Il Soccorso Alpino di ritorno dall’istruzione in Cina

CNSAS in Cina

Addestramento CNSAS in Cina

Il CNSAS Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è appena tornato dalla Cina dove ha formato volontari cinesi sulle tecniche di soccorso alpino e speleologico

Sono rientrati da poco gli istruttori della Scuola Nazionale Tecnici Soccorso Speleologico dalla Cina dove nonostante le distanze culturali e olinguistiche sono stati formati volontari cinesi sulle tecniche di soccorso, con 8 giornate di formazione e altri 5 giorni di attività, con particolare attenzione ai problemi di gestione e organizzazione di un corpo del soccorso alpino e speleologico.

In Cina, nonostante siano presenti grandissime grotte ed estesi sistemi carsici tutt’ora in via di esplorazione e scoperta, non possiede un corpo del Soccorso Alpino e Speleologico e una organizzazione in grado di intervenire tempestivamente e con perizia in caso di incidente sul territorio cinese.

La collaborazione tra CNSAS Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e gli speleologi cinesi potrà fare solo bene allo sviluppo e alla crescita della speleologia in Cina, portando anche maggiore sicurezza e assistenza a chi andrà in Cina per future esplorazioni.

Comunicato stampa del CNSAS 04 aprile 2017

Sono rientrati da poco gli istruttori della Scuola Nazionale Tecnici Soccorso Speleologico (SNaTSS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) impegnati nel corso di soccorso speleo tenutosi a Fengshan, provincia di Guangxi, Cina “Italy – China Cave Rescue Training 2017″.

L’iniziativa, nata da una richiesta da parte di soccorritori cinesi, ha presentato una sfida organizzativa e comunicativa per la scuola ed ha reso necessario attraversare distanze non solo fisiche ma anche linguistiche e culturali.

Malgrado l’immenso territorio carsico, la frequentazione in aumento e da sempre intensa degli ambienti sotterranei, il soccorso speleologico in Cina, è ancora ad uno stato embrionale. Questa situazione, oltre alla peculiarità degli ambienti ed alla eterogeneità del gruppo di partecipanti, ha portato alla ideazione di un programma esteso che, oltre a trattare i principali temi del soccorso, si è soffermato sugli aspetti chiave dell’organizzazione di una struttura di soccorso e sulla gestione degli interventi, dai più semplici fino a quelli complessi.

Al netto degli spostamenti, la durata del corso é stata importante: 8 intense giornate di formazione più altri 5 giorni di attività di preparazione, per la selezione e l’attrezzamento delle palestre e delle grotte.

Le sessioni di tecnica, svolte con la consueta alternanza palestra-grotta, sono partite da un confronto sulle basi dell’autosoccorso e del recupero fino ad affrontare manovre più avanzate, scelte tra quelle che meglio rispondono alle specificità degli ambienti sotterranei cinesi: grandi gallerie e camere gigantesche, lunghe e ampie verticali e ”tiankeng”, profonde doline di crollo a cielo aperto. Tra i partecipanti hanno suscitato particolare interesse quelle tecniche che sono un marchio di qualità del soccorso Italiano, quali la “Scabar”, gli “ancoraggi umani”, la “Stenicata” e molte altre.

L’evento ha ottenuto risultati decisamente positivi e raccolto ritorni lusinghieri dai partecipanti.

Determinante è stata la grande ed attiva partecipazione dei soccorritori cinesi, con i quali si è stabilito un rapporto di cordialità, come sempre accade tra le persone impegnate in attività di soccorso.

I partecipanti hanno arricchito il proprio bagaglio tecnico e hanno appreso il modello del CNSAS, la cui forza risiede prima di tutto nella struttura e negli schemi di movimento della squadra, negli aspetti organizzativi e gestionali e nella grande flessibilità.

Al termine del corso é stato consegnato ad ogni singolo allievo un certificato di partecipazione, con una cerimonia molto informale, ma particolarmente sentita da tutti.

Se molto è stato lasciato in Cina, sia a livello tecnico che umano, possiamo dire di aver esportato il “made in Italy”, altrettanto si è portato a casa. Dal confronto tra due universi molto diversi tra loro, non possono che nascere grandi esperienze e soprattutto, nuove idee.

Sul piano didattico la SNaTSS si arricchisce di un’esperienza che va a consolidare il già ricco bagaglio di contatti con organizzazioni estere; in particolare, la barriera linguistica, invalicabile, ha determinato ancora una volta la necessità di procedere nella formazione attraverso gli esempi: molti esempi e poche parole è forse la lezione più interessante di questo corso. Molto importante è stato il confronto: il modello del soccorso italiano, esportato in un ambiente particolare come quello cinese, ci ha fatto guardare le cose da un altro punto di vista; probabilmente, in tale contesto, dovremmo ridisegnare molti degli schemi operativi ed organizzativi che a casa nostra sono dogmi intoccabili.

Il corso ha rappresentato un momento fondamentale di crescita ed ampliamento di orizzonti della neonata organizzazione di soccorso Cave Rescue China (CRC) che si propone di uniformare e strutturare il panorama del soccorso in grotta in Cina fino a diventare un omologo del CNSAS. Per aiutarla nel suo cammino il CNSAS ha donato al CRC una barella speleo che speriamo li aiuti, nei prossimi anni, ad intensificare le attività addestrative e ad adottare quegli elementi del metodo italiano che meglio rispondono alle loro esigenze.

Proprio in queste ore ci è pervenuta la lettera ufficiale del CRC, non solo di ringraziamenti per il supporto offerto, ma anche e soprattutto con la prospettiva di future collaborazioni.

Leggi la notizia originale sul sito del CNSAS Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

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