Esospeleologia
Nel 2010 era stato scoperto un “buco” non ben identificato, sulla Luna, ma al momento della scoperta non si capiva bene se si trattasse di una grotta o di un cratere molto profondo:
http://www.scintilena.com/buco-sulla-luna-potrebbe-essere-la-grotta-piu-antica-mai-conosciuta-oppure-un-grosso-cratere-da-impatto/10/27/
Dopo quella scoperta, la Nasa aveva ipotizzato l’esistenza sulla Luna di lunghi canali nel sottosuolo.
Oggi la notizia dell’esistenza di una grotta è confermata da nuove immagini, secondo le Leggi il resto di questo articolo »
Il primo ottobre e il primo novembre 2010 il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA ha effettuato le foto ad altissima risoluzione di una delle grotte scoperte sulle pendici del vulcano Arsia Mounth, ed ecco il bucone. Finora non avevamo niente di simile, solo foto poco nitide, ma ecco finalmente per la prima volta “il fondo” di una grotta extraterrestre, con massi sparsi sul fondo di un bel pozzo di 180 metri che sprofonda in un tubo di lava.
Le grotte extraterrestri di cui abbiamo parlato spesso su Scintilena potrebbero essere sfruttate in futuro come primo luogo ospitale per la colonizzazione umana, offrendo riparo dalla radiazione solare, dalle tempeste di sabbia e fornendo forse anche delle riserve di acqua accumulata sottoforma di ghiaccio (questo buco comunque mi sembra parecchio asciutto…)
Foto e notizia originale su Daily Galaxy
Un gruppo di alunni di una scuola di settimo grado, equivalente alle nostre scuole medie, (mi corregga Tubolongo se sbaglio, grazie) in California ha scoperto una nuova grotta su Marte, analizzando le foto della NASA.
Fonte: http://www.space.com/scienceastronomy/students-discover-mars-cave-100621.html
Sono state già scoperta sette altre grotte su Marte, ma la scoperta l’aveva fatta la NASA.

Anche in quest’ultimo caso, si tratta di un tubo di lava sprofondato, cioè una grotta di origine vulcanica che si è formata grazie allo scorrimento di lava fusa sotto ad una crosta lavica che si è andata consolidando. Lo sprofondamento, ossia l’apertura di questa nuovissima grotta, è stimato di circa in 150-190 metri di larghezza e almeno 110 metri di profondità .
Da qui ovviamente non è possibile determinare se la grotta prosegue, ma dalla foto al satellite si vede benissimo la depressione formata sul tubo di lava, che fa presagire l’esistenza di una grotta anche bella grossa.
Questa nuova grotta è stata scoperta da 16 allievi di una scuola media che hanno partecipato ad un programma di ricerca incentivato dalla Nasa per lo studio delle fotografie satellitari di Marte. la grotta si apre nella regione del Pavonis Mons, dove è stata scoperta già un’altra grotta, mentre si conoscono già altre sei grotte su Marte che si aprono nell’Arsia Mons.
Come è stato scritto su Scintilena in un recente articolo, quando decideremo di andare su Marte probabilmente dovremo utilizzare proprio queste grotte che potrebbero offrire un ricovero contro le terribuili tempeste di sabbia e una possibile fonte di approvvigionamento idrico.
Le grotte potrebbero anche essere un possibile nascondiglio di eventuali microorganismi marziani.
Mi piacerebbe sapere se c’è qualche scuola media italiana che fa qualcosa del genere.
Notizia tradotta da Universe Today
I nuovi risultati pubblicati sul giornale Icarus suggeriscono che le grotte di Marte potrebbero ospitare i futuri astronauti con più di un modulo abitativo. In molti luoghi, non lontani dai poli, le grotte scoperte potrebbero contenere acqua allo stato solido.
Le grotte glaciali si aprono nella roccia, ma contengono ghiaccio perenne (da non confondere con i mulini glaciali, che sono cavità che si aprono all’interno di ghiacciai e sono fatte interamente di ghiaccio)
Le grotte glaciali esistono sulla terra, dove le condizioni atmosferiche con basse temperature consentono al ghiaccio di non sciogliersi anche nei periodi caldi dell’anno.
Ora, con gli studi effettuati da Kaj Williams della NASA Ames, gli scienziati hanno simulato le caratteristiche delle temperature della superficie di Marte, e secondo questo modello all’interno delle grotte già scoperte su Marte dovrebbero esserci le condizioni per avere acqua allo stato solido, cioè ghiaccio perenne, ne più ne meno quello che troveremmo sulle grotte terrestri, in quanto una significativa porzione di superficie marziana ha avuto le giuste condizioni affinchè si accumulasse ghiaccio nelle grotte.
Secondo gli studi, la regione dei vulcani Tharsis e Elysium dove sono già state rilevate diverse grotte appare particolarmente indicata per un probabile accumulo di ghiaccio.
Questo fatto è molto importante perchè queste grotte si sono formate dal collasso di tubi di lava che per loro costituzione, come osservato sulla Terra, hanno uno scarso scambio d’aria con l’esterno, quindi la temperatura tende a rimanere bassa come in una vera e propria ghiacciaia.
Gli astronauti sulla superficie marziana troverebbero nelle grotte un ottimo riparo dalla radiazione solare, dalle terribili tempeste di sabbia che imperversano per mesi sulla superficie di Marte con venti che soffiano a centinaia di chilometri orari e sempre nelle grotte troverebbero un prezioso deposito di acqua sottoforma di ghiaccio. La conformazione dei tubi di lava suggerirebbe la costruzione di moduli abitativi da realizzare proprio nelle grotte.
Inoltre il ghiaccio costituirebbe non solo una riserva d’acqua, ma potrebbe essere l’archivio delle temperature marziane, proprio come succede sulla Terra con il carotaggio dei ghiacciai dei Poli, e le grotte marziane potrebbero essere un luogo privilegiato dove andare a cercare vita marziana, passata o ancora attuale.
Trovate maggiori info sulle grotte di Marte, foto e dettagli sulla Scintilena
La Speleo-Astronomia è alla ribalta delle cronache, dalle prime sei grotte marziane scoperte alcuni anni fa costituite probabilmente da tubi di lava “sfondati”, al buco sulla luna scoperto pochi mesi fa, alla scoperta di enormi quantità di ghiaccio sotterraneo all’interno di cavità nel sottosuolo di Marte, e ultima la scoperta, attraverso l’analisi delle foto della sonda Cassini, di paesaggi carsici con doline, valli chiuse e polje su Titano, la luna di Saturno.
Non ci andremo mai, non la nostra generazione allevata tra il Margua e la Apuane, non riusciremo ad esplorare quelle magnifiche lande desolate di Titano, ma l’immaginazione corre…
Sul sito della NASA c’è una ricostruzione 3D del possibile aspetto della superficie carsica
Sul sito del National Geographic si legge la notizia della scoperta di un “buco” sulla superficie lunare che potrebbe ospitare, chissà , una futura base spaziale.
L’immagine del “buco” è stata scattata dalla giapponese Kaguya spacecraft, e secondo l’articolo potrebbe essere l’apertura su un grande lavatube, ossia su una possibile grotta vulcanica formata dallo scorrimento sotterraneo di lava.
Il fatto strano è che l’attività vulcanica sulla Luna non c’è, e da almeno 2,5 miliardi di anni sulla Luna non cè attività vulcanica… Adesso, non vorrei essere geoologo spaziale, ma è lecito pensare che una struttura rocciosa possa resistere sulla luna, senza erosione dell’acqua, senza terremoti, praticamente senza magnetismo, per 2,5 miliardi di anni?
La cosa, dal punto di vista speleologico, è alquanto strana; Siamo abituati a pensare alle grotte terrestri come strutture che nascono, crescono, muoiono, travolte dall’incessante lavoro della geotettonica e Leggi il resto di questo articolo »
In esclusiva per voi sulla Scintilena, il potentissimo software usato dagli studiosi americani che guideranno le sonde automatiche in esplorazione nell’atmosfera rarefatta di Marte, all’interno delle “sette sorelle”, le sette grotte individuate alle pendici dell’Arsia Mounth… magari alla ricerca di forme di vita aliene.
Ci credo che non trovano Bin Laden!
segnalato da Mila Bottegal
Astronauti a Su Bentu. Dalle viscere della Terra allo spazio (L’Unione Sarda, 15 agosto 2008)
Caverne frequentate 10 mila anni fa dai sardi del neolitico. Poi rifugio per animali selvatici e latitanti imprendibili. Oggi richiamo internazionale per speleologi e scienziati. Sono le grotte del Supramonte, meraviglie carsiche teatro di epiche ricerche, la più celebre delle quali “La caccia al Grande Collettore†(descritta da Vittorio Crobu sullo speciale del bimestrale Darwin “La Sardegna che non ti aspettiâ€) sarà presentata a Orosei sabato 16 agosto (alle 22 nel Cortile di Sant’Antonio) dalla speleologa Carla Corongiu.
Ma ora queste straordinarie caratteristiche naturali si rivelano utili anche per altri scopi: «La grotta Su Bentu di Oliena sarà utilizzata per l’addestramento degli astronauti dell’agenzia spaziale europea – spiega il giornalista scientifico Gianfranco Bangone, ideatore delle serate di Orosei – e la professionalità degli speleologi sardi viene richiesta a garanzia del successo dell’operazione.»
Professionalità riconosciuta dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che tre anni fa, proprio a Su Bentu, organizzò l’esercitazione nazionale di Leggi il resto di questo articolo »
Sembra che se dovessero esserci gli alieni sul sistema solare, li dovremo cercare sotto la superficie dei pianeti. Ormai è appurato da diversi anni che Marte possiede cavità sotterranee, tubi di lava e anche bacini sotterranei, magari, chissà , anche sistemi carsici, che con la poca acqua rimasta avranno il loro bel da fare a restare intatti. Per sapere qualcosa su marte e le sue grotte, provate a cercare con Google Speleologia
Marte comunque non è l’unico pianeta sicuramente “carsificato”; C’è un altro indiziato, Encelado, un satellite di Saturno. Intanto anche lui sbuffa scureggia e scatarra pezzi di carbonio complessi e altri gas che generalmente si formano grazie all’attività di batteri, e poi dovrebbe avere al suo interno dei “mari” che si muovono secondo le Leggi il resto di questo articolo »
Queste caverne sono protette dai tremendi sbalzi di temperatura Potrebbero essere il luogo ideale per ospitare semplici forme di vita
Articolo di cesare Guaita, GAT – Planetario di Milano, apparso su “Tutto Scienze” Supplemento a “La Stampa” del 24 Ottobre 2007. Le pagine in .pdf di TuttoScienze sono rilasciate sotto licenza Creative Commons: clicca qui per conoscere i termini della licenza. 
Sono state chiamate le «Sette Sorelle» e denominate Dena, Chloe, Wendy, Annie, Abbey, Nikki e Jeanne le sette macchie scure scoperte nel marzo 2007 sulle pendici del vulcano marziano Arsia. Tra i misteri che racchiudono ci potrebbe essere anche quello della presenza di eventuali forme di vita.
E’ stata la risoluzione di 20 metri della fotocamera Themis (Thermal Emission Imaging System), montata sulla sonda Odyssey 2001, a rilevare forme quasi perfettamente circolari, con un diametro tra 100 e 300 metri. Già all’inizio si Leggi il resto di questo articolo »




