LA FACCIA NASCOSTA DEL PIANETA TERRA – a cura del Prof. G. Badino

La speleologia moderna è nata alla fine del XIX secolo. Sino al 1970 le esplorazioni erano essenzialmente delle cadute sino al fondo delle grotte. La percezione delle grotte era quindi unidimensionale. Sia le discese che i gruppi grotte erano militarizzati e la grotta non era un luogo geografico, ma un luogo dove cimentare il proprio coraggio…
Le grotte principali erano lunghe pochi chilometri e profonde qualche centinaio di metri. La loro forma generale era lineare, immagine di quello che erano le esplorazioni: avanzate lungo una linea verso lontane profondità. All’inizio degli anni ‘70 gli speleologi -e non solo…- escono dalle impostazioni ideali basate sulla guerra e cambiano il modo d’andare in montagna e in grotta. Le esplorazioni delle grotte diventano bi-dimensionali ed il mondo sotterraneo pare esplodere. Il numero degli speleologi e delle loro esplorazioni è aumentato in maniera esponenziale, ma forse pochi sono a conoscenza dell’enorme lato nascosto delle grotte….

Mercoledì 5 giugno alle ore 21,30, presso la sede CAI nel parco della Tesoriera a Torino, il prof. Giovanni Badino del Dipartimento di Fisica Generale dell’Università di Torino vi condurrà in un viaggio attraverso il mondo sotterraneo, da lontani pianeti a vicine montagne, attraverso ambienti fiabeschi e luoghi infernali.

L’EVENTO E’ GRATUITO E APERTO A TUTTI

Organizzatori dell’evento

Per informazioni contattare il Gruppo Speleologico Piemontese

One Response to “LA FACCIA NASCOSTA DEL PIANETA TERRA – a cura del Prof. G. Badino”

  1. Carlo Catalano scrive:

    sto troppo lontano ma penso che una persona che può insegnare a guardare le grotte, col senso dell’avventura ma, anche scrutando nel buio, sia Pierluigi Salustri

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