Le associazioni Subterranea di Narni e i Poligonali di Amelia hanno organizzato sabato 6 ottobre 2007 un seminario dal titolo “Il Volontariato e i Beni Culturali. Analisi delle problematiche e degli aspetti burocratici ed amministrativi”. L’evento si è tenuto nella Sala dello Zodiaco del cinquecentesco Palazzo Petrignani nel centro storico di Amelia, sotto lo sguardo compiaciuto dei personaggi di carattere storico ed allegorico riprodotti dalla scuola degli Zuccari sulla volta e nelle lunette della sala. Gradimento all’iniziativa è stato espresso da parte dei politici intervenuti nelle persone di Alberto Sganappa Assessore alla cultura della provincia di Terni, Franco Santarelli Assessore all’Associazionismo del comune di Amelia e da Francesco De Rebotti Assessore alla cultura del comune di Narni. Tutti e tre i loro interventi di saluto hanno messo in evidenza di come le amministrazioni debbano sempre più entrare in sinergia con le realtà associazionistiche presenti sul territorio, perché fonti di idee e risorse da valorizzare e prendendo palesemente atto di come senza l’apporto di qualità di queste le amministrazioni non riuscirebbero a svolgere alcuni dei compiti di valorizzazione, promozione e tutela che invece compete loro. Gli interventi si sono aperti con Don Alessandro Fortunati (Vicedirettore dell’Ufficio B.B.C.C. della Diocesi Orvieto Todi) che ha parlato della Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici introducendo delle argomentazioni riprese da molti altri relatori nel corso della giornata. Don Fortunati, ha citato di come l’80% dei beni culturali italiani sia legato al culto ed alla chiesa e di come questi siano in decadenza per un insieme di motivi fra i quali la mancanza di fondi in quanto chiese e arredi sacri nascevano nei secoli passati grazie a lasciti e benefici, apporto economico che è venuto a mancare con l’unità d’Italia e che ha introdotto invece molta confusione fra possesso e proprietà impastando di burocrazia e vincoli delle sovrintendenze ogni intervento necessario alla salvaguardia di un bene. L’aspetto tecnico-economico nella gestione dei beni culturali ecclesiastici è invece stato trattato dalla Dott.ssa Bandinu dell’Associazione Pietre Vive che ha chiarito le modalità di intervento delle diocesi al fine di proteggere e valorizzare il proprio patrimonio (inventariazione informatizzata del patrimonio, installazione di impianti di sicurezza, contributi per la conservazione degli archivi parrocchiali, restauro e consolidamento di beni mobili ed immobili, sostegno all’associazionismo impegnato nella promozione e tutela del patrimonio ecclesiastico e molto altro ancora). Molto puntuale la relazione della Dott.ssa Marzocchi Goti (Vicecapodelegazione e responsabile scuola della delegazione F.A.I. di Arezzo) che illustrando le attività e la struttura del Fondo Ambiente Italiano, ha messo in luce l’importanza dell’impegno dei privati per il recupero e la salvaguardia dei beni culturali italiani. L’intervento della Dott.ssa Rizzo (La tutela del patrimonio culturale: situazioni di rischio e strumenti di salvaguardia) ha posto l’accento sui vari elementi di rischio e danno per il beni culturali. Si è parlato delle calamità naturali, degli atti vandalici, degli atti di terrorismo e di furti ed incendi illustrando anche la normativa nazionale ed internazionale esistente. La Società Italiana Per i Beni Culturali, di cui la dott.ssa Rizzo fa parte punta molto sulla prevenzione e l’educazione oltre che alla necessaria messa in sicurezza e sorveglianza che alcuni tipi di beni dovrebbero avere. Il pomeriggio è stato incastonato da diversi interventi che hanno addirittura acceso una dialettica con gli astanti segno dell’interesse suscitato. Gherlizza dell’Associazione A.R.C.A. ha riportato l’esperienza del Friuli Venezia Giulia e di come in quella regione si sia in una fase dove le associazioni che operano in una stessa realtà siano riuscite a sorpassare i particolarismi e a consorziarsi in una realtà associativa che comprende 13 realtà autonome ma collaboranti fra di loro. Tale esperienza, unita ai risultati di squadra ottenuti, ha portato così la regione a progettare forme di contribuzione e valorizzazione estremamente interessanti. Altro intervento di notevole importanza si è avuto con Maestri dell’Associazione Castrum Soncini che ha parlato di “Volontariato e lavoro: due realtà in sinergia”. La relazione ha spiegato le fasi di nascita e collaborazione con il comune di Soncino per il recupero e la valorizzazione del centro storico, le varie evoluzioni nelle fasi delle convenzioni necessarie per la gestione del patrimonio pubblico e la necessità, per alcune attività di evolvere la struttura da associazione a cooperativa al fine di meglio rispondere alle richieste di impegno nella promozione turistica del borgo. Sulle difficoltà nel dialogo con le amministrazioni, gli enti e le sovrintendenze e con le pastoie burocratiche amministrative e fiscali sono invece stati incentrati gli interventi di Guerrini del Gruppo Archeologico Amerino, di Lucci del Centro di Studi Storici e di Documentazione della Fondazione per il Cammino della Luce – Via Amerina e Corridoio Bizantino e Uffreduzzi dell’Associazione Porto di Narni Approdo d’Europa. Sulle difficoltà legate alla necessità di avere costanza nel portare avanti un progetto si è invece soffermato Nini dell’Associazione Culturale Narni Sotterranea che ha illustrato l’esperienza trentennale nella scoperta dei sotterranei di Narni, nella loro salvaguardia, valorizzazione e promozione. Sulle esigenze formative e le modalità più idonee per effettuarle si è invece incentrato l’intervento della dott.ssa Vecchietti dell’Associazione C.A.V. di Terni che ha spiegato della necessità di legare la sopravvivenza di una associazione alla formazione dei propri volontari; formazione che deve essere però legata al territorio e finalizzata all’incremento di cultura nei proprio soci. La serata si è conclusa con gli interventi delle associazioni presenti aderenti al circuito di Italia Sotterrranea un consorzio nato con lo spirito di far interagire fra loro realtà nazionali intente a valorizzare ipogei e sotterranei di grande interesse turistico. Il seminario è stato moderato da Barbara Silvani dei Poligonali di Amelia e ha ottenuto il plauso di tutti gli intervenuti fra cui l’Ente Corsa all’Anello di Narni, Somewhere Torino Sotterranea, il Gruppo Grotta delle Meraviglie, l’Associazione La Scintilena, Todi Sotterranea, l’Istituto Ricerche Storiche e Archeologiche di Pistoia, il Gruppo Grotte Recanati, Orvieto Sotterranea, Umbria Sotterranea ed i saluti di chi invece non poteva esservi presente come il Gruppo Ricerche Cagliaritane, Orvieto Underground, il coordinamento Sicilia dei Gruppi Archeologici d’Italia, l’Associazione La Cometa di Potenza Picena e la Redazione di Opera Ipogea della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana che ha inviato un suo membro interno ai lavori di questa giornata.