La notizia sta passando sottotono ma a mio parere è una di quelle che dovrebbe essere pubblicizzata meglio. Ne parla La Repubblica oggi con un articolo di Cianciullo. Arezzo prima città ad idrogeno. Sì, avete capito bene, idrogeno. Domani il Presidente della Regione Toscana si prenderà un caffé fatto in una moka scaldata con idrogeno al posto del metano di città. Una società di trentenni (largo ai giovani) la Fabbrica del Sole con 1.200 mila euro di finanziamento totale ha progettato un sistema di produzione e distribuzione di idrogeno. L’idrogeno, per ora, viene estratto dal metano ma entro l’anno verrà totalmente ricavato grazie ai pannelli fotovoltaici che cattureranno l’energia solare e spaccheranno la molecola dell’acqua catturando l’idrogeno che verrà convogliato in condotte. L’ossigeno che si ricava insieme all’idrogeno verrà invece utilizzato per usi medici. Fra i primi beneficiari le aziende orafe della zona che già utilizzano l’idrogeno per le proprie lavorazioni. Ma con le opportune diramazioni alla conduttura principale l’arrivo nelle case dell’idrogeno sostituirà il metano in cucina fornendo elettricità, calore e condizionamento estivo. Problemi di sicurezza? nemmeno perchè l’idrogeno a bassa pressione corre in un tubo di circa 10 centimetri posto in profondità. Ad oggi la rete è lunga solo un chilometro ma potendo fornire energia, calore ed anche carburante per le auto è destinata ad allungarsi e proghedire. I cinesi hanno chiesto un progetto per una città grande tipo Genova mentre il Giappone stanno già investendo svariati miliardi di euro su progetti analoghi. In Italia? Solo Pisa con l’idrogeno dall’eolico e la Puglia con l’idrometano si stanno per ora muovendo in questo campo…
e per noi speleo? a quando i primi caschi ad idrogeno?
May 5th, 2008 at 19:47
Trovo che sia stato un grandissimo colpo … di marketing. Produrre idrogeno e poi bruciarlo “costa” in termini energetici di più che prendere direttamente l’energia dai pannelli fotovoltaici ed usarla per scaldare la macchinetta del caffé elettrica.
Per fortuna (dei produttori) nessuno se ne accorgerà, perché nelle scuole italiane si insegna poca Fisica.