Mondovì: esercitazione a sorpresa di soccorso speleologico

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Comunicato CNSAS dell’11/06/2017

L’Abisso dei Gruppetti, presso Roccaforte Mondovì è stato scelto per una importante esercitazione della Prima Delegazione Speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese (SASP) appartenente al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).

Questa volta l’evento si è svolto “a sorpresa” allo scopo di mettere a punto i protocolli di allertamento, la logistica dell’intervento e l’alternarsi dei tecnici che hanno lavorato in grotta in tutte le fasi della simulazione.

L’abisso, profondo 183 m, si apre a quota 1975 m sulle pendici che separano la Valle dell’Ellero dalla Val Tanaro. Qui, nelle prime ore di sabato 10, un gruppo di figuranti ha simulato un incidente a un membro di un gruppo di speleologi in esplorazione sul fondo della grotta.

Mentre il resto del gruppo rimaneva col ferito e gli prestava i primi soccorsi, i due più esperti sono risaliti in superficie per dare l’allarme al numero unico di richiesta soccorso 112 specificando all’operatore di centrale che si trattava di un incidente speleologico.

Il Delegato speleologico piemontese del CNSAS, subito allertato, ha immediatamente inviato i tecnici più vicini al luogo dell’incidente simulato organizzando una squadra di primo intervento.
Tutti i tecnici CNSAS, infatti, sono abilitati al Continua a leggere Mondovì: esercitazione a sorpresa di soccorso speleologico →

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GLI SCIAMI DI SPELEOLOGI: UN NUOVO APPROCCIO AL RILIEVO SPELEOLOGICO

Dagli atti del Congresso internazionale di Varenna 2017: www.scintilena.com/simposio-varenna-2017
GLI SCIAMI DI SPELEOLOGI: UN NUOVO APPROCCIO AL RILIEVO SPELEOLOGICO
Augusto Rossi
Associazione Culture Sotterranee, Terni, Italia
Group Website

Il rilievo e la cartografia delle grotte, siano esse naturali od artificiali, sono sempre stati realizzati da piccoli gruppi, con un dispendio considerevole di tempo ed energie, spesso portando a risultati incerti e soggetti a critiche. La qualifica di un rilievo come “preciso” e’ ancora un concetto soggettivo.< /span>

Il risultato dipende molto dalla procedura, per esempio dalla ripetizione delle misurazioni che il gruppo è in grado di fare, dalla loro mancanza o dagli errori commessi durante l’esecuzione.

I concetti informatori dell’uso di “sciami di speleologi” hanno lo scopo di superare a queste limitazioni.

Tali “sciami”, che in questo lavoro s’intendono come un gruppetto di speleologi durante il rilievo di una grotta, sono alla base del concetto di intelligenza collettiva, fondata sulla possibilità di creare un modello collettivo digitale in tempo reale dell’ambiente durante la progressione del gruppo n ella grotta.

Il risultato finale è la raccolta di un insieme di dati che rappresentano la somma dei singoli contributi da parte di chiunque abbia seguito lo stesso percorso, in modo da aumentare i dettagli del modello finale della grotta.

La possibilità di evitare agli speleologi la complessità delle misurazioni, permettendo loro di concentrarsi sull’esplorazione e di condividere i dati raccolti con il compagno vicino, è uno dei punti alla base del “Rilievo Collettivo”. Con tecnologie innovative, come la campionatura tridimensionale in tempo reale, così come il collegamento e la messa in comune dei dati, si possono creare dei rapporti di collaborazione con altri speleologi, allo scopo di accumulare degli insiemi di dati topografici sempre più fitti in modo da ottenere risultati mai raggiunti prima in termini di precisione. Questo lavoro descrive un nuovo metodo col quale un atto complesso, come il rilievo di una grotta, può produrre risultati accurati mediante le informazioni collettive prodotte da molteplici individui, che forniscono una parte di riferimenti spaziali sotto forma di posizionamento e rilievo dell’ambiente circostante, contribuendo così alla creazione dell’informazione globale di tale sistema.

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Accompagnamento in grotta di non vedenti 2017 – Gruppo Speleologico Trentino

“Finalmente posso dire di aver capito che cosa sono e come si formano le stalattiti e le stalagmiti. Ho potuto toccarle delicatamente e rimanere incantata dal miracolo che la natura sa compiere. Ringrazio le mie guide, anzi i miei angeli custodi, che hanno faticato e gioito con me.”
“-Sentite che silenzio, sentite com’è diversa l’atmosfera qui rispetto al mondo esterno con tutti i suoi rumori.- Questa è stata la frase che ci è stata detta da uno speleologo mentre, nel totale silenzio, dovevamo ascoltare la grotta. Ed è vero: in grotta si respira un’atmosfera completamente diversa da quella del mondo esterno. Intorno senti solo silenzio, intervallato ogni tanto dal picchiettio delle goccioline d’acqua che, cadendo, si depositano sulla roccia.”
“Una grotta, secondo me, è come un museo: tu entri e attorno a te vedi tantissime belle sculture, alcune alte e alcune basse, alcune storte e alcune dritte, ma tutte con un loro senso e una loro bellezza. L’unica differenza con i musei normali è che qui lo scultore è la natura.”
“Ecco che siamo entrati in un ambiente a noi sconosciuto, molto particolare, pieno di pietre di vari tipi: piccole, grandi, lisce, ruvide…ma la cosa che mi ha affascinato sono state queste colonne, di color chiaro, che si chiamano stalagmiti e stalattiti, che si sono formate goccia dopo goccia per secoli e secoli, ah che meraviglia la natura, incredibile!”
“Passo dopo passo ecco che la cosa si faceva sempre più avventurosa… – Attenzione ora vai a destra, allunga il piede, occhio alla pozzanghera, bravissimo, continua così! – Io dentro di me mi sentivo davvero orgoglioso dato che, con la poca vista che ho, riuscivo a destreggiarmi molto bene, in un mondo tutto nuovo.”
“Questa giornata in grotta mi è piaciuta tantissimo. È proprio vero che la grotta è un mondo a sé indescrivibile. Il clima all’interno della grotta è fantastico, dall’entusiasmo degli speleologi alla sensazione di tranquillità a fine percorso di andata quando ci siamo fermati e, spegnendo le frontali, siamo restati tutti in silenzio. Ero più comoda e rilassata seduta sul sasso che sul divano. Nel silenzio più assoluto sentire il rumore delle gocce d’acqua che cadevano dall’alto è stato rasserenante e allo stesso tempo strano, sicuramente non quotidiano.”

Questi sono alcuni contributi del gruppo giovani dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che ha chiesto di replicare l’esperienza di accompagnamento in grotta compiuta l’anno scorso con i loro colleghi senior. Così domenica 26 marzo 11 membri del Gruppo Speleologico Trentino della SAT Bindesi Villazzano assieme a un esponente del Gruppo Grotte di Selva e altri due soci del Gruppo Grotte E. Roner di Rovereto hanno accompagnato 7 persone cieche e ipovedenti con alcuni amici e familiari a visitare la Bigonda in Valsugana.
Per chi non conoscesse questa cavità, trattasi di una grotta naturale che si trova sulla riva destra del torrente Brenta nei pressi di Selva di Grigno. La sua scoperta risale agli anni ’50 e nei decenni successivi il Gruppo Grotte di Selva ha continuato le esplorazioni, superando gli oltre 35 km di sviluppo. La grotta è chiusa da un cancello e la si può visitare solo accompagnati. Il primo tratto è sub-orizzontale e non necessita di particolare attrezzatura, se non il minimo necessario per addentrarsi in ambiente ipogeo: l’indispensabile casco munito di luce frontale, scarpe e vestiti adatti a un clima fresco e umido. Le visite vengono compiute per lo più in periodo invernale, perché più asciutto. La grotta presenta infatti un particolare sistema di laghetti e sifoni al suo interno.
La gita è stata preceduta da una serata informativa presso la Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino. Si è parlato di speleologia e, coadiuvandosi con del materiale tattile (rocce, fossili, un manichino speleo, vecchie scalette, corde) si è cercato di far percepire che tipo di ambiente si sarebbe andato a visitare.

Mostra tattile

Piccola mostra tattile con panel in formato Braille

Il ritrovo è avvenuto al mattino. Lasciate le macchine al paese ci siamo incamminati verso l’ingresso della grotta. L’avvicinamento è stato breve e su strada forestale comoda. Ci siamo cambiati, abbiamo fornito qualche ragguaglio sul modo migliore di procedere all’interno, ovvero a piccoli gruppi formati da uno speleologo, seguito da un cieco o un ipovedente e un altro speleologo. Qualche informazione indispensabile per la sicurezza e siamo partiti. C’è chi ha preferito seguire lo speleologo, appoggiando le mani sulle sue spalle o sul suo zaino, rendendosi conto dei movimenti che compiva nella progressione e chi ha preferito avanzare tenendosi per mano, affiancati dove lo spazio lo consentiva.
Abbiamo percorso il primo pezzo, che già presentava alcune peculiarità: la volta più bassa in alcuni punti dove abbiamo dovuto chinarci molto, superare delle passerelle in metallo onde evitare di bagnarci nell’acqua, mentre nelle varie sale abbiamo richiamato l’attenzione sulle concrezioni presenti: stalattiti, stalagmiti, eccentriche, cortine, tubolari, meduse, vasche. Dopo un’ora e mezza siamo arrivati a una saletta dove ci siamo raggruppati, ci siamo riposati e abbiamo mangiato qualcosa. È stato qui che su invito del capo gita abbiamo spento le luci e siamo stati inondati dall’oscurità. Ecco che abbiamo visto tutti il buio, quello vero, totale. In sottofondo il concerto dell’acqua, vicino e lontano, che cadendo goccia a goccia formava dei forte-piano ad eco. Trascorsa una mezz’ora siamo ripartiti. Più rapidi che all’andata un’ora dopo eravamo di nuovo fuori. La permanenza in grotta è stata intorno alle 3 ore.

Il gruppo di ciechi e accompagnatori

Il gruppo di ciechi e accompagnatori all'ingresso della Bigonda

I ragazzi sono stati tutti davvero bravi. Tanto più che hanno effettuato il percorso fidandosi per lo più della voce degli accompagnatori speleo. L’ambiente ipogeo non è di per sé facile e presenta ostacoli oggettivi notevoli. In questo caso abbiamo dovuto camminare su frane, con sassi più o meno appuntiti e scivolosi, evitare vasche e laghetti di acqua. Anche per gli speleologi è stata un’esperienza emozionante far conoscere un ambiente a loro caro a profani della disciplina. La grotta riecheggiava di voci e impressioni nuove. Un sentito grazie a tutti quelli che hanno partecipato al progetto.

Alcuni momenti in grotta

Alcuni momenti in grotta

Testo di Elisabetta Travaglia

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Karst development of an evaporitic system and its hydrogeological implications inferred from GIS-based analysis and tracing techniques

Highlights
Karst development and hydrogeology of an evaporitic system were assessed
Closed-depressed areas were identify based on high resolution altitudinal data (LiDAR)
Dye tracer test in hyper-saline media coupled with spring natural response control was performed
Karst development is related to fracturing and diapirism based on distribution of depressed areas
A high degree of inner karstification was deduced from artificial and environmental tracers

Abstract
The geomorphological characteristics and hydrogeological functioning of a geologically heterogeneous evaporitic karst plateau in Southern Spain were studied. Land surface information (LiDAR data) was used to analyze the shape and distribution of closed depressions. An artificial tracer test and monitoring of the natural responses of the main spring have allowed to Continua a leggere Karst development of an evaporitic system and its hydrogeological implications inferred from GIS-based analysis and tracing techniques →

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Muore speleosub finlandese in esplorazione a -200 alla Font Estramar

Incidente mortale ieri alla risorgenza Font Estramar.

Uno speleosub finlandese di 44 anni che stava esplorando la Font Estramar, sui Pirenei Orientali, una delle più profonde risorgenze d’Europa, é morto nella giornata di sabato intorno a mezzogiorno.
A dare l’allarme alla polizia sono stati i suoi amici di immersione che prima lo avevano perso e poi lo hanno ritrovato bloccato sul fondale a -200 metri.

Gli uomini del soccorso, guidati dal Colonnello Henri Benedettini, specializzati negli interventi di speleologia subacquea, non hanno riportato il corpo in superficie, forse le operazioni di recupero cominceranno lunedì.

Il nome dello speleosub finlandese é ancora sconosciuto, forse perchè i familiari non sono stati avvertiti, comunque sappiamo che gli speleosub finlandesi sono espertissimi e tra i più forti del mondo.

La risorgenza Font Estramar é stata già in passato teatro di incidenti mortali, l’ultimo a marzo 2016.

In attesa di ulteriori informazioni, porgiamo le nostre più sentite condoglianze dall’Italia ai familiari e agli amici dello speleosub finlandese.

NotiIa originale segnalata da Giorgio Graglia:
http://e-metropolitain.fr

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Speleo Photo Meeting 2016 SPAIN

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USA: celebrata la prima giornata nazionale delle grotte (turistiche)

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Sabato VISITA AI RIFUGI ANTIAEREI DI TERNI

Sabato 10 giugno 2017
Per ricordare l’anniversario della Liberazione di Terni dal nazifascismo, sabato 10 giugno 2017 sarà possibile visitare uno dei rifugi antiaerei più significativi della città.
Il Comune di Terni, l’Isuc, il Laboratorio Blob.lgc e il Gruppo Grotte Pipistrelli del Cai Terni, facendo seguito al Protocollo di intesa “Terni sotterranea. Azioni per lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio ipogeo artificiale del ternano”, consentiranno di accedere al rifugio antiaereo di Palazzo Carrara.
Quanti vorranno partecipare all’iniziativa dovranno prenotarsi entro venerdi 9 giugno chiamando lo 0744.431314 (dal lunedì al sabato, dalle 16:00 alle 20:00) o scrivendo a blob.lgc@gmail.com, specificando nell’oggetto “visita rifugi 2017” e indicando nell’email: nome, cognome ed eventuale preferenza di orario.
Le visite guidate, a cura di Blob.lgc e del Gruppo Grotte Pipistrelli Cai Terni, saranno scaglionate ogni 30 minuti per gruppi di non più di 15 persone (l’ambiente dei rifugi presenta un percorso irregolare, a tratti angusto e sdrucciolevole: i visitatori dovranno pertanto indossare abiti e scarpe comode nonché attenersi alle istruzioni delle guide).
Per l’occasione gli storici Angelo Bitti e Marco Venanzi risponderanno alle domande dei visitatori sulla storia della Resistenza e della Liberazione della città di Terni. Inoltre presso la Sala Laura dell’Officina Sociale “La Siviera” sarà possibile visionare le riproduzione di manifesti conservati presso il Fondo “Resistenza” della bct – biblioteca comunale terni.

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Tutto pronto per il congresso internazionale UIS Speleo 2017 a Sydney

Date da ricordare:

1 July 2017 Photographic Competition entries close
14 July 2017 Pre-Congress excursions begin to start
23 July 2017 Speleo 2017 begins!!
Day Registrations open
First UIS General Assembly
Welcome Party
24 July 2017 Opening Ceremony
26 July 2017 Mid-Week Excursions
28 July 2017 Speleo 2017 Banquet
29 July 2017 Second UIS General Assembly
30 July 2017 Post-Congress excursions begin to start

Disponibile la terza circolare: https://www.speleo2017.com/Circulars/Circular3.pdf

Program
We are delighted to announce that one of our keynote speakers will be Associate Professor John Webb of Latrobe University in Melbourne. Associate Professor Webb has studied Australian karst in all its diversity across the continent. Caves in Australia have developed in limestones and dolomites of all ages from the Proterozoic to dunes as young as 125,000 years. Most Australian caves have phreatic origins but in some instances they clearly have hypogenic origins. These will be discussed as well as the role science has played in understanding our megafauna; as well as geochemistry developments such as U/Pb dating techniques together with spore and pollen analysis for detailed Pliocene climate records. You won’t want to miss this exciting presentation!

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Video – Scala parete alta 900 metri senza corda ne sicure – El Capitan – Alex Honnold

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