L’importanza dei SIT in speleologia

I dati catastali delle grotte sono dati territoriali, che descrivono un particolare ambito geografico – il sottosuolo – e la loro diffusione e fruibilità è fondamentale per la salvaguardia delle grotte stesse. Per tutelare bisogna conoscere, documentare e condividere i dati del territorio.
I dati catastali riferiti alle cavità sono spesso richiesti dalle amministrazioni pubbliche per il loro utilizzo nei piani territoriali, ad esempio per l’elaborazione di cartografie tematiche o per l’individuazione dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria).
Il modo in cui questi dati sono archiviati e resi disponibili è quindi importante per la loro acquisizione da parte di terzi: enti pubblici che gestiscono il territorio, privati che operano nel campo ambientale, ecc.
I GIS offrono numerosi strumenti e funzionalità per la gestione, l’analisi e la visualizzazione dei dati relativi a grotte e ambienti carsici. Vengono utilizzati per l’inventario e la raccolta di dati sul campo, sia di superficie sia del sottosuolo, e permettono l’integrazione con numerosi altri tipi di dati.
Per i rilievi gli speleologi oggi si avvalgono di sistemi GPS utili a correggere i posizionamenti, sempre difficili, realizzati nei decenni precedenti.

La tecnologia geospaziale e il Web aiutano a creare mappe professionali e a disseminare e condividere informazioni geografiche in numerosi formati. L’analisi spaziale e le funzioni di modeling contribuiscono a scoprire e comprendere i pattern e le relazioni tra le grotte e gli ambienti carsici, rendendo i GIS una tecnologia efficace per la mappatura di questi habitat e per la loro gestione, salvaguardia e analisi.
La Società Speleologica Italiana, in collaborazione con diverse Federazioni Speleologiche regionali, ha avviato già nel 2008 un progetto di portale del catasto nazionale delle grotte d’Italia basato sui webGIS (dove GIS sta per geographic information system), ossia la versione web dei sistemi informativi territoriali.

Scopo del progetto è quello di pubblicare i dati sulle grotte d’Italia, realizzando un portale che permetta la navigazione e la consultazione dei dati a livello nazionale, la ricerca di informazioni generali e statistiche, la ricerca speleometrica, etc, rimandando invece per la ricerca puntuale e di dettaglio ai webGIS regionali, esistenti o da creare appositamente.
Un progetto ambizioso e con un percorso in salita, che impegnerà per i prossimi anni la speleologia italiana.
La georeferenzazione dei dati riferiti al patrimonio rupestre (naturale e artificiale) è quindi oggi più che mai necessaria per diversi motivi: sviluppo territoriale, difesa del suolo, turismo ecosostenibile etc… Si comprende come uno stimabile, buon avvio, per raggiungere una conoscenza quanto meno accettabile di uno spazio da assoggettarsi ad un piano o ad un progetto consista nella ricognizione e sopratutto nell’organizzazione degli archivi informativi disponibili per produrre un presupposto di formazione di un successivo Sistema Informativo Territoriale.

In figura una schermata del webGIS realizzato dalla FSP con il lavoro di accatastamento di tutte le associazioni speleologiche della Puglia tra il 2011 e il 2013

I SIT (Sistemi Informativi Territoriali) hanno consentito, e consentono ancora oggi, di raccogliere patrimoni conoscitivi di carattere storico-documentario che, oltre ad arricchire la conoscenza, consentono di mantenere una memoria che rischierebbe di andare perduta nel tempo. Inoltre sulle piattaforme informatiche confluiscono banche dati e informazioni acquisite non solo dagli speleologi ma da tutti quei settori ed enti che, partecipando ad una serie di attività di monitoraggio territoriale offrono la possibilità di conoscere meglio i luoghi per approfondirne le esplorazioni o affinare quelle già concluse.
Numerosi sono gli enti ricerca che usufruiscono dei dati condivisi dei SIT : ISPRA, ENEA, Enti locali, ma anche professionisti privati e appassionati di territorio che vogliono conoscere approfonditamente un territorio andando a trovare un sito di importanza idrogeomorfologica, archeologica o storica (legata all’habitat rupestre).
Molti sono i siti che si occupano di riportare i dati territoriali georeferenziati: uno fra tutti è il Geportale Nazionale in cui è reperibile un vasto catalogo di progetti cartografici, servizi OWS, multimedia e tanto altro che può essere utile a coloro che associano alla speleologia anche lo studio del territorio e l’esplorazione.

One Response to “L’importanza dei SIT in speleologia”

  1. Mayo scrive:

    I GIS sono strumenti potentissimi. Il limite del loro uso in speleologia è tutt’ora la confusione fra un GIS e un “catasto”. Quest’ultimo è un database (talvolta solo un dataset) con dati georiferiti, ma è lungi dall’essere veramente un GIS. Un catasto può essere un’ottima fonte di dati per un GIS, che diventa tale nel momento in cui può gestire livelli informativi diversi.
    Negli ultimi due anni, usando programmi open source, sto giocando molto con questi sistemi ed è straordinario lavorare con posizioni di cavità, poligonali, modelli digitali del terreno e incrociare tutte le informazioni. A parte produrre belle mappe, si possono fare analisi interessantissime ed impensabili fino a poco tempo fa.

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