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Umbria

UTEC NARNI
Ciao Filippo, grazie per tutto quello che mi hai insegnato. Ti sia lieve la terra.
Se ne va un amico che mi ha insegnato ad andare su corda con il sorriso sulle labbra.

foto di Isabella Rossi

La Befana anche quest’anno non si perde la tappa di Città della Pieve. Nell’ambito delle iniziative legate al Borgo che hanno preso avvio con gli eventi natalizi, il Comune di Città della Pieve, in collaborazione con la Protezione Civile, visto il successo della scorsa edizione, promuove, la Befana in stile classico introducendo però una piccola storia fiabesca che coinvolge elfi e folletti che, dalle 17.00 di venerdì 6 gennaio, aiuteranno la Strega buona, nella distribuzione di caramelle e dolcetti. Protagonisti assoluti gli esperti speleologi del Gruppo Speleo CAI Perugia che di tanto in tanto vengono ingaggiati per rocambolesche esibizioni. L’iniziativa dedicata ai più piccoli vede questi “atleti del vuoto” impegnati in discese ai limiti del pericolo: 6 folletti di sgargianti colori, arrivano direttamente dal mondo fiabesco e scendono dalla torre del campanile della città con acrobatiche esibizioni, da lasciare quanti interverranno, stupefatti e coinvolti. La dolce e suadente voce narrante, inoltre, coinvolgerà i più piccoli incitandoli al richiamo della vecchina… che naturalmente non si farà attendere e, dopo aver attraversato vallate e colline a cavallo della sua scopa, partendo dalla torre attraverserà  Piazza del Plebiscito e si dirigerà verso il campanile. Qui con un veloce passaggio di corde e discensori, ripartirà  per  atterrare dolcemente sulla piazza principale portando in spalla un sacco di dolci e bontà.

In ogni edizione, gli organizzatori dell’evento e i ragazzi del Gruppo Speleologico CAI Perugia,  hanno sempre curato con molta attenzione i vari elementi storici e folcloristici della festività ispiratrice, contemperando, con coerenza e sobrietà, sacro e profano, per creare una fantastica esplosione di colori, di allegorie e di scenografie sempre diverse, che entusiasmano le famiglie e stimolano l’immaginario dei bambini.

Silvia Sigali Parasecolo

Gruppo Speleologico CAI Perugia

foto Silvia Sigali Parasecolo

Esercitazione interregionale delle Unità Cinofile da Ricerca ai Prati di Stroncone - Seguire le tacce, selezionare gli odori e scovare i figuranti in attesa, per sapere di aver raggiunto l’obiettivo. Segnalare poi il tutto, al suo istruttore. Questo e molto altro deve saper fare un cane da soccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Il cane da ricerca è innanzitutto un compagno di vita e una presenza disciplinata, obbediente e coraggiosa ed un amico affidabile. Cane e conduttore lavorano insieme per diventare un’unità indissolubile: l’unità cinofila. Lui arriva dove l’intervento umano può essere difficoltoso (una fitta boscaglia, una valanga o peggio ancora una zona di macerie). In questo caso il cane diventa l’alter ego dell’uomo seguendo comandi dati a distanza, spesso solo a gesti: qualsiasi operazione di soccorso necessita di un’ottima comunicazione tra il conduttore e il suo cane, realizzata con molte ore di addestramento. Una decina, con altrettanti istruttori del corpo, quelli che si sono ritrovati a Prati di Stroncone, per un’esercitazione interzonale. Una giornata di lavoro con simulazioni operative di impiego cani da ricerca in superficie, cani molecolari e di un cane da soccorso per la ricerca di persone travolte da macerie.

Kamilla e Lisa, le cosiddette classe A, hanno aperto i giochi compiendo il ritrovamento del figurante in modo ottimale. E’ stata poi la volta di Piero che con grande agilità ha portato a termine i suoi esercizi e a ruota lo ha seguito Ugo anche lui Tolling Retriver che con allegria e diligenza svolge alla perfezione i suoi compiti. Emma e Charlie, i cani delle unità cinofile da ricerca di superficie (UCRS) dell’Umbria,  dopo un primo ritrovamento senza traccia, hanno eseguito con dovizia altri esercizi di ricerca cercando di intercettare la fonte dell’emanazione (cono di odore) che si propaga intensa all’origine e rarefatta lontano dalla fonte. Il lavoro di questi cani può sembrare complesso ai profani come me, in realtà, se il cane è motivato, risulta alquanto semplice perché sfrutta il suo senso più sviluppato.

Flap per esempio è un cane da maceria ed i suoi esercizi sono mirati alla ricerca di persone disperse nel corso di frane, terremoti, alluvioni o crolli. La sua agilità è chiara ed evidente. Le sue sono, oltre che prove di obbedienza e fiuto, delle prove di passaggio e superamento ostacoli. PierGiorgio è un Bloudhound ed è l’ultimo  a muoversi, forse per il suo faccione un po’ sornione. In realtà la sua agilità sorprende quando lo si vede in azione. Questi cani sono dotati di un olfatto sensibilissimo: memorizzano infatti molecole di odore quasi inesistenti e riescono a seguire queste minime tracce anche dopo giorni. L’obiettivo per lui è seguire una complessa traccia lasciata dal figurante e raggiungerlo senza concedersi distrazioni. Esercizio eseguito lla perfezione naturalmente, riuscendo in tal modo a mostrare come questi animali possano essere addestrati per seguire le tracce olfattive di una persona dispersa anche per diversi giorni, in situazioni estreme dovute a valanghe, boschi, luoghi affollati, al chiuso o all’aperto e come sia fondamentale l’intesa tra il soccorritore e il suo cane.

L’addestramento specifico del cane da ricerca inizia dopo un corso di educazione base e si protrae in maniera continuativa per tutto il periodo di tempo in cui il cane è in servizio attivo. La Scuola Nazionale, inoltre, garantisce la preparazione tecnica ed operativa di ogni realtà locale, dettandone linee guida coerenti con i miglior standards mondiali. Si tratta di cani affidabili, dunque, dal punto di vista dell’obbedienza e che hanno con il conduttore un rapporto consolidato basato sulla buona comunicazione. In più, il cane che inizia l’addestramento per la ricerca ha dimostrato di possedere doti di fiuto, curiosità e interesse per il lavoro specifico.
L’Unità Cinofila da Ricerca del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è affiatata, solidale, inscindibile e sinergica insieme, rappresentata dal Cane con il proprio Conduttore.
Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU

E’ incredibile, non ci siamo inventati niente. Cercando di archeologia industriale, ho trovato una immagine di un foglio informativo che si chiamava “Il Lume a Mano – periodico Settimanale Ternano”
Non riesco a leggere la data, ma dovrebbe essere dei primi del 1900… dopo 100 anni, “La Scintilena” termine dialettale ternano della stessa cosa del lume a mano…
Il lume a mano

Si dice così dalle nostre parti quando ti consigliano uno psicologo: “qui ci vuole uno bravo”.
Non si riesce a capire che cosa ci spinga sottoterra, e anche quando siamo all’aperto, la situazione rimane abbastanza complicata.
Mi sono rivolto a due psicologi: Una è la Dottoressa Geraci, psicologa ufficiale della Scintilena; l’altra è la Dottoressa Paola Trombetti che ha fatto il corso speleo insieme a me 21 anni fa.
Mi hanno detto che sono un caso incurabile…

Il filmato sarà presentato in prima nazionale domenica prossima
Nel 1979 sei giovani speleologi dell’UTEC NARNI scoprirono a Narni, nei sotterranei dell’ex convento domenicano di Santa Maria Maggiore, le segrete del Sant’Uffizio e i graffiti fatti da un detenuto che aveva lasciato, oltre ad una miriade di simboli, anche la sua firma: Giuseppe Andrea Lombardini. Grazie alle ricerche portate avanti negli anni dai ragazzi di allora e da altri volontari, con la stretta collaborazione degli Archivi Vaticani e del Trinity College di Dublino, è stato possibile ricostruire un interessante capitolo di storia. Giuseppe Andrea Lombardini scrisse di essere stato rinchiuso nella prigione il 4 dicembre del 1759. A 252 anni da quegli episodi, l’Associazione Culturale Subterranea, che ha creato e gestisce la “Narni sotterranea”, ha voluto realizzare un filmato per raccontare le vicende degli uomini che furono legati ai luoghi dell’Inquisizione di Narni e svelare l’identità dell’autore dei graffiti. Con ricostruzioni storiche ambientate nel XVIII secolo e interviste, lo spettatore sarà accompagnato attraverso l’esperienza maturata da un gruppo di volontari che hanno voluto capire come erano andati veramente i fatti. Si tratta, quindi, della storia narrata dai protagonisti che si sono impegnati in oltre 30 anni “Alla ricerca della verità”, e proprio questo è il titolo del libro di Roberto Nini, edito dalla Thyrus di Arrone, dal quale è tratta la docu-fiction. Oltre 160 persone hanno collaborato alla produzione, per la maggior parte gratuitamente. Il filmato, girato in Full HD, ha la durata di circa un’ora. Le riprese sono state realizzate in 29 giorni tra Narni, Spoleto, Pisa, Roma e Dublino, ossia i luoghi legati alla storia, per un totale di oltre 35 ore, con la regia di Giorgio Serafini Prosperi. Il filmato sarà presentato in prima nazionale domenica prossima alle 15 presso il cinema Monicelli di Narni, seguiranno altre proiezioni alle 17 – 18,30 e 21. Dal sito www.narnisotterranea.it è possibile vedere le foto del back stage e il promo.

Come ogni anno il GGP propone un corso di base per poter progredire autonomamente nel mondo ipogeo ed acquisire nozioni su i principali temi della speleologia. Il corso si divide in 5 lezioni teoriche che si terranno presso la nostra sede e in 5 lezioni pratiche suddivise a loro volta in: due palestre esterne su pareti di roccia (per imparare l’uso delle attrezzature per la progressione su corda) e tre uscite in diverse grotte, ove metteremo in pratica tale progressione. Il 46° corso di speleologia si svolgerà nel mese di marzo e terminerà la prima domenica di aprile 2012, è aperto a tutti coloro che abbiano compiuto 15 anni (per i minorenni occorre l’autorizzazione dei genitori), una buona idoneità fisica e la curiosità di scoprire l’affascinante mondo sotterraneo. Il programma definitivo uscirà verso la fine di gennaio 2012. Domenica 5 febbraio 2012 ci sarà una escursione speleologica, propedeutica al corso, nella “Grotta della Piana” a Titignano di Orvieto, una grotta sub orizzontale per dare un primo sguardo agli ambienti speleologici e come in questi ci si muove. Auspico a tutti gli intenzionati che vogliano partecipare al corso di non perdere questa uscita, gli stessi dovranno presentarsi il venerdì antecedente per iscriversi. Per ulteriori informazioni siamo in sede in via F.lli Cervi 31 il martedì e il venerdì dopo le ore 21 oppure potete lasciare messaggio recapito telefonico,e-mail nella pagina contatti del sito. GGP
http://www.pipistrellicaiterni.it

Individuata, esplorata e rilevata l’ennesima, nuova cavità carsica sul Monte Cucco:
“La Grotta del Vipraro”
È stata battezzata Grotta del Vipraro, dal nome della località, ritenuta infestata dalle vipere, sopra alla quale essa si apre, l’ennesima, nuova cavità carsica del Monte Cucco, nuova in quanto ad esplorazione interna, ma già localizzata, da uno speleologo di Costacciaro, con la sua invitante arietta soffiante, intorno al 1988. Ai primi del luglio 2007, quindi, l’affiatato gruppo d’esplorazione, formato da chi scrive, Mirko Puletti, Franca Ruzziconi, Vittorio, Renato, Lucia, Elettra Carini e Marco Cipolla, dopo averne rintracciato l’inizialmente banalissimo ed insignificante ingresso, che si trova Leggi il resto di questo articolo »

6 dicembre 2011a11 dicembre 2011

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