Turismo in Grotta
| 29 gennaio 2012 |
Napoli possiede una caratteristica quasi unica al mondo: mentre in superficie si cammina per le sue strade e si conoscono le sue numerose bellezze artistiche, nel suo sottosuolo si nasconde un mondo invisibile non del tutto esplorato.
Per ogni grande edificio del centro storico vi è in corrispondenza una cava sottostante da cui veniva estratto il materiale roccioso necessario per la sua costruzione.
A partire dai greci e fino all’epoca contemporanea si è venuta a creare una vera e propria “città parallela” posta a quasi quaranta metri di profondità, costituita da una trama fittissima di cisterne, cunicoli e canali un tempo colmi d’acqua.
Una realtà misteriosa di cui resta ancora molto da scoprire e che oggi avremo l’opportunità di visitare attraverso affascinanti percorsi guidati, accompagnati da “presenze sotterranee” all’interno delle viscere di Napoli.
DOMENICA 29 GENNAIO DALLE 10,00 ALLE 20,00
- A partire dalle 10 ed ogni 2 ore, si effettueranno visite guidate (durata di un’ora circa) al “MUSEO DEL SOTTOSUOLO” in Leggi il resto di questo articolo »
| 6 gennaio 2012 |
La tradizionale festa della Befana è alle porte e la “Commissione Grotte E. Boegan”, il gruppo speleologico della Società Alpina delle Giulie che gestisce la Grotta Gigante, è già all’opera per offrire uno spettacolo indimenticabile. Il 6 gennaio 2012 infatti gli speleologi proporranno al pubblico un pomeriggio di emozioni, calandosi in costume con apposite corde dal soffitto della grotta verso gli spettatori, radunati 100 metri più in basso sul fondo della Grande Caverna.
Il prestigioso riconoscimento è arrivato insieme ad altri 12 siti pugliesi
La Grotta del Trullo di Putignano inserita tra le mille “Meraviglie Italiane”. Il prestigioso riconoscimento è stato comunicato dal Sindaco De Miccolis nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, in occasione del quale ha anche mostrato ai presenti la pergamena che lo attesta.
via La Grotta del Trullo di Putignano diviene ‘Meraviglia Italiana’ – Putignano Informatissimo.
| 18 dicembre 2011 |
6/12/2011 Scritto da Daniele Cascone
Giorno 18 Dicembre 2011 lo SPELEO CLUB IBLEO di Ragusa organizza un’interessante escursione nell’incantevole scenario di Cava Misericordia a Ragusa. Durante l’escursione visiteremo due grotte la Grotta del Gigante e la Grotta dei Rovi ambedue ad andamento orizzontale e dallo sviluppo di circa 80 metri. I due percorsi, a parte qualche strettoia, Leggi il resto di questo articolo »
Sabato 17 dicembre p.v. alle ore 11.30 il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio organizza la Santa Messa di Natale all’interno della Grotta di S. Michele al Monte Tancia nel comune di Monte S. Giovanni Sabino (Rieti). La messa sarà celebrata dal Parroco di Salisano Don Mario Panero.
Nel medioevo la grotta di S. Michele assume un ruolo preminente nella storia della Sabina. Secondo la leggenda agli inizi del IV secolo d.C. un serpente pestifero si era nascosto nella grotta insediando gli abitanti del luogo. Dio però, sollecitato dalle loro preghiere, decise di porre fine alla sua opera. Testimone del prodigio fu papa Silvestro, rifugiato sul monte Soratte. Una notte il pontefice, mentre era raccolto in preghiera, vide scendere dal cielo due angeli seguiti da tuoni e da fulmini che illuminavano di luce corrusca il monte Tancia ed atterrivano il drago, che si rifugiò in uno dei recessi dell’antro, ma gli angeli non gli diedero tregua e lo cacciarono dal suo rifugio. Papa Silvestro decise allora di dedicare la grotta a S. Michele. La leggenda evoca ovviamente la sconfitta del paganesimo e dell’idolatria, non a caso gli accadimenti sono collocati all’epoca di papa Silvestro (314-335), che segnò l’affermarsi ed il riconoscimento ufficiale del cristianesimo. Questo santuario appartenne al demanio spoletino, fin quando lo stesso duca Ildeprando, tra il 773 ed 775, lo donò a Farfa con i boschi e le faggete intorno ad esso. Non a caso nel 1051 scoppiò una violenta controversia tra l’abate di Farfa Berardo I ed il vescovo di Sabina Giovanni sul possesso del santuario, concesso a quest’ultimo dall’abate Ugo I.
Oggi la grotta di S. Michele conserva ancora tracce consistenti del suo passato. Salendo lungo la scalinata malcerta si accede finalmente alla grotta, lasciando in basso i resti delle strutture del monastero che ospitava i monaci. Entrando si nota subito l’altare sovrastato dal ciborio costituito da due colonne, dai rispettivi capitelli che sostengono la copertura a timpano. Penetrando nell’oscurità sulla sinistra della grotta si apre uno stretto e basso speco sul fondo del quale, fino ad ventennio fa alla luce delle torce elettriche si poteva scorgere l’immagine di una divinità pagana, forse la dea Vacuna, scolpita su una stalagmite. Sull’archivolto del ciborio un affresco raffigurante il busto del Cristo circondato dai simboli apocalittici dei quattro evangelisti, mentre sul fondo della lunetta, al di sopra dell’altare si intravvede l’immagine della Madonna con il Bambino. Sia l’altare che il ciborio e gli affreschi dello strato inferiore possono essere ragionevolmente datati alla seconda metà dell’ XI secolo. Dopo il restauro degli affreschi la grotta è stata chiusa al pubblico dei visitatori. La messa sarà quindi anche un’occasione per ammirare l’importante ciclo pittorico all’interno della cavità.
Per informazioni : info@speleovespertilio.it
| 11 dicembre 2011 |
Tra le iniziative di dicembre, si segnala anche questa del GRUPPO SPELEOLOGICO SAKNUSSEM di Casola -
una domenica in grotta ;
leggi l’articolo su http://www.ravennatoday.it/eventi/sport-e-natura/giornata-speleologica-casola-val-senio-2011.html e su http://www.ravenna24ore.it/news/faenza/casola-valsenio/0021903-tutti-speleologi-alla-scoperta-lucerna
La Grotta di Bossea (comune di Frabosa Soprana in provincia di Cuneo, Piemonte) è una “Meraviglia italiana”, l’unica grotta inserita fra le mille “meraviglie” scelte nel progetto che nasce sotto il patrocinio della Camera dei deputati e del Ministero per i Beni culturali, all’interno delle iniziative per i 150 anni dell’Unità di Italia.
“I primati della Grotta di Bossea hanno fatto colpo: è sede di ricerca scientifica a livello internazionale (con il coinvolgimento del Politecnico di Torino,1qa delle Università di Genova e di Praga), fu la prima grotta aperta al pubblico nel nostro Paese (il 2 di agosto del 1874), la prima in Italia in cui vennero rinvenuti i resti degli scheletri dell’Ursus Spelaeus e infine il primo caso al mondo di grotta divenuta sede permanente di una galleria di arte moderna.”
L’articolo completo è visibile sulla pagina dell’Unione Monregalese
Nella foto, sulla destra, la stazione scientifica nella Sala dell’Orso.
Sabato 19 novembre sulla trasmissione “Sereno Variabile” in onda alle ore 17.00 verranno presentati al pubblico dei telespettatori, in esclusiva per Rai Due, gli acquedotti di epoca arcaica di Paranzano e Legarano siti nel comune di Casperia. Gli speleologi del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio accompagneranno Osvaldo Bevilacqua all’interno degli antichi cunicoli idraulici, mostrando sia le tecniche costruttive dei condotti, i pozzi di accesso e le camere di captazione sotterranee. Gli acquedotti, oggetto delle riprese, sono opere idrauliche molto antiche la cui datazione risale al periodo preromano. Lo studio di questi ipogei sotterranei è stato fondamentale per comprendere lo stanziamento delle popolazioni sabine prima della conquista romana. Le riprese televisive nelle viscere di Casperia sono state fortemente volute dall’amministrazione comunale, non solo per valorizzare il territorio sabino, ma soprattutto per far comprendere quali possano essere le potenzialità della ricerca speleologica. Ricerca che deve però essere utilizzata non per fare spettacolo, come sovente avviene, ma per istruire, coinvolgere e soprattutto mostrare al pubblico quanto possa essere scientifico il lavoro svolto dai gruppi speleologici.
La terza edizione della rassegna “Grotte Horror” promossa e organizzata dalle Grotte di Castellana è anche musica; il primo appuntamento è stato strategicamente fissato per venerdì 11-11-11. Leggi il resto di questo articolo »
A seguito di una proposta delle autorità per la riapertura delle famosissime grotte di Altamira in Spagna, una equipe di studiosi archeologi e microbiologi ha realizzato una serie di studi analizzando i dati storici riguardanti temperatura e CO2 rilevati all’interno della grotta di Altamira, mettendoli a confronto anche con dati di altri siti simili come quello di Lascaux.
La Grotta di Altamira scoperta nel 1879, dal 1985 è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, da sempre conosciuta come la Cappella Sistina della preistoria, già in passato era stata interessata a più riprese da turisticizzazione, ma venne chiusa per l’insorgere di muffe e alghe sui dipinti.
Gli studi condotti fanno capire che le condizioni ambientali della grotta, potrebbero nuovamente degenerare, facendo insorgere situazioni che potrebbero ulteriormente rovinare i dipinti in caso di riapertura.
Attualmente molte grotte e siti storici o naturali, considerate di inestimabile valore, vengono chiuse o estremamente limitate al pubblico, per non mettere a repentaglio la conservazione del patrimonio culturale.
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