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	<title>Comments on: Lo sguardo sognante d’un pittore pugliese gettò viva luce sulle origini del popolamento umano nel Salento leccese - Grotta Romanelli</title>
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	<description>Una Luce nel Buio</description>
	<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 04:06:04 +0000</pubDate>
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		<title>By: nini ciccarese</title>
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		<dc:creator>nini ciccarese</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 10:19:52 +0000</pubDate>
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		<description>Gentilissimi,
a chi posso chiedere l'autorizzazione ad utilizzare la bella foto di Paolo Emilio Stasi in grotta Romanelli, qui in linea, per un mio articolo sulla "Storia della Speleologia Salentina"?
Potete farmi avere l'e.mail di Euro Puletti, o di Paolo Emilo Stasi (che non vedo da anni) per chiedere direttamente a loro?
Grazie
Nini Ciccarese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissimi,<br />
a chi posso chiedere l&#8217;autorizzazione ad utilizzare la bella foto di Paolo Emilio Stasi in grotta Romanelli, qui in linea, per un mio articolo sulla &#8220;Storia della Speleologia Salentina&#8221;?<br />
Potete farmi avere l&#8217;e.mail di Euro Puletti, o di Paolo Emilo Stasi (che non vedo da anni) per chiedere direttamente a loro?<br />
Grazie<br />
Nini Ciccarese</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: paolo emilio stasi</title>
		<link>http://www.scintilena.com/lo-sguardo-sognante-d%e2%80%99un-pittore-pugliese-getto-viva-luce-sulle-origini-del-popolamento-umano-nel-salento-leccese-grotta-romanelli/11/07/#comment-15376</link>
		<dc:creator>paolo emilio stasi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 17:26:20 +0000</pubDate>
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		<description>Gent.mo Euro,
nonostante il nostro, più o meno assiduo, scambio di informazioni alcuna notizia ho avuto di questo tuo articolo. Ti ringrazio per l'attenzione che hai avuto, ed hai, per la famiglia Stasi ed in questo caso per il mio avo del quale mi onoro di avere l'identico nome.
Mi scuso con chi leggerà queste note per l'ambito un pò troppo familiare ma è d'obbligo qualche chiarimento. Il ricordo "sbagliato" di zio Paolo (è molto probabile che riferisse al cocito il laghetto interno alla grotta zinzulusa che fu anch'essa studiata da Paolo Emilio e sulla quale lavorò anche mio nonno Gino Stasi, ninì ciccarese conoscerà certamente la vera storia del piccolo crostaceo "spelaeomysis bottazzi") ha materializzato ancora una volta "ricordi inesatti", "antiche intuizioni", aspettative mai provate. E' incredibile come a quasi cent'anni dalla morte a Paolo Emilio Stasi non si voglia ancora riconoscere la grandissima passione ed il rigore scientifico che fu alla base della sua ricerca per l'affermazione della sua prima intuizione. Questo nonostante il convegno tenutosi per i cento anni della scoperta di Grotta Romanelli lo abbia con certezza confermato. Pensa alla pubblicazione degli atti del convegno c'è stato "un giornalista" della Gazzetta del Mezzogiorno che nel suo articolo di commento parlava della scoperta fatta dal "Paleontologo della domenica". Per quell'articolo ho scritto una nota indirizzata al giornale ma il "giornalista della domenica" , lui si, no si è degnato di riscontrare. Mi permetto di trasmetterti per intero, omettendo i nomi per ovvi motivi, quella  nota come piccolo contributo alla memoria di un uomo eccezionale che ho conosciuto, non direttamente, leggendo i suoi scritti scientifici, le sue relazioni, i suoi diari, le sue poesie, guardando quotidianamente i suoi spendidi quadri  e al quale mi lega un affetto e una ammirazione immensa. 
Saluti  Paolo Emilio Stasi 


"La presente per alcune considerazioni in merito all’articolo a firma di ...  pubblicato sulla Gazzetta del 19 novembre 2003 con il titolo: “Gli atti di un convegno del 2000. La storia e i reperti. Puglia preistoria d’arte. Più di 100 reperti dalla Grotta Romanelli presso Castro.”
          Sono certo che riterrete questa mia perlomeno intempestiva. Mi auguro che abbiate, comunque,  un minimo di attenzione in considerazione del fatto che non sono residente in Puglia per cui ho appreso di questo articolo in modo casuale in occasione di una ricerca su internet per nuove ed eventuali notizie sul mio bisnonno Paolo Emilio Stasi del quale mi onoro di avere lo stesso nome.
          Avrei potuto sorvolare sull’infelice appellativo usato dall’articolista ma sento fortissimo il dovere di difendere la grandezza umana (quella scientifica mi auguro che ci sia qualcuno che gliela riconosca pienamente) del mio avo.
           Eppure quel convegno del 2000 aveva, in qualche modo,ristabilito alcune verità e meriti, per molti anni erano stati usurpati, e sottolineata la straordinaria passione e tenacia di Paolo Emilio Stasi. Delle due l’una: o gli atti del convegno pubblicati hanno fuorviato il lettore oppure lo stesso non è stato in grado di cogliere la grandezza, nella dimostrazione scientifica, della scoperta fatta dal “Paleontologo della domenica”.
           Per meglio comprendere: Grotta Romanelli, come mi è stato raccontato e come è normalmente riportato, fu scoperta casualmente ma è altrettanto vero che Paolo Emilio Stasi fu l’unico, confortato solo da qualche amico come il Prof. Regalia, ad affermare che la Grotta era una stazione del Paleolitico e non del Neolitico come riteneva,invece, che fosse la “scienza ufficiale dell’epoca” con in capo proprio quel famoso Prof. Pigorini. 
            E’ da sottolineare che ad affermare il vero era Paolo Emilio Stasi un semplice professore di Disegno del Liceo Capece di Maglie ed io aggiungo: anche uno straordinario pittore!  Cercando, proprio, l’ambientazione giusta per un quadro aveva rinvenuto i primi reperti del giacimento di Grotta Romanelli.
             Se il signor...........lo ritiene opportuno metto a disposizione una ricca documentazione da cui può evincere quanta passione, dedizione, applicazione, studio, ricerca e risorse finanziarie proprie abbia profuso Paolo Emilio Stasi per affermare la veridicità della sua intuizione.
             Il riconoscimento ufficiale delle sue affermazioni arrivò dopo la morte per cui non potè assaporare nemmeno quella soddisfazione. Ed ora,  ad ottant’anni dalla morte, in una società, mai come oggi, dominata da “studiosi ed esperti virtuali” e/o da “professionisti della domenica” deve essere ricordato proprio Lui con tale epiteto. Mi sembra francamente un po’ troppo e assolutamente ingeneroso!
             Gli sono stati usurpati, per troppo tempo, grandi meriti credo che sia tempo di riconoscerglieli. Cominciando con il dire, ad esempio, che è stato anche un Maestro, nel Salento, della pittura che si riconosceva nel movimento della Scuola Napoletana e dei Macchiaioli. Fu allievo di Gioacchino Toma e maestro di pittori quali il Giannelli, Casciaro  ed altri. Pur avendo una buona produzione, anche quantitativa, di tele,non avendone mai fatto commercio non gli è riconosciuto, purtroppo, alcun ruolo in quel movimento pittorico, tutto italiano, sviluppatosi sulle orme dell’impressionismo francese. 
            Credo sia inutile, a questo punto, dire degli altri interessi per la scienza, le lettere e per la cultura in genere che ha coltivato nella sua vita e che ne fanno, per me, un grande uomo.
            Spero non me ne vogliate per il tono ed il contenuto della presente ma per me era un atto dovuto testimoniare i veri meriti di Paolo Emilio Stasi.
             Sarei molto grato di un Vs.riscontro.
Cordiali saluti.

Matera,</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gent.mo Euro,<br />
nonostante il nostro, più o meno assiduo, scambio di informazioni alcuna notizia ho avuto di questo tuo articolo. Ti ringrazio per l&#8217;attenzione che hai avuto, ed hai, per la famiglia Stasi ed in questo caso per il mio avo del quale mi onoro di avere l&#8217;identico nome.<br />
Mi scuso con chi leggerà queste note per l&#8217;ambito un pò troppo familiare ma è d&#8217;obbligo qualche chiarimento. Il ricordo &#8220;sbagliato&#8221; di zio Paolo (è molto probabile che riferisse al cocito il laghetto interno alla grotta zinzulusa che fu anch&#8217;essa studiata da Paolo Emilio e sulla quale lavorò anche mio nonno Gino Stasi, ninì ciccarese conoscerà certamente la vera storia del piccolo crostaceo &#8220;spelaeomysis bottazzi&#8221;) ha materializzato ancora una volta &#8220;ricordi inesatti&#8221;, &#8220;antiche intuizioni&#8221;, aspettative mai provate. E&#8217; incredibile come a quasi cent&#8217;anni dalla morte a Paolo Emilio Stasi non si voglia ancora riconoscere la grandissima passione ed il rigore scientifico che fu alla base della sua ricerca per l&#8217;affermazione della sua prima intuizione. Questo nonostante il convegno tenutosi per i cento anni della scoperta di Grotta Romanelli lo abbia con certezza confermato. Pensa alla pubblicazione degli atti del convegno c&#8217;è stato &#8220;un giornalista&#8221; della Gazzetta del Mezzogiorno che nel suo articolo di commento parlava della scoperta fatta dal &#8220;Paleontologo della domenica&#8221;. Per quell&#8217;articolo ho scritto una nota indirizzata al giornale ma il &#8220;giornalista della domenica&#8221; , lui si, no si è degnato di riscontrare. Mi permetto di trasmetterti per intero, omettendo i nomi per ovvi motivi, quella  nota come piccolo contributo alla memoria di un uomo eccezionale che ho conosciuto, non direttamente, leggendo i suoi scritti scientifici, le sue relazioni, i suoi diari, le sue poesie, guardando quotidianamente i suoi spendidi quadri  e al quale mi lega un affetto e una ammirazione immensa.<br />
Saluti  Paolo Emilio Stasi </p>
<p>&#8220;La presente per alcune considerazioni in merito all’articolo a firma di &#8230;  pubblicato sulla Gazzetta del 19 novembre 2003 con il titolo: “Gli atti di un convegno del 2000. La storia e i reperti. Puglia preistoria d’arte. Più di 100 reperti dalla Grotta Romanelli presso Castro.”<br />
          Sono certo che riterrete questa mia perlomeno intempestiva. Mi auguro che abbiate, comunque,  un minimo di attenzione in considerazione del fatto che non sono residente in Puglia per cui ho appreso di questo articolo in modo casuale in occasione di una ricerca su internet per nuove ed eventuali notizie sul mio bisnonno Paolo Emilio Stasi del quale mi onoro di avere lo stesso nome.<br />
          Avrei potuto sorvolare sull’infelice appellativo usato dall’articolista ma sento fortissimo il dovere di difendere la grandezza umana (quella scientifica mi auguro che ci sia qualcuno che gliela riconosca pienamente) del mio avo.<br />
           Eppure quel convegno del 2000 aveva, in qualche modo,ristabilito alcune verità e meriti, per molti anni erano stati usurpati, e sottolineata la straordinaria passione e tenacia di Paolo Emilio Stasi. Delle due l’una: o gli atti del convegno pubblicati hanno fuorviato il lettore oppure lo stesso non è stato in grado di cogliere la grandezza, nella dimostrazione scientifica, della scoperta fatta dal “Paleontologo della domenica”.<br />
           Per meglio comprendere: Grotta Romanelli, come mi è stato raccontato e come è normalmente riportato, fu scoperta casualmente ma è altrettanto vero che Paolo Emilio Stasi fu l’unico, confortato solo da qualche amico come il Prof. Regalia, ad affermare che la Grotta era una stazione del Paleolitico e non del Neolitico come riteneva,invece, che fosse la “scienza ufficiale dell’epoca” con in capo proprio quel famoso Prof. Pigorini.<br />
            E’ da sottolineare che ad affermare il vero era Paolo Emilio Stasi un semplice professore di Disegno del Liceo Capece di Maglie ed io aggiungo: anche uno straordinario pittore!  Cercando, proprio, l’ambientazione giusta per un quadro aveva rinvenuto i primi reperti del giacimento di Grotta Romanelli.<br />
             Se il signor&#8230;&#8230;&#8230;..lo ritiene opportuno metto a disposizione una ricca documentazione da cui può evincere quanta passione, dedizione, applicazione, studio, ricerca e risorse finanziarie proprie abbia profuso Paolo Emilio Stasi per affermare la veridicità della sua intuizione.<br />
             Il riconoscimento ufficiale delle sue affermazioni arrivò dopo la morte per cui non potè assaporare nemmeno quella soddisfazione. Ed ora,  ad ottant’anni dalla morte, in una società, mai come oggi, dominata da “studiosi ed esperti virtuali” e/o da “professionisti della domenica” deve essere ricordato proprio Lui con tale epiteto. Mi sembra francamente un po’ troppo e assolutamente ingeneroso!<br />
             Gli sono stati usurpati, per troppo tempo, grandi meriti credo che sia tempo di riconoscerglieli. Cominciando con il dire, ad esempio, che è stato anche un Maestro, nel Salento, della pittura che si riconosceva nel movimento della Scuola Napoletana e dei Macchiaioli. Fu allievo di Gioacchino Toma e maestro di pittori quali il Giannelli, Casciaro  ed altri. Pur avendo una buona produzione, anche quantitativa, di tele,non avendone mai fatto commercio non gli è riconosciuto, purtroppo, alcun ruolo in quel movimento pittorico, tutto italiano, sviluppatosi sulle orme dell’impressionismo francese.<br />
            Credo sia inutile, a questo punto, dire degli altri interessi per la scienza, le lettere e per la cultura in genere che ha coltivato nella sua vita e che ne fanno, per me, un grande uomo.<br />
            Spero non me ne vogliate per il tono ed il contenuto della presente ma per me era un atto dovuto testimoniare i veri meriti di Paolo Emilio Stasi.<br />
             Sarei molto grato di un Vs.riscontro.<br />
Cordiali saluti.</p>
<p>Matera,</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Nini Ciccarese</title>
		<link>http://www.scintilena.com/lo-sguardo-sognante-d%e2%80%99un-pittore-pugliese-getto-viva-luce-sulle-origini-del-popolamento-umano-nel-salento-leccese-grotta-romanelli/11/07/#comment-15202</link>
		<dc:creator>Nini Ciccarese</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 10:37:16 +0000</pubDate>
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		<description>Gent.mo,
conosco personalmente il carissimo Don Paoluccio Stasi, garbato nobiluomo d'altri tempi, e molti dei discendenti più giovani di Paolo Emilio Stasi. Sono convinto che qualche inesattezza che propongono sia frutto, come dice Lei, di ricordi inesatti e/o di antiche intuizioni e/o aspettative mai provate, del Vecchio Stasi che, in famiglia e con il passare degli anni sono state involontariamente modificate e storicizzate. Quindi sono "cose" che andrebbero raccolte perchè appartennero a P.E. Stasi , artista, sognatore ma anche concreto indagatore e studioso della propria terra. E una tale "storia minore di P.E. Stasi e grotta Romanelli" sarebbe interessante da conoscere e, perchè nò, da verificare con discrezione.
Saluti
Nini Ciccarese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gent.mo,<br />
conosco personalmente il carissimo Don Paoluccio Stasi, garbato nobiluomo d&#8217;altri tempi, e molti dei discendenti più giovani di Paolo Emilio Stasi. Sono convinto che qualche inesattezza che propongono sia frutto, come dice Lei, di ricordi inesatti e/o di antiche intuizioni e/o aspettative mai provate, del Vecchio Stasi che, in famiglia e con il passare degli anni sono state involontariamente modificate e storicizzate. Quindi sono &#8220;cose&#8221; che andrebbero raccolte perchè appartennero a P.E. Stasi , artista, sognatore ma anche concreto indagatore e studioso della propria terra. E una tale &#8220;storia minore di P.E. Stasi e grotta Romanelli&#8221; sarebbe interessante da conoscere e, perchè nò, da verificare con discrezione.<br />
Saluti<br />
Nini Ciccarese</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Euro Puletti</title>
		<link>http://www.scintilena.com/lo-sguardo-sognante-d%e2%80%99un-pittore-pugliese-getto-viva-luce-sulle-origini-del-popolamento-umano-nel-salento-leccese-grotta-romanelli/11/07/#comment-15141</link>
		<dc:creator>Euro Puletti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 17:03:25 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Dottor Ciccarese, 
                  La ringrazio sentitamente per il giudizio sostanzialmente positivo, mi pare di capire, sul mio articolo, dedicato alla memoria del grande prozio di mia moglie.

La notizia del fortuito rinvenimento d'un laghetto interno, o, chissà, magari soltanto d'una pozza d'acqua temporanea, in Grotta Romanelli, si deve, non già a me, ma al caro zio Don Paoluccio Stasi, che, forse, dati i quasi novant'anni d'età, serba, è cosa possibile, un ricordo inesatto. 

Distinti saluti!

Euro Puletti

Fabriano (An)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Dottor Ciccarese,<br />
                  La ringrazio sentitamente per il giudizio sostanzialmente positivo, mi pare di capire, sul mio articolo, dedicato alla memoria del grande prozio di mia moglie.</p>
<p>La notizia del fortuito rinvenimento d&#8217;un laghetto interno, o, chissà, magari soltanto d&#8217;una pozza d&#8217;acqua temporanea, in Grotta Romanelli, si deve, non già a me, ma al caro zio Don Paoluccio Stasi, che, forse, dati i quasi novant&#8217;anni d&#8217;età, serba, è cosa possibile, un ricordo inesatto. </p>
<p>Distinti saluti!</p>
<p>Euro Puletti</p>
<p>Fabriano (An)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Nini Ciccarese</title>
		<link>http://www.scintilena.com/lo-sguardo-sognante-d%e2%80%99un-pittore-pugliese-getto-viva-luce-sulle-origini-del-popolamento-umano-nel-salento-leccese-grotta-romanelli/11/07/#comment-15110</link>
		<dc:creator>Nini Ciccarese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 14:47:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.scintilena.com/lo-sguardo-sognante-d%e2%80%99un-pittore-pugliese-getto-viva-luce-sulle-origini-del-popolamento-umano-nel-salento-leccese-grotta-romanelli/11/07/#comment-15110</guid>
		<description>Semplice e garbato articolo che, però, riporta una grave inesattezza:
in grotta Romanelli (Castro, Le) non esistono laghetti interni.
Interessante la Foto.

Nini Ciccarese
Presidente del Gruppo Speleologico Salentino-ente morale 
(di cui i figli di Paolo E. Stasi fecero parte).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Semplice e garbato articolo che, però, riporta una grave inesattezza:<br />
in grotta Romanelli (Castro, Le) non esistono laghetti interni.<br />
Interessante la Foto.</p>
<p>Nini Ciccarese<br />
Presidente del Gruppo Speleologico Salentino-ente morale<br />
(di cui i figli di Paolo E. Stasi fecero parte).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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