Puglia: Presentazione del libro “Greci e indigeni a L’Amastuola”

Questa sera, Giovedì, 25 aprile (ore 19.00), presso il Cinema Teatro Comunale di Crispiano verrà presentato il libro “Greci e indigeni a L’Amastuola” di Gert Jean Burgers  e Jean Paul Crielaard.
Una serata culturale che si aprirà con il saluto del Sindaco Giuseppe Laddomada.
A presentare l’opera sarà il prof. Gert Jan Burgers, docente della Libera Università di Amsterdam.
Coordina e presenta l’evento la prof.ssa Grazia Semeraro, docente dell’Università del Salento.
Il volume riporta i risultati degli studi della serie di scavi al fine di identificare le fasi di sviluppo dell’abitato de L’Amastuola, diretti da Gert Jan Burgers e Jan Paul Crielaard, iniziati nel mese di luglio 2003 a cura dell’Istituto di Archeologia dell’Università Libera di Amsterdam.
La frequentazione del sito da parte di popolazioni protostoriche è attestata da numerose presenze come il villaggio preistorico inserito nel costone occidentale della Gravina di Leucaspide, con ampie caverne collegate da camminamenti e difesi da poderosi muri a secco; come l’antico tratturo di transumanza che costeggia per un tratto la Gravina di Lamastuola dal lato Ovest e i Dolmen in località Accetta Piccola e San Giovanni.
Data la privilegiata posizione geografica, il sito fu abitato ininterrottamente da diverse popolazioni che arrivavano via terra come quella della “Civiltà di Laterza” e via mare (le isole Cheradi e la foce del fiume Tara erano i tradizionali luoghi di avvicinamento e di approdo) dal vicino Oriente, che si succedevano e si sovrapponevano, dagli Japigi ai Messapi, ai coloni greci e romani.
Alla cultura materiale indigena sono da riferire i reperti più antichi degli scavi e ricognizioni, come i frammenti di ceramica ad impasto e la ceramica matt-painted.
Altri materiali d’interesse archeologico provengono dagli scavi delle tombe integre delle necropoli datate tra il secondo quarto del VII e i primi decenni del VI sec. a.C.
Reperti importantissimi in oro di fine manifattura locale provengono dalla zona a Nord della Masseria e fanno parte degli “Ori di Taranto”.

  CENTRO SPELEOLOGICO DELL’ALTO SALENTO

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