Come NON andare in grotta, Non scambiate la speleologia per una gita avveturosa

La Speleologia è una disciplina, anzi, nasce come scienza.
Il modo più sbagliato per avvicinarsi alla speleologia e al mondo delle grotte, delicato ed estremamente influenzabile dall’attività umana, è quello dei Rambo in cerca di avventura mordi e fuggi; Ci sono in giro “stage di speleologia di 2 giorni” che non linko per non fargli il piacere di farsi trovare, che sono una emerita cagata. Non si impara niente delle grotte, si spendono un sacco di soldi, si va a disturbare gli animali che vivono in grotta con gravi ripercussioni sull’ecologia della grotta.
I gruppi speleologici svolgono corsi seri, che non durano praticamente MAI meno di un mese.

Come distinguere una attività commerciale da rifiutare subito da una attività speleologica seria?

L’attività commerciale è strutturata come una due giorni ad Eurodisney, quindi se siete portati al mordi e fuggi e vi piace la scarica adrenalinica, andate all’Acquafan di Riccione e non andate in grotta o in forra, perchè l’ambiente è delicato e non è fatto per turisti. Gli animali delle grotte e i più schivi animali delle forre ve ne saranno grati e voi non farete la figura di salamotti legati e fatti scendere con le corde come una fila di salsicce.

Un corso serio invece dura un sacco di tempo, ci sono moltissime noiosissime lezioni teoriche sul carsismo, la biospeleologia, la storia della speleologia, geologia, orientamento, uso della cartografia, speleologia urbana, archeologia, materiali, nozioni di primo soccorso e varie altre piccole materie che non sono scorciatoie e costuiranno l’inizio di un bagaglio culturale che vi porterete dietro e via via continuerete ad aumentare continuando l’attività negli anni a venire.
Poi ci saranno anche le uscite pratiche, attenzione a non farvi accalappiare con le offerte commerciali: Ci guadagnano solo gli accompagnatori, ci rimette l’ambiente, la grotta, il vostro portafogli e la vostra cultura.

  • 7 Responses to “Come NON andare in grotta, Non scambiate la speleologia per una gita avveturosa”

    1. Luca Cavallari Says:

      Ma come se fa, come se fa dico io….
      ho capito di chi stai parlando…assurdo veramente a parte il tempo impiegato per la lezione che in un corso, almeno quando lo feci io è durato due mesi..
      con due lezioni a settimana, più ovviamente se non vado errato circa sei uscite pratiche…
      non ho parole, ma pure il prezzo…pe due giorni di una cosa altamente specializzata e delicata come la speleologia.

      Bisognerebbe segnalarle queste cose, poi i ragazzi si fomentano credono di essere forti e bravi e alla prima uscita che fanno in gruppo dopo questo stage sono a rischio incidente…
      Luca Cavallari

    2. Luca Cavallari Says:

      …dimenticavo, pur dopo aver fatto il corso e fare le uscite…so rimasto sempre na pippa…
      forse questi so Rambo ipogei???

    3. andrea_scatolini Says:

      Non mi riferisco specificatamente a qualcuno, anche se mi sono ispirato ad una notizia di oggi apparsa su un sito che fa turismo in Umbria. La situazione caro Luca qui da noi è seria. Volevo parlarne al convegno regionale, ma alla fine ho lasciato perdere perchè non me la sono sentita di passare alle maniere forti. Parechi mi hanno detto “tu sei matto, se parli di queste cose ti denunciano, ti prendono a cazzotti” e infatti ho avuto modo di discutere in mezzo alla strada con guide e accompagnatori e ho colto una grossa opposizione a quello che scrivo qui, ma è la dura realtà.

    4. Luca Cavallari Says:

      Bisognerebbe fare più promozione e propaganda, parlo dei gruppi speleo in italia…sul come e dove e quando e con CHI!

    5. Gianluigi Monaldi Says:

      scusa andrea ma da guida speleologica la tua è una semplificazione eccessiva. Quindi le guide alpine non dovrebbero esistere, così come le guide turistiche o le guide in generale. La delicatezza di certi ambienti è invece salvaguardata dalle guide che hanno tutto l’interessa a che l’ambiente rimanga intergro così come è stato trovato perchè è solo così che ci puo’ essere flusso turistico. Chi viene in forra o in grotta o in ferrata o in parete fa un’esterienza che poi puo’ ripetersi o meno o sfociare perchè no in una passione. Se vai al Casco, a Prodo, alle Piane non troverarai nulla di alterato rispetto a 10 anni fa…. anzi se ti serve proprio un esempio fino all’arrivo dell’AIC con il progetto procanyon le forre più frequentate venivano messe in sicurezza e manutenute quasi esclusivamente dalla guide… le uniche scritte che trovi dentro la grotta delle piane di chi sono delle Guide o vogliamo parlare delle scarburate non sarà mica anche lì colpa dei boy scout (ironico)?…. Chi poi pubblicizza corsi di 2 giorni forse fa male ma fa anche male (almeno a me) vedere gente che esce da 4 giornate effettive di corso di introduzione e decide di andare a fare il fondo del Cucco non sapendo che cosa è l’inversione di attrezzi oppure di gruppi speleo con bambini in forra senza casco oppure di uso indiscriminato di manzi per allargare una strettoia dove non passi perchè hai mangiato troppo sotto le feste oppure di forristi che se ci stà da scende va sempre bene ma se c’è da risalire so’ cazzi… ecc.ecc.
      Le Guide (in generale) fanno il loro lavoro e lo devono fare bene… i gruppi speleo devono fare il loro… finalità e modi diversi ma sempre nel rispetto reciproco…
      ciao
      gigi

    6. andrea_scatolini Says:

      Non sono daccordo con te Gigi e lo sai, e non mi hai fatto anche l’esempio di altre volte, quello di gente che andando in forra da turista poi è venuto a fare il corso di speleologia. Quelli li abbiamo persi tutti. E’ vero che qualcuno ha fatto il corso, ma l’attività di un gruppo speleologico è avvicinare la gente alla speleologia e formare buoni speleologi, non è quello di fare cassa con i corsi.
      Le guide alpine fanno il loro mestiere, ma in montagna ci sono ad esempio zone vincolate dove NON SI PUO’ ANDARE. In grotta non c’è niente di tutto questo, non ci sono grotte vincolate (a parte qualcuna con resti archeologici, ma non consideriamola grotta) e non essendoci incoli, ecco che abbiamo le gite popolari alla Piana in periodo di svernamento di pipistrelli, per esempio.
      In merito a quello che viene fatto in forra, stendiamo un velo pietoso; Potete farlo e alla gente comune non interessa delle forre, quindi continuerete a farlo, con mio grande disappunto, ma io rappresento più o meno quel 2 per cento di ambientalisti che dicono sempre no a tutto e che non conta niente.

    7. Gianluigi Monaldi Says:

      … anche le guide speleo fanno il loro di mestiere….(e non solo le guide:)) e comunque non fanno gite popolari visto i prezzi…. anzi… le gite promozionali i “gruppi” sono costretti a farle per pubblicizzare i corsi di introduzione e magari per fare senza lucro un po’ di cassa per rimpinguare i magazzini e comprare un po’ di attrezzatura a norma (cosa che le guide moderne devono necessariamente avere….)… i vincoli ambientali sono giusti quando sono motivati un po’ meno quando sono dettati da un fanatisto ambientalista (ma non è il tuo caso:))… del resto i maggiori disastri im montagna non sono arrivati con l’uomo ma con lo spopolamento delle stesse….
      baci… e fatti “akkerare” di meno….:)…. altrimenti per risponderti di devo telefonare e ci perdo tutto il gusto….

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