Dal folle progetto di una discesa a -2000 in solitaria con materiali inadatti, al recupero del corpo. La solidarietà italiana. Chi era l’alpinista russo e come ha trovato la morte. Lo sforzo dei soccorritori per una tragica storia che verrà ricordata a lungo.

Soccorso alla Veryovkina
Soccorritori russi alla Veryovkina

Il 17 agosto è stato portato a termine l’impegnativo recupero del cadavere dell’uomo trovato dagli speleologi russi a -1100 metri nella Grotta Voryovkina. Vi raccontiamo la storia inusuale di come si sono svolti i fatti.

Siamo nella Repubblica caucasica dell’Abkazia, sul massiccio dell’Arabika a circa 3000 metri di altitudine. Qui i russi del Gruppo Speleologico Perovo esplorano da quasi trent’anni quella che finora è la grotta più profonda del mondo, 2212 metri.

Sezione grotta Veryovkina
Sezione della Grotta Veryovkina, la più profonda del mondo

A fine novembre 2020 qualcuno nota la presenza di una corda posizionata all’ingresso della grotta, ma nessuno si preoccupa più di tanto.
Sarà la spedizione estiva del Gruppo Perovo a rendersi conto che c’è qualcosa di strano, quando il 3 agosto vengono ritrovati un paio di ramponi da ghiaccio, una piccozza e altre attrezzature al campo interno di -400. A -1100 metri di profondità troveranno il corpo di un uomo appeso alla corda a pochi metri da un frazionamento.

Gli speleologi denunciano la macabra scoperta: il ritrovamento del cadavere di un uomo, che dall’abbigliamento e dall’attrezzatura usata non sembra proprio uno speleologo. La salma è ad una profondità enorme. Impossibile che sia caduto da fuori o che sia li per caso. È’ talmente assurdo che qualcuno sia arrivato li da solo, che si teme che sotto ci siano altri morti.
Il corpo è appeso ad un frazionamento con una longe lunghissima, ha un discensore ‘a griglia’ tipo Rack, ma soprattutto per la risalita stava usando due maniglie Jumar senza staffa, ancora attaccate sulla corda.
La causa della morte non è certa, alcuni dicono per ipotermia, ma risalire con la forza delle braccia, senza staffa per il piede, in una grotta costituita da lunghe verticali, è sicuramente un errore gravissimo che porta allo sfinimento. Proprio sfinimento sembrerebbe quello di uno che, arrivato finalmente al frazionamento, mette la longe e si lascia andare per riposarsi.
Il corpo dello sconosciuto lo trovano così, senza documenti, indossa una tuta mimetica, riverso su un fianco, con un casco dotato di luce.
Sta li da molto tempo, l’ultima spedizione a quelle profondità risale ad Agosto del 2020.
Sembra impossibile che nessuno ne sappia niente, si fanno delle ipotesi. Come mai nessuno lo abbia cercato, è un mistero.

Mentre le autorità russe e abkaze portano avanti le indagini giudiziarie, analizzando le foto e le informazioni in loro possesso, gli speleologi incominciano a chiedersi cosa fare del cadavere.
Sembra che siano intenzionati a portarlo fuori, perchè la grotta può risentire notevolmente dei veleni rilasciati da un corpo umano in decomposizione, e le spedizioni condotte più in basso
utilizzano anche l’acqua di grotta. Nonostante la profondità abissale e una serie di passaggi stretti che verso -400 si interpongono tra la salma e l’uscita, non viene quasi considerata l’ipotesi di una sepoltura in grotta.
Ma in Russia, e soprattutto nel Caucaso, non esiste un Corpo Nazionale di soccorso Speleologico. Ci sono dei corpi di volontari che all’occorrenza si organizzano per portare a termine i salvataggi.
Il più vicino al gruppo dei moscoviti del Perovo e il più organizzato è quello dell’Unione Volontari Speleologi e Soccorritori russi, capitanati da Vladimir Akimov.
Immediatamente si mettono alla ricerca di un numero adeguato di speleologi in grado di portare a termine il recupero e in un paio di giorni dichiarano di essere al completo. Acquistano delle grandi sacche dotate di robuste maniglie e organizzano una raccolta fondi per finanziare l’operazione.

Intanto, dopo la denuncia della scomparsa, si scopre chi è l’uomo.
L’identificazione è stata resa possibile grazie a “LizaAlert”, un motore di ricerca per le persone scomparse.
E’ un alpinista russo di 37 anni, Sergei Kozeev. La moglie ne aveva denunciato la scomparsa a Novembre 2020, quando non è più tornato da una delle sue frequenti spedizioni in solitaria.

Sergei Kozeev l'alpinista morto a -1100 nella Grotta veryovkina
Sergei Kozeev e l'annuncio della scomparsa

Padre di due figli era residente a Sochi, città della Russia caucasica relativamente vicina all’Abkazia, divenuta famosa per aver ospitato le Olimpiadi Invernali nel 2014.
La moglie esprime la volontà di riportare a casa il defunto, mentre dalle Autoritá Governative arriva il nulla osta per il recupero della salma.

La notizia fa il giro del Mondo e anche dall’Italia arriva la solidarietà degli speleologi: è Sergio Orsini, presidente della Società Speleologica Italiana che dal sito della SSI invita a sottoscrivere la raccolta fondi a favore dei soccorritori e scrive:

“La solidarietà è fraternità e reciproco sostegno; nasce dalla consapevolezza di un’appartenenza comune, dalla condivisione di interessi e fini.
Perciò ho deciso di rivolgere a tutti gli speleologi questo appello, che nasce dalla consapevolezza della disperazione che genera un incidente in grotta, tra gli amici e i parenti di chi ne rimane vittima, colpiti nel loro affetto ma anche, a volte, ed è questo il caso, su come e con che mezzi potranno mai dare una degna sepoltura al proprio caro. Avrete capito che sto parlando dell’alpinista trovato morto a mille metri di profondità nella grotta di Veryovkina in Abkazia. L’Unione Volontari Speleologi e Soccorritori russi ha risposto generosamente alla richiesta della vedova di recuperare il corpo del marito, ma la macchina, già partita con uno slancio di altruismo e generosità, ha bisogno anche di un sostegno economico.
Ad attivare il recupero è stato prontamente lo speleologo russo Vladimir Akimov che ha chiesto una mano, aiutato dal social network russo VKontakte.
Quindi, chiedo anche agli speleologi italiani di collaborare e contribuire alle spese di questo recupero.
Noi siamo fortunati ad avere una copertura assicurativa che ci garantisce una risposta economica e ci mette al riparo da drammatiche emergenze come questa; non tutti sono nelle nostre fortunate condizioni.
Chi volesse partecipare a questa raccolta fondi può inviare un contributo in rubli russi a:
Nome del beneficiario: FEDOROVA GALINA ALEKSANDROVNA
Conto del beneficiario: 40817810038188134736
SWIFT corrispondente: DEUTDEFF
Banca corrispondente: DEUTSCHE BANK AG, Francoforte sul Meno
Beneficiario SWIFT: SABRRUMM
Banca beneficiaria: SBERBANK, MOSCA

Sergio Orsini, Presidente della Società Speleologica Italiana”

Alcuni si chiederanno perchè oltre ai soldi non abbiamo mandato anche i nostri soccorritori che sono molto bravi in queste situazioni, come hanno avuto modo di dimostrare con successo nel 2014 in occasione del recupero dello speleologo tedesco nella Grotta in Baviera Riesending Hole alcuni anni fa.
Il fatto è che il CNSAS, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, è inquadrato nella Protezione Civile italiana.
Un intervento internazionale passa da una richiesta di aiuto proveniente dallo Stato che ha bisogno, attraverso le ambasciate, con il Ministero degli Esteri a gestire la crisi e gli impegni e il Ministrro della Protezione Civile a coordinare le operazioni, ma soprattutto, senza richiesta ufficiale dalla Russia, non si parte.
È poi lo sanno tutti che i russi sono fortissimi.
Sanno cavarsela benissimo da soli, perchè vanno in grotta che sembrano delle belve, e poi fanno campi lunghi, sanno stare giorni e giorni in profondità.
Sicuramente riusciranno nell’operazione… ma non pensavamo che alla fine dovrebbero fatto un intervento sovrumano.

Nel frattempo le indagini svolte dagli speleologi e dalle autorità giudiziarie hanno portato delle novità sulla pazzesca impresa dell’alpinista russo.
Rovistando tra i suoi appunti e nelle foto del suo cellulare, si scopre un piano dettagliato, progettato da circa un anno, su come arrivare in fondo alla grotta più profonda del Mondo, in solitaria, messo a punto dell’alpinista improvvisato speleologo.
Sottostimando le reali difficoltà di una grotta così impegnativa, Sergey intendeva servirsi di provviste, vivande e attrezzature che gli speleologi lasciano a varie profondità nei campi interni.

Rilievo Veryovkina
Gli appunti di Sergey sul rilievo della Veryovkina

E così ha fatto: dalle provviste mangiate e dagli escrementi prodotti, una volta entrato ha utilizzato tre sacchi degli speleologi russi per trasportare la propria attrezzatura e si suppone che abbia trascorso circa una settimana al campo di -600.
Dopodichè ha continuato a scendere, nessuno sa fino a che profondità, ma ad una temperatura di 5 gradi se con l’aumentare dell’acqua di scorrimento sono iniziati i problemi.
La sua attrezzatura, a partire dal vestiario, fino alle due Jumar senza staffa, si sono rivelati totalmente insufficienti e fatali.
Stanco e affaticato, per alleggerirsi aveva abbandonato il suo sacco alla base del pozzo in cui poi è stato ritrovato senza vita.

E’ il 14 agosto, nei giorni precedenti i russi hanno allestito un campo esterno per la logistica.
Entrano con una prima squadra, arrivano a -400, proseguono verso il campo di -600 dove trasportano il necessario per le squadre successive, raggiungono il cadavere, recuperano tutto il recuperabile nelle grandi sacche e iniziano la risalita.

Ecco il bollettino del 14 agosto tradotto da google traslator:
Verevkin.
Le operazioni di soccorso stanno procedendo secondo i programmi. Oggi alle 14 le spoglie sono state imballate e i ragazzi hanno iniziato la salita al Campo di -600.
Per incontrarli, 8 persone hanno iniziato a scendere dal Campo di -1000.
Hanno in programma di portare 15 sacchi al Campo 600 stasera (14 agosto). E nella notte da domenica a lunedì (15-16 agosto), si porterà l’intero carico in superficie.
Puoi espirare un po’. La parte più difficile e imprevedibile dell’operazione è terminata. Successivamente, ci sarà il consueto lavoro di trascinamento e rilascio dei trasporti. Sarà effettuato con estrema cautela, poiché la depressurizzazione può portare a gravi conseguenze non solo per il mezzo di trasporto, ma anche per la grotta.
La pioggia in superficie sembra cessare, ma continua a diluviare nella grotta. Tutti funzionano nelle idre. Speriamo che lunedì il tempo migliori così tanto che l’elicottero del ministero delle Emergenze abkhazo riesca a prelevare la salma.


Lo schema qui riportato illustra le fasi del recupero, ogni squadra di un colore diverso, la sua posizione nella grotta e i giorni trascorsi.
In soli 4 giorni entrano ed escono con la salma e ripuliscono la grotta.
Il 17 consegnano i resti di Sergey alle autorità.

I soccorritori, compresi gli addetti alle comunicazioni e alla logistica, erano 27.
I tecnici veri e propri molti di meno, solo 16 addetti al trasporto, che per 3 giorni hanno fatto viaggiare ininterrottamente la salma da -1100 metri fino all’uscita.

Eccoli, ancora una volta ci facciamo aiutare da google traslator:

Gennady Samokhin (RSS) – gruppo preparazione, confezionamento
Vladimir Akimov (SDS +) – preparazione, gruppo di imballaggio
Yuri Popov (TC Berendei, Tomsk) – gruppo di imballaggio
Philip Cherednichenko (SDS +) – Leadership delle operazioni sul campo
Snetkov Evgenia (RCC) – negoziati con le strutture statali della Repubblica di Armenia, coordinamento generale, preparazione
Alexey Barashkov (SK Perovo, Mosca) – trasporti
Lyudmila Basharina (Perm) – trasporto, documentazione
Anna Barashkova (SK Perovo) – trasporto
Amina Chanysheva (Dzerzhinets, San Pietroburgo) -trasporto
Maxim Makarov (SK Perovo) – trasporto
Egor Chegodaev (SK Belaya Mouse, Mosca) – trasporto
Sergey Tyapko (SK Perovo) -trasporto
Alexey Petrenko (SK Perovo) – trasporto
Ivan Kamenev (SK Perovo) -trasporto
Sergey Panferov (SK Perovo) -trasporto
Sergey Ivanov (SK Perovo) – trasporto
Fat Smyr (Ministero delle Situazioni di Emergenza RA) – Leadership RA, trasporti
Valery Mumjan (Ministero delle situazioni di emergenza di RA) – trasporti
Ruslan Svetlov (SK Karst, Simferopol) -trasporto
Zaven Varvashtyan (Tsandripsh) – trasporto
Galina Fedorova (SK 13mm, Mosca) – supporto di cassa e contabilità in loco
Andrey Churkin (LizaAlert) – consultazioni, identificazione del defunto
Max Kozlov (Krymspas) – consulenze, attrezzatura per DPI speciali
Yuri Fomin (PSO EMERCOM, Sochi) – consultazioni
Nadezhda Kudiyarova – preparazione
Grigory Sanevich (Lanyard) – produzione di borse speciali
Andrey Leonov – consultazioni
Nastya Yanina – consultazioni.

La famiglia del defunto ringrazia di cuore e rivolge un profondo inchino a tutti coloro che hanno partecipato a questa difficile operazione.

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