Himalaya: uccisi 11 alpinisti al campo base durante un attacco terroristico

Sulle montagne del Pakistan si è consumato un incomprensibile attacco terroristico in cui dieci (o undici secondo alucne fonti) turisti che erano li per attività di alpinismo sarebbero stati uccisi.

Tutto si è svolto nel campo base del Nanga Parbat, pare sul versante Diamir. Secondo le prime notizie sarebbero morti nell’attacco 9 alpinistici fra cinesi, russi e ucraini, ed un pakistano. Nessun italiano è stato coinvolto.
L’attacco sarebbe avvenuto intorno all’una di notte e secondo quanto riferito dalla polizia pakistana alla Reuters, i terroristi sarebbero entrati dove gli alpinisti stavano dormendo e averebbero aperto il fuoco. Altri dettagli al momento sono in fase di accertamento.
Secondo quanto riferito dalla Bbc, l’attacco non sarebbe ancora stato rivendicato e le ragioni sono ancora avvolte nel mistero. Ciò che sconvolge è che sia avvenuto sulle montagne, dove, generalmente, la situazione è molto sicura.
Il presidente del Pakistan Asif Ali Zardari e il Primo Ministro Nawaz Sharif hanno immediatamente e duramente condannato l’attacco. La polizia pakistana ha dispiegato le proprie forze per cercare i responsabili e l’esercito è intervenuto con gli elicotteri per recuperare i corpi e perlustrare la zona.
Il Nanga Parbat quest’anno era uno degli ottomila pakistani più gettonati dalle spedizioni.

Erano attesi oltre 50 alpinisti ai piedi del versante Diamir, per la salita della via Kinshofer, vale a dire la “normale”. Nessuna spedizione italiana era però tra queste.
Quella di stanotte è stata però la prima volta in cui nel mirino degli estremisti sono finiti i numerosi turisti stranieri, soprattutto alpinisti, che visitano il Gilgit- Baltistan, famoso per le sue bellezze naturali e sede anche della seconda vetta più alta del mondo, il K2 (8.611 metri).

One Response to “Himalaya: uccisi 11 alpinisti al campo base durante un attacco terroristico”

  1. Carlo Catalano scrive:

    non capisco se lo scopo è isolarsi (ancora di più ) ora chiunque ci penserà bene prima di farci una spedizione e chi ne risentirà di più sono le popolazioni locali che vivono facendo i portatori

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