, in provincia di Brescia, è in corso un intervento di soccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) per il recupero di una speleologa infortunata. La Speleologa si è presumibilmente prodotta un trauma alla gamba in seguito a una caduta.
La donna infortunata A. B. di anni 36, era in compagnia di altri 4 speleologi esperti, nella escursione della grotta “L’Omber en banda al Bus del Zel”, sull’altopiano di Cariadeghe, la più nota e profonda grotta bresciana che si apre a circa 750m di quota. La richiesta di soccorso è giunta alle 17,45. La speleologa si trovava a 300 metri di profondità in una zona detta “confluenza” dove si raggiunge una delle gallerie principali della grotta, quando è scivolata da una cengia rocciosa precipitando per 3 metri. Sul posto è arrivata la squadra della IX Zona Speleologica Lombarda del Soccorso Alpino e Speleologico competente per questo tipo di emergenza. 8 tecnici del CNSAS, tra cui un medico, stanno raggiungendo la donna e avvieranno le procedure per la stabilizzazione dell’infortunata, altre squadre del Soccorso Alpino e Speleologico stanno lavorando all’interno della grotta per preparare il complesso recupero. Data la notevole profondità e la complessità della grotta, l’intervento si protrarrà sicuramente per molte ore.

Una speleologa 36enne di Brescia è bloccata a -250 metri all’Omber en banda al Bus del Zel, sull’altopiano di Cariadeghe, a Serle, in provincia di Brescia a causa di una frattura alla tibia.
Sembra che l’incidente sia avvenuto a -250 metri intorno alle 14.00 di oggi e dalle notizie che arrivano distorte dagli organi di stampa ufficiali, il recupero da parte del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico potrebbe essere lungo.
L’allarme è stato dato dagli altri speleologi che erano in grotta con lei.

Un istruttore di speleologia del GSB-USB nell’ultima uscita di corso di introduzione alla speleologia, bolognese di 48 anni, tra gli autori di Scintilena, dopo essere uscito dal Farolfi, lungo il sentiero che porta a Fociomboli è probabilmente scivolato e si è fatto un ottantina di metri di dirupo, tra salti e ghiaione, rotolando e scivolando, con la rottura di una gamba e di una spalla. L’incidente è avvenuto verso le una di notte di sabato sera, l’allarme è stato dato dagli atri speleologi che erano con lui intorno alle 2 e mezza di notte al 118. E’ intervenuto in poco tempo il CNSAS toscano con una squadra da Querceta, che dopo aver raggiunto il ferito ha chiesto l’intervento dell’Elicottero “Pegaso”. Non conosciamo i tempi di intervento e di recupero del CNSAS per mancanza di informazioni dirette.
Lo speleologo è stato trasportato all’ospedale di Pisa nelle prime ore del 13 novembre.

Ciao Michele! Guarisci presto, un saluto da Andrea!

Dal link: http://dumas.ccsd.cnrs.fr/dumas-00636277/fr/

è possibile scaricare la recente tesi di Dottorato (in francese) di Jérémie Faurax “Les facteurs limitant la médicalisation des secours spéléologiques et les évolutions envisageables : à propos d’une étude qualitative”

E’ martedì mattina, stiamo smontando tutto e andando via, ci incrociamo con Fof e Budassi del GLD Gruppo Lavori Disostruzioni del CNSAS:

-Allora, com’è andata?
Benissimo! Noi siamo andati pari, abbiamo rimesso pochissimo, tipo 15 euro sotto

-Ma voi che avevate?
Guarda, il primo e secondo giorno avevamo un menù completo: antipasto misto, gnocchetti alla collescipolana, bistecche di pecora arrosto, bruschette miste, vino e pane, tutta roba fatta da noi, genuina, a 6 euro. Quando l’ultimo giorno ci siamo accorti che più o meno eravamo in parità, abbiamo venduto tutto ad un euro a piatto.

-Prezzo bassissimo! E la concorrenza?
Eh, la concorrenza è venuta a protestare, ma non è possibile che qui si viene a far cacciare soldi agli speleologi. Bisogna mettersi in testa che ai raduni si va per divertirsi e non per guadagnare; i soldi per le corde si fanno in altri modi.

Grazie Fof! Grazie Budassi!
Andrea Scatolini

Intervento di soccorso alla Grotta Lina Benini (Buco del Noce) – Brisighella – RA

La delegazione Speleologica del Soccorso Alpino dell’Emilia-Romagna è intervenuta ieri, 22 ottobre, per recuperare uno speleologo infortunato nella Grotta Lina Benini, detto anche “Buco del Noce”, che si trova sulla Vena del Gesso romagnola, non distante dalla più famosa Grotta “Tanaccia”.

Marco A. di 24 anni faceva parte di un gruppo di 4 speleologi del Gruppo Speleologico Faentino che nella mattinata di sabato sono entrati nella grotta per una escursione. La grotta, che ha uno sviluppo di meno di 200 m, è fra le più frequentate della zona sia per la bellezza degli ambienti all’interno che per il non difficile accesso, per quanto sia una grotta riservata ad esperti per via dei pozzi iniziali di una quindicina di metri.

Purtroppo nel corso dell’escursione, a causa della rottura di una scaletta di cavo metallico presente da tempo sul posto per superare un salto di un paio di metri, Marco A. è caduto procurandosi un fortissimo dolore alla gamba sinistra che gli impediva di proseguire. Dopo aver valutato le condizioni di Marco, uno dei quattro amici è uscito ed ha allertato la XII Zona speleo del SAER.

Fortunatamente nei pressi della grotta era in corso una esercitazione della Scuola regionale di soccorso speleologico con alcuni tecnici che, allertati verso le 13 e 30, si sono immediatamente recati al “Buco del Noce” per prestare il primo soccorso e valutare quanto accaduto. Le condizioni della gamba si sono rivelate serie, con una frattura che ha reso necessario organizzare il trasporto verso l’esterno utilizzando la barella specialistica per soccorso in grotta, i presidi sanitari necessari e le tecniche di recupero adeguate.

Sono quindi state attivate le Stazioni di Soccorso speleo di Faenza e Bologna, e messe in preallarme la Stazione di Reggio Emilia, nonché la Stazione Alpina di Monte Falco e la Commissione Nazionale Medici per le emergenze in ambiente ipogeo del CNSAS.
E’ stato attivato anche il 118 per il presidio sul posto e il trasporto dalla grotta verso le strutture ospedaliere.

I 12 tecnici presenti sul posto, una volta predisposto l’infortunato in barella ed effettuati tutti gli attrezzamenti necessari per il recupero sui pozzi, hanno iniziato il trasporto verso l’esterno che è terminato poco dopo le 21 quando Marco è stato preso in carico dall’ambulanza di Romagna Soccorso.

Per saperne di più:
http://www.saer.org
http://www.cnsas.it
http://www.soccorsospeleo.it

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