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La notizia è stata pubblicata su “Repubblica” edizione di Bari di oggi.
Non bastava il papa, l’organo, l’obelisco, il castello delle streghe, candeline, re magi, semplici falli, presepi, aquile, foreste pietrificate… adesso c’è pure la stalagmite a forma di “Coppa del mondo di calcio”, l’hanno notata alle Grotte di Castellana, nella zona chiamata “Corridoio del deserto”.
Ecco il link con la foto… Evito commenti, anzi, voglio fare qualche commento.

Gli antichi pensavano che i fossili fossere scherzi di natura, e la pietra assumeva delle forme di animale perchè quelle forme erano “insite” nel codice della natura e quindi anche oggetti inanimati, come rocce o stalagmiti avrebbero finito per ricalcare delle forme “note” al libro del creato.
Stamattina mio figlio di 9 anni mi ha chiesto lumi sulla zona di Cydonia, quella porzione di Marte dove per un gioco di luci e ombre fatto da colline, rilievi e ovviamente la posizione del sole in quel momento, su una foto sembra di vedere un volto umano.
In buona fede oppure no, l’uomo tende a credersi ancora al centro dell’Universo, delegato da Dio a dare un nome a tutte le cose, di cui può disporre a suo piacimento. Questo sta scritto sulla Bibbia e purtroppo ha fatto si che la cultura occidentale e araba, derivante dall’insegnamento biblico, ha danneggiato irrimediabilmente l’ambiente in cui vive, plagiandolo e modellandolo a suo piacimento e secondo le sue esigenze.
Sarebbe ora di dire che di terra ce n’è una sola, è l’unico posto in cui ci è possibile vivere e dovremmo cercare di passare attraverso il mondo nel nostro poco tempo a disposizione interferendo meno possibile con le altre forme di vita che hanno lo stesso nostro diritto di esistere.
Sarebbe ora di ammirare la natura per la sua bellezza e non perchè assomiglia ad un manufatto umano. Poveri noi, quanto c’è da insegnare…

4 Commenti a “L’ultima boiata della speleologia turistica: La stalattite a forma di coppa del mondo!”

  • Cave_bit:

    Ma come…non hai capito???
    è esattamente viceversa.
    Chi ha fatto la coppa ha preso a Castellana lo spunto….

  • Gaetano:

    Sembra che le uniche grotte turistiche al mondo siano a Castellana Grotte…Non vedo perchè paragonare una creazione della natura a qualcosa presente nel mondo reale sia da “coglioni” (così come hai taggato l’articolo). Purtroppo le grotte turistiche (tutte) hanno questa peculiarità, ossia di avere forme di concrezionamento che vengono ricondotte a forme note. Non credo che nella tua vita tu non abbia mai associato qualche forma della natura e qualche oggetto reale. Comunque… mi spiace che un giornalista ti abbia così tanto infastidito per aver paragonato una stalagmite ad un oggetto. Sai cosa ti consiglio?? Non andarci in grotta (turistica o meno che sia): potresti incontrare qualche speleologo o turist che da “coglione” associa forme ad oggetti e poi saresti costretto\a a dovergli insegnare tante cose!
    Ciao ciao
    Gaetano

  • Pino:

    In buona fede oppure no, l’uomo tende a credersi ancora al centro dell’Universo, delegato da Dio a dare un nome a tutte le cose, di cui può disporre a suo piacimento.

    Questa una delle tante, sconcertanti affermazioni dell’estensore dell’articolo, che evidentemente dimentica, tra l’altro, che proprio gli speleologi sono usi dare le più svariate denominazioni alle grotte da essi esplorate; nomi di fantasia che spesso, occorre riconoscerlo, non sono propriamente raffinati e rispettosi della seriosità degli ambienti.
    Nello specifico, poi, la stalagmite oggetto della disputa si trova in una grotta turistica e quindi non vedo il motivo dello scandalo; i turisti non sono scienziati e dopo aver dato loro le principali informazioni scientifiche e storiche bisogna pur continuare a catturare in qualche modo la loro attenzione e rendere simpatica la visita sotterranea. Lo stesso Franco Anelli, scopritore delle Grotte di Castellana, quando accompagnava egli stesso dei gruppi in visita non si vergognava certo a utilizzare la toponomastica creata dai primi esploratori e visitatori per indicare concrezioni caratteristiche quali “Il Mosè di Michelangelo”, “Il Duomo di Milano” o “La Madonnina delle Grotte”.

    Un consiglio ci sia consentito: curi l’autore di prender con più leggerezza le cose della vita e lasci perdere il livore e la sindrome da onnipotenza che traspaiono dal suo articolocesso, ne guadagnerà in stile giornalistico: Quanto poi allaffermazione finale “Poveri noi, quanto c’è da insegnare…” un po’ di umltà non guasterebbe.

  • andrea_scatolini:

    Pino e Gaetano:
    Le grotte turistiche sono la vetrina delle grotte, dove troppo spesso gli speleologi sono trattati come stravaganti individui e la grotta e i fenomeni carsici sono ridotti a curiosità, a fenomeni come la donna barbuta e l’uomo elefante.
    L’ambiente grotta secondo me soffre della turisticizzazione, ma se proprio è necessaria la visita non deve essere per forza “meno noiosa”. Se pensassimo alle grotte come musei all’aperto, potremmo pensare che a nessuno verrebbe in mente, in un Museo, di lasciare da parte l’aspetto scientifico per sollazzare i turisti con battute spiritose e ameni confronti.
    La Repubblica è un giornale che prende i finanziamenti dallo Stato e un giornale come “Repubblica” dovrebbe informare, visto che spreca anche carta, soldi pubblici ed alberi. Avevo visto già la foto della curiosa somiglianza tra la stalagmite e la coppa del mondo, non ricordo se su un sito o su una mail che mi era arrivata, e quella volta non commentai in questo modo perchè non è la nota curiosa che commento, ma il fatto che se ne dia enfasi su un giornale nazionale.
    Ripeto: Un giornale come Repubblica che scrive una cosa del genere non è una cosa normale! Se siete così in gamba da arrivare al giornalista che scrive su Repubblica, fategli scrivere delle scoperte, degli studi, delle esplorazioni, della storia che è scritta dentro una stalattite! Se avete voce all’interno delle grotte turistiche, non smettete di parlare del lato scientifico per far sembrare meno noiosa la grotta! Cordialmente vi saluto, non era mia intenzione svilire gli speleologi pugliesi o la storia delle grotte pugliesi.
    Andrea Scatolini

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