Esplorati gli antichi acquedotti di Montefiascone (VT)

Montefiascone Sotterranea il punto di partenza di un ambizioso progetto a cui sta lavorando l’amministrazione comunale di Montefiascone (VT). “Le ricerche speleologiche in corso sono l’inizio di un importante progetto che sta prendendo vita e la percorribilità delle reti idriche nel sottosuolo della nostra città è di per sé qualcosa di estremamente stimolante” spiega l’assessore alla cultura e alle politiche europee Fabio Notazio. La Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale nella persona della dott.ssa Valeria D’Atri ha dato il benestare per il sopralluogo in una parte delle tratte sotterranee da parte di un gruppo di esperti. A riprova dell’importanza dell’evento, è toccato ad un’affiatata e competente squadra di speleologi appartenenti al Cai e al Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio, condurre le ricerche nelle reti idriche sotto la Rocca de Papi e sotto la Chiesa di San Flaviano. A coordinare le ricerche ci sono Paolo Forconi, che nel curriculum annovera la scoperta di grotte ipogeniche e di interesse paletnologico e lo speleologo ed archeologo Cristiano Ranieri. A completare il gruppo altri validissimi speleologi di Roma e di Viterbo: gli speleologi Fabrizio Marincola, Giorgio Pintus, Maria Antonietta Rempicci, Maurizio Tandari, Andrea D’Alfonsi, Veronica Sanvito e il viterbese Mario Mechelli che su Forconi dice: ‘”La sua esperienza a contatto con la natura gli ha fatto sviluppare un fiuto straordinario, un vero sesto senso che lo rende un vero fuoriclasse del settore”.
”Già di per sé parliamo di qualcosa di elettrizzante ma stiamo guardando ancora oltre: puntiamo alla realizzazione di qualcosa di mai visto nel nostro territorio: la realizzazione di un percorso turistico che partirebbe da Campo Boario e che unirebbe i siti di maggiore interesse tra cui la Rocca dei Papi, il Museo del San Gallo, la Torre del Pellegrino e l’enoteca provinciale, dando un adeguato spazio alle eccellenze enogastronomiche della nostra splendida città, e poi da lì giù nei percorsi sotterranei fino ad arrivare a San Flaviano per un chilometro e mezzo sotto terra” afferma Fabio Notazio. L’assessore poi tiene a puntualizzare un argomento: ”spesso, e a ragione, si parla dell’esempio di Civita di Bagnoregio come esempio positivo di centro che è riuscito a valorizzare le sue peculiarità ma le nostre potenzialità sono ancora maggiori e per questo è nostro compito ottenere ancora di più’”.

Montefiascone - Acquedotto di S.Flaviano

Le ricerche hanno portato già ad ottimi risultati. Sono stati ispezionati centinaia di metri di cunicoli sotterranei relativi a tre acquedotti indipendenti tra di loro e che avevano anticamente il compito di rifornire d’acqua l’insediamento di Montefiascone. Il primo acquedotto ispezionato è quello di San Flaviano che corre al di sotto della chiesa omonima e che alimentava un tempo la fontana delle Cannelle. Gli speleologi dopo aver percorso diverse centinaia di metri di condotto sotterraneo, si sono dovuti arrestare in prossimità di una frana che non rende possibile procedere oltre. Nei prossimi giorni sono previste altre ispezioni all’interno del condotto al fine di poter superare lo sbarramento terroso e continuare le esplorazioni. Anche l’Acquedotto del Castagno è stato oggetto di accurata indagine da parte dalla squadra degli speleologi. Si tratta della seconda importante condotta idraulica sotterranea di Montefìascone che ancora oggi alimenta la fontana del Castagno. La realizzazione del cunicolo risale in parte al periodo medievale ed esattamente agli anni del pontificato di Urbano V. Il condotto si sviluppa per diverse centinai di metri nel sottosuolo sino ad arrivare sotto il pozzo di Piazza del Plebiscito. Gli speleologi sono riusciti a superare il pozzo e procedere nell’esplorazione sino ad arrivare alle sorgenti cioè nella parte terminale dell’acquedotto. Il terzo acquedotto situato in prossimità dell’abitato è quello detto di Roiano. L’acqua di questa vena, che in epoca imprecisata fu incanalata ed utilizzata per alimentare dei lavatoi, per molti secoli costituì la più preziosa risorsa idrica degli abitanti della contrada di S. Bartolomeo e del rione Porticella. L’acquedotto scavato come gli altri due interamente nei depositi piroclastici dell’apparato vulcanico vulsinio, si sviluppa per un centinaio di metri ed è stato esplorato e fotografato sino al tratto terminale. Si tratta quindi di tre acquedotti separati ed indipendenti tra di loro che non sono alimentati da una stessa sorgente come erroneamente ipotizzato da molti studiosi. Nei prossimi mesi saranno effettuati i rilievi e prodotta una documentazione tecnica al fine di poter rendere fruibili a tutti i cunicoli ed inserire gli acquedotti in un percorso di visita sotterraneo.

Estratto da:
- Corrieri di Viterbo – Domenica 12 marzo 2017 p.14
- http://www.viterbonews24.it/foto/ecco-montefiascone-sotterranea_70271_93334.htm#news

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