La Società Speleologica Italiana in un articolo sul suo sito ricorda l’obbligatorietà di Green Pass per le attività sociali al chiuso e in grotta e per lo svolgimento dei corsi e degli incontri.
Distanziamento in grotta, in palestra e fuori, uso dei DPI, sanificazione dei materiali gruppo, aerazione delle aule, scelta di grotte ampie, ecco il vademecum delle norme anti Covid della Societa Speleologica Italiana per i propri soci, in ottemperanza del DL n. 105/2021 recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche.

Di rimando alla normativa, la Società Speleologica Italiana sul suo sito indica alcune brevi e importanti linee guida, a cui i propri soci dovranno attenersi, nella riattivazione e/o prosieguo della vita sociale e di comunità:

RIUNIONI, USCITE, CORSI

Tutti i partecipanti a corsi e a uscite dovranno essere muniti di Green Pass

Attività in aula o riunioni nelle sedi:

Potrà entrare solamente chi è munito di Green Pass (nelle diverse accezioni del DL 105) e deve essere garantita la distanza di legge e l’utilizzo di DPI; i locali dovranno essere adeguatamente arieggiati prima dell’inizio delle riunioni/lezioni per almeno 5 minuti e ogni 45 minuti per altri 5 minuti; sanificazione delle mani e misurazione della temperatura dovranno essere obbligatorie.

Alle attività all’aperto potrà partecipare solamente chi è in possesso di Green Pass e dovrà essere rispettata la distanza di un metro, obbligatorio l’uso dei DPI e la sanificazione delle mani.

Il materiale di uso personale dovrà essere utilizzato esclusivamente dal possessore e se dovesse essere riconsegnato dovrà essere sanificato con le procedure previste (lavaggio con acqua e sapone e asciugatura all’aria oppure nebulizzato con soluzione composta da 7 parti di alcool e 3 parti di acqua demineralizzata).

USCITE IN GROTTA

In grotta le condizioni di umidità relativa elevata fanno sì che il virus rimanga idratato e non si inattivi così rapidamente come se esposto alla luce solare. Il SARS-COV-2 immesso nell’atmosfera satura della grotta, dato il suo peso specifico e la sua possibile concentrazione (1,6 parti per milione), ha una maggiore probabilità di essere rimosso attraverso precipitazione gravitazionale e relativa deposizione sulle superfici rispetto all’ambiente esterno. La deposizione potrà avvenire oltre i 4 metri dalla fonte emittente se non addirittura di più, a seguito di correnti d’aria spesso presenti in grotta, nonostante i fenomeni soprassaturativi.

Va inoltre sottolineato che la mascherina, uno dei sistemi efficaci per evitare il contagio, in grotta diventa quanto mai difficile da utilizzare, non solo per le caratteristiche ambientali (ambiente bagnato) ma, e soprattutto, per l’ipercapnia, ovvero l’aumento di anidride carbonica nei liquidi corporei e i cui effetti sono mal di testa, difficoltà respiratorie, fame d’aria che si protrae nel tempo e rende il soggetto letargico. Questo è tanto più preoccupante se vengono considerate le lunghe permanenze che comporta una normale attività speleologica o per le caratteristiche estremamente affaticanti delle nostre attività. La Speleologia è un’attività estremamente aerobiche che massimizza questi sintomi.

Quindi riassumendo: nella normale attività speleologica, dove nella progressione il distanziamento è spesso superiore ai 4 metri, specie negli ambienti piccoli quali strettoie e meandri, il rischio di contagio si ritiene comunque basso. Va considerato il fatto che il probabile positivo in stato febbrile difficilmente affronterà delle uscite (se dotato di buon senso e sano spirito di sopravvivenza. NDR.). Oltretutto le attività speleologiche vengono effettuate da individui, se non del proprio gruppo, comunque conosciuti e con uno stato attuale di salute meglio identificabile. Durante le soste, dove il distanziamento è inferiore, rimane consigliato l’uso della mascherina.

Per quanto riguarda i corsi di Speleologia, soprattutto nella progressione in corda, dove solitamente l’istruttore è a strettissimo contatto con l’allievo, l’esposizione al rischio è più elevata e quindi si raccomanda di applicare le indicazioni qui riportate.

CORSI: PALESTRE E GROTTE

Distanziamento e progressione: durante le manovre dovrà essere garantito un distanziamento di almeno 2 metri tra gli speleologi impegnati. Per le suddette problematiche scientifiche e fisiologiche, l’impiego della mascherina dovrà avvenire solo durante le soste alla base o in cima alla palestra di roccia.

Utilizzo di DPI o altri elementi di riduzione della trasmissione: l’utilizzo di guanti di protezione è auspicato, eventualmente i guanti monouso potranno essere indossati alla bisogna, quindi dovranno essere a portata di mano; l’impiego delle mascherine è obbligatorio durante le soste o altre attività che non comportino l’aumento della frequenza respiratoria. Guanti e mascherine, se non usa e getta, dovranno essere sanificati secondo i criteri previsti dalla casa produttrice.

Avvicinamento e allontanamento: per tali attività valgono i principi definiti dalla normativa vigente.

Grotte: la gestione delle attività in grotta, a causa dell’unicità di questi ambienti e della specificità delle difficoltà che presenta, dovrà seguire le sottostanti indicazioni:

 – scelta delle grotte: ove possibile, si dovranno prediligere cavità ampie, che non presentino strettoie particolarmente anguste e dove la presenza di acqua circolante sia ridotta onde evitare che gli aerosol possano essere ulteriori vettori del virus. In caso si debba operare in grotte che presentino tali difficoltà tutte le misure di distanziamento dovranno essere raddoppiate;

– distanziamento e progressione: la progressione in grotta, come ben noto, è caratterizzata da tratti il cui andamento è orizzontale o sub orizzontale e tratti ad andamento verticale. Differenti saranno i criteri da adottare al fine di garantire un distanziamento efficace:

in tratti orizzontali: a causa della tipologia degli ambienti ipogei dovrà essere garantito un distanziamento minimo di almeno 5 metri tra i partecipanti, in caso di presenza di forti correnti d’aria la distanza dovrà essere di almeno 10 metri;
in tratti verticali: durante la progressione in pozzo la distanza tra gli speleologi dovrà essere di almeno 10 metri; nelle parti in cui le condizioni di circolazione d’aria o d’acqua siano caratterizzate da flussi particolarmente sostenuti, tale distanza dovrà essere raddoppiata;durante le soste: distanziamento e uso della mascherina.

Fonte e maggiori info:
http://www.speleo.it/site/index.php/newss/1198-green-pass-e-attivita-sociale

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