Dopo il resoconto di Andrea e Luana mi è stato chiesto di raccontare la mia esperienza … ed allora eccomi qua.

Facciamo un po’ il punto di partenza, ovvero quando è nata quest’avventura….l’autunno è stato pazzecco, niente pioggia, temperature asiatiche e poi neve e grande gelo….ed io sentivo parlare solo di grotte e sifoni che si svuotano, venti tremendi , sabbia da scavare….e dentro negli occhi di Andrea vedevo solo il buio del sottosuolo illuminato da una luce, non quella del carburo o dei led ma quello della GIUNZIONE.

Dentro di me una consapevolezza : “Simo se vuoi avere un wend tranquillo bisogna portare a termine la missione”, quindi ho partecipato alla serata dedicata alla Tacchi al GGM, e dopo aver sentito e visto quanto c’era da sentire e vedere è cresciuta dentro di me quella voglia di partecipare a questo immenso spiegamento di truppe votate alla causa (e quando capiteranno più condizioni meteo così straordinariamente favorevoli????)

Sabato 4 febbraio entro in Tacchi come facente parte della squadra di assaltatori di sabbia…arrivati al primo sifone ci togliamo gli imbraghi che tanto non ci serviranno più….le  ultime parole famose….Conan mi guarda e mi chiede se mi va di fargli sicura perché lui vuole fare dei camini, gli rispondo ok pensando che di solito io nei camini ci metto la legna….ed è così, al posto che della motosega mi rimetto l’imbrago destinazione stufetta…ops…camino.

Dietro di noi seguono i rilevatori e gli scavatori.

Conan risale un camino che dire paltoso  è dir poco, tanto che ad ogni martellata alla ricerca di roccia per piantare il fix mi si riempiva la faccia di fango!!!risultato???chiude!!! e per terra c’è tanta plastilina per costruire almeno un ciocco di legno per camino!

Ripartiamo alla volta del Trentinaglia, arrivati alla base però notiamo il materiale di Francesco e Marzia e quindi passiamo oltre, non vogliamo di certo “rubare” il posto

Proseguiamo verso la saletta  che io ho definito “saletta delle concrezioni” non avevo mai visto niente di simile, un vero spettacolo. Conan guarda la risalita e il fondo del soffitto cercando in me una parola di spronamento che però non arriva…non sono esperta, ma quel buchetto mi sembrava proprio un pacco. Quindi…non ci rimane altro che rilevare (ed io che da vera giardiniera ero entrata per scavare, vabbeh…).

Partiamo bindella alla mano e via in ogni buchetto laterale e come volevasi dimostrare ci sono tanti “gabinetti”, come li chiama Conan….alcuni comunque sono interessanti….si sente dell’aria, però al momento non c’è tempo per iniziare a fare contorsioni assurde in meandrini puciaccosi, perché poi chi riusciva ad entrare sono solo io  e penso che essere magri in fondo non è sempre un fattore “comodo”.

Arriviamo dunque allo scavo con un tot di metri di rilievo che si rileveranno poi, insieme a quelli dei rilevatori molto utili per capire che  la giunzione sarà molto più vicina di quanto si sia sempre pensato.

 

Ma torniamo alla giunzione….Andrea mi chiama lunedì pomeriggio sul cell, io penso male, sarà successo qualcosa, non mi telefona mai durante la giornata….. mi dice “ Simo, ho finito di fare il rilievo, e siamo molto più vicini, mancano 15 metri, ti spiace se entriamo in grotta venerdì sera?” la sua voce trasuda di emozione giuntatoria…e quindi acconsento alla cosa.

Poco dopo sento Valeria che invece mi dice che Andrea ha detto a Davide che saremmo entrati giovedì sera…beh, inizio a non capire più nulla.

La sera mi risento con Andrea ed effettivamente mi dice che saremmo entrati giovedì sera, io cerco di farlo “ragionare” sulla fattibilità della cosa e capiamo che forse è meglio entrare venerdì mattina.

Nel frattempo procuro tutto l’occorrente, io la punta più lunga che ho fatto è stata quella della settimana prima allo scavo…..

Mi procuro muta stagna e quant’altro  e giovedì sera Andrea arriva a casa mia, prepariamo i sacchi, agitati come dei caprioli dormiamo veramente da schifo, sarà l’adrenalina che inizia a sfrecciare nelle vene????

Andrea mi dice di aver comprato delle paste liofilizzate, ha scelto anche bene, perché voleva prendere quelle con i gamberetti, poi si è ricordato che a me il pesce non piace…quindi ha preso la carbonara e quella ai funghi….in quel momento però si rende conto di aver fatto una vaccata….a me non piacciono neanche i funghi…..vabbeh, direte che sono schizzinosa, può darsi, ma ognuno ha i suoi gusti ed il suo halzeimer

Pronti via, arriviamo a Suello e 2 friscole di neve fanno andare in paranoia il Giovane Marconi…..ma non era un tipo temerario??? Boh, per fortuna arriviamo a Zelbio senza che altro fiocco tocchi il parabrezza.

Entriamo in Tacchi alle 9.30 accolti da un risucchio ventoso da far paura….è lì che mi vengono in mente le parole di Conan “Se il Tipperary è aperto la grotta urla”…..e lei urlava eccome!!!!

Con i nostri 2 sacchi pesanti a testa arriviamo al camino Trentinaglia, non esitiamo a capire che Simo e Conan sono lì perché sentiamo le animate bestemmie di Conan contro la piastrina che probabilmente non aveva voglia di collaborare alla spedizione.

Li salutiamo e nel frattempo andiamo a rivedere i soliti ramettini gabinettosi….non capisco come mai ogni volta che sono con Andrea  e Conan la mia tuta si smerda così tanto.

Ritorniamo dal nostro giretto al camino dove Simo e Conan stanno per scendere, purtroppo Simo deve andare al lavoro e quindi ci deve lasciare, la cosa mi dispiace un sacco!!!!

Conan l’accompagna per un tratto verso l’uscita poi ritorna e assicurato da Andrea riprende la risalita al Tentinaglia, passa il tempo ed alle 17.30 circa Andrea mi comunica che Conan è fuori, penso evvai….tra poco salgo anch’io, insomma stare lì fermi non è poi così “afoso”.

Andrea risale disarmando e mi dice di aspettare a salire perché dovevano sistemare gli armi….passano le ore, chiedo lumi, mi dice che Conan sta riposando (penso giustamente, visto che è in grotta da più di un giorno)…. Dopo un po’ richiedo notizie, dentro i miei stivali si sta svolgendo un’accesissima partita di hockey fra la squadra locale dei Trentinaglini contro gli ospiti Simopiedini….ovviamente inutile dire che stanno vincendo i primi.  Andrea mi dice che non sa…. E mi chiede se ho freddo…come al solito penso “ma che razza di domande fa?????” , molto incazzata gli rispondo che sono  4 ore e mezza che sto lì sotto ad aspettare….e che quindi sarei andata nel mio sacco a pelo, cosa che ho fatto e molto apprezzato J

Dopo  un paio d’ore sono di ritorno….e grazie alla presenza di Conan la mia incazzatura si placa…quindi prepariamo un piatto di pasta ai funghi che essendo molto calda è anche molto piacevole .

Dopo un paio di ore arriva chiassosamente la squadra 2….. Davide, Valerinik, Luca il campanaro, Luca Ferrero e  Fosco. Davide ci comunica di aver portato con se la tenda….tutti lo guardiamo un po’ allibiti ma lui sfodera la sua bertoni o come diavolo si chiama a 5 posti…incredibile…. Fosco tira fuori il “materassino”, che altro non è un foglio di materiale alto 1mm  delle dimensioni di una salvietta, inutile dire lo sconquasso di risate, in compenso il sacco a pelo quotato come temperatura extreme +11 è invece il pezzo forte dell’operazione riposo.

Si allestisce così un super campo base, e tra una chiacchiera e l’altra scopriamo che Fosco ha avvisato casa che sarebbe uscito l’indomani e che se non fosse rientrato di allertare i soccorsi…. sui nostri volti è comparso un alone di stupore, anche perché l’appuntamento con la squadra fornitori era per l’appunto per il giorno dopo alle ore 17.00. Andiamo così ognuno nel proprio sacco a pelo con la giusta carica per affrontare l’appuntamento con la storia.

La mattina Davide scheggia fuori dalla tenda creando il disappunto di Conan che si chiede “ma dove cavolo vogliono andare a quest’ora??” …peccato che la macchina si è già messa in moto e quindi colazione, preparazione sacchi e via verso le terme al Tipperary.

Arrivati al bivio del ramo attivo constatiamo con nostra grande felicità che l’acqua è decisamente scesa rispetto la scorsa settimana, quindi partiamo tutti euforici verso la grande nuotata gridando “GIUNZIONE, GIUNZIONE, GIUNZIONE”.

Arrivati alla sala dello scavo ci mettiamo le mute, non tutti ne hanno una, quindi Davide farà avanti indietro per portare le mute da una sponda all’altra del Tipperary.

Metto la mia muta nuova di pacca ed Andrea mi dice che il collo è troppo largo, d’altronde comprare una muta su misura in un giorno non è cosa semplice!!!!quindi facciamo inversione di muta, io userò la sua e lui la mia. Andrea e Conan decidono di rilevare il Tipperary, io mi porto sulla spiaggietta dove sono già pronti alla partenza Davide, Valerinik e Luca Campanaro, giunta sulla spiaggia vengo quasi risucchiata dalla terribile corrente d’aria, è identica a quella dell’ingresso. Metto i miei stivali in un sacco nero che poi dovrà contenere anche quelli di Andrea, non faccio in tempo a girarmi e vedo che la squadra è già in acqua, non c’è tempo da perdere….via via , non posso restare indietro, quindi mi immergo in acqua, e scopro che non è calda come quella di Bormio.

Raggiungo gli altri che hanno sistemato parte dei sacchi sul materassino di Conan, perché lui sì che è un esploratore serio, l’unica cosa che si è dimenticato è che per questa operazione il materassino più adatto è quello a coccodrillo;J

Un tuffo dove l’acqua è più blu….. beh, insomma non proprio così…. Davide si porta avanti, io che ho già i piedi a mò di sogliola da congelatore faccio bip bip e chiedendo scusa a Valerinik metto la freccia e sorpasso a sinistra, lei stessa mi segue tallonandomi i piedi sogliolati, Luca campanaro non sembra aver problemi ad oltrepassare il sifone…..

Arrivati in prossimità del fondo  io e Valerinik ci lasciamo andare da canti entusiasti. Davide scarica il materiale e torna indietro a recuperare il resto della . Dopo poco arriva senza il sacco dei miei stivali (mi sembra di essere nella fiaba del gatto con gli stivali), e ci dice che Conan sta tornando indietro….Valerinik chiede se ha paura, scopriamo invece che un gambale della sua muta si è rotta e che ha imbarcato acqua.

Sempre in attesa degli stivali vediamo sopraggiungere un nuotatore a farfalla, non ho dubbi…è quel picio di Andrea che fa il “farfallone”, lo aveva già fatto alla mia prima uscita in Tacchi quando il primo sifone era ricolmo d’acqua. Davide ci informa che il nuotatore ha bevuto acqua durante la traversata…la giustificazione data è che bisogna togliere il casco, così c’è più spazio per respirare!!!!

Chiedo lumi sui miei stivali ma nessuno sa darmi notizie, è così che penso che scriverò a chi l’ha visto per chiedere se hanno avvistato un gatto che alzato i Tacchi fosse scappato con i miei stivali. Nel frattempo sto seduta su di un pezzo di pluriball insieme a Luca che invece ha imbarcato acqua da una manica e quindi si è slozzato un braccio del sottotuta.

Alla buonora arrivano anche Fosco e Luca Ferrero, il trasporto materiali ed il cambio muta purtroppo richiedono il loro tempo.

Il passaggio dopo il tipperary ci mostra una grotta fantastica, l’erosione dell’acqua ha creato delle solcature che mi hanno detto chiamasi schellogs, affilatissimi pezzi di roccia scura a forma di scodella….veramente spettacolosi.

Facciamo una breve pausa cibo e ripartiamo euforici per aver oltrepassato quella che è la più ostica parte del nostro viaggio.

Fortunatamente la memoria di Conan non è come quella che Andrea ha dei miei gusti culinari, quindi dopo un’infinità di bivi incontrati ci troviamo sulla strada giusta, approfittando di un attimo di relax di Conan che giustamente dopo 15 anni può avere dei dubbi, Andrea si infila in uno dei suoi posti preferiti, stretti e da contorsionista…..scopriamo così che quella è la strada giusta. Andrea e Davide proseguono a ritmo serrato, arriviamo prima nella sala dell’imbuto, poi in quella del Giacobbe e poi in quella della trincea. Io Valerinik e Conan seguiamo i 2 fuggitivi, e da buone donne  intoniamo canti in onore di Giorgio Pannuzzo e delle sue qualità sonore!!!!

Quando arriviamo alla sala della Trincea Andrea e Davide sono già in estasi, hanno riconosciuto il posto che è identico a quello che c’è in stoppani. I due sono sulla bocca della frana dove la corrente d’’aria si fa sentire….. prendiamo l’arva, lo accendiamo, ma per ora nessun segnale, cominciamo così a osservare la frana e proviamo ad eliminare qualcosina, nel frattempo la squadra continua a picchiare la mazzetta e a chiamare la squadra Stoppani.

Come per incanto ad un tratto l’arva emette un timido bip…..esaltazione allo stato puro, seguono momenti di delirio collettivo, urliamo a squarciagola verso  quel buco franoso. Dopo breve sentiamo che sotto di noi la squadra Stoppani ci ha sentito……allora altro delirio…..inizia così un frenetico e disorganizzato spostamento di sassi mai vista un’irruenza simile, neanche i migliori minatori aveva mai tolto così tanto materiali in così breve tempo.

E’ stato richiesto l’intervento del trapano e dei fix per spostare dei grossi massi, Andrea ha predisposto un armo sulla parete e poi con la corda abbiamo spostato non con poca fatica questo bel boccione.

Cercavamo di capire in che direzione andare, Conan si infila nella frana per cercare di avere indicazioni  più veritiere. Davide intuisce che arrivino dalla nostra sinistra, ed allora col inizia una forsennata fase di scavo, il passamano era frenetico, l’accumulo del materiale alle nostre spalle è sempre in aumento. Poi Conan frena lo scavo sul lato sinistro, è in contatto vocale con Mauri dalla parte opposta. La scena ci riempie di gioia mancavano pochissimi metri all’obiettivo ….. e noi eravamo lì, puntuali come degli orologi svizzeri presenti per assistere e far parte di questo  pezzetto di storia.

Nel frattempo accadono alcune stranezze, Luca il Campanaro è affianco a me, Davide e Valerinik, la fiamma del suo carburo sembra la miccia di un petardo, lo guardo e gli chiedo spiegazioni, lui risponde che “era ora, è tutto il giorno che non va”….. pochissimi istanti dopo notiamo però che la fiamma non è più una fiammetta ma che il suo casco sta “prendendo fuoco”, cerco di soffiare sulla fiamma ma nulla, chiedo a Davide una mano, o meglio un soffio di aiuto, ma neanche in due riusciamo ad arginare la fiamma, Davide dice a Luca di togliere il casco, quindi cerca di strapparglielo dalla testa…. alla fine Luca avrà la sua testa ancora attaccata al collo. Nel frattempo sotto sentono la puzza di brucio strinato e chiedono spiegazioni…..tutto risolto spieghiamo.

Luca ritorna alla sala della trincea per risolvere il problema luce prima del rientro.

Abbiamo una sola certezza, meglio che sia la squadra Stoppani a risalire perché è sulle loro teste potrebbe cadere il materiale su cui poggiano i nostri piedi quindi tutti immobili come delle lucertole al sole abbiamo seguito concitate le fasi successive fino all’avvistamento delle luci…non ci si poteva credere, era quasi fatta!!!!!!

Nel frattempo Fosco chiede se mai nessuno fosse già passato di lì….un Davide visibilmente alterato risponde abbastanza garbatamente….. che dire???? Meglio nulla!!!!

Ma torniamo a noi…il primo contatto è stato quello della mano di Mauri col piede di Conan, successivamente la mano di Luana con la mano di Conan, o almeno così ci riferiscono, conosciamo tutti molto bene le qualità di Conan e poi in quel momento Antonio non è presente…..però….non si può ancora parlare di giunzione, da come ho capito la norma vuole che giunzione sia quando la persona passa fisicamente da una grotta all’altra.

….Attimo di pazienza….le migliori menti della squadra Stoppani  e della squadra Tacchi si alleano per la disostruzione del Sasso Bernardo, chiamato così da me perché impedisce il coronamento di questo sogno…..

Davide a questo punto si trasforma in DAVIDMINER  e come per magia il materiale in eccesso non esiste più, finalmente la VIA E’ APERTA……GIUNZIONE RAGAZZI….

Che emozione vedere il sorriso di Antonio sbucato fuori dalla frana, con la tuta che la diceva lunga della loro spedizione, era infangato da far paura, eppure l’abbiamo abbracciato come si abbraccia una persona cara che non si vede da tanto tempo!!!

Escono poi in successione ed accolti da grida di gioia incontrollate Devis, Luana (prima donna a passare nella giunzione), Mauri, Giorgio e Franco.

Li abbiamo abbracciati tutti, abbiamo accolto il loro fango sulle nostre tute come se fosse parte del nostro sudore. Che gioia vedere quelle facce contente e stravolte…..avevamo appena realizzato un sogno, non solo nostro ma di una moltitudine di speleo che ci hanno creduto sempre.

Un pensiero va a Simona che insieme a Conan ha perseguito questo sogno per lunghe punte infrasettimanali ma non ha potuto essere lì per goderselo.

Poi è arrivato il momento del saluto, ma appuntamento al Ministro la mattina seguente.

Ripartiamo così alla volta del capo base, stanchezza tanta, ma l’adrenalina c’è ed è da far paura.

Andrea vuole fare battute di rilievo, ma come si può….il tempo è scarso e l’appuntamento col tipperary non perdona….

Affrontiamo la nuotata a gruppo compatto, avendo 5 mute Davide farà un solo viaggio di ritorno portando le altre 3 ai restanti naufraghi.

Sulla via, là dove l’acqua è più blu… trovo Davide alla mia destra, il materassino si intromette fra noi, secondo me spinto da Valerinik che gelosa non vuole che io nuoti affianco a DAVIDFISH…. con mezza testa sott’acqua e il materassino che fa da barriera chiedo a Davide di indicarmi la via….Andrea in lontananza mi chiede allarmato se tutto va bene, rispondo di si, capisco però che ho la muta piena d’aria, quindi torno indietro un pezzetto, Andrea è in ansia, mi fa appollaiare su un sasso in corrispondenza del quale sul soffitto c’è una rientranza che mi permette di respirare meglio. Valerinik vedendo Andrea agitato gli fa bip bip e  lo sorpassa velocemente.

Chiedo ad Andrea di aprirmi il collo per svuotare un po’ di aria, quindi riprendiamo la via verso la spiaggia, risaliamo con i sacchi alla mano la terribile risalita di sabbia spingendoci contro quel rigolo d’aria che ci asciuga, o meglio ci prosciuga, quando giungiamo in sala capiamo che CE L’ABBIAMO FATTA RAGAZZI!!!!

Più tardi arriveranno gli altri, noi nel frattempo sistemiamo le nostre sacche e prepariamo un the caldo, offerto dalla ditta Maconi… che  a dire il vero fa proprio schifo!!!!

Torniamo al campo base, prepariamo delle prelibatezze ed alle 4.30 ci tuffiamo nei sacchi a pelo, la sveglia è vicina….

Alle 7.00 ci alziamo convinti di aver fatto un sogno….. per fortuna invece è tutto vero!!!!

Riportiamo i nostri pesanti sacchi verso l’uscita, gli ultimi metri strisciati verso l’uscita ci fanno capire che la grotta sta ancora urlando….. ma per una volta noi avevamo urlato più forte!!!

Andiamo al Ministro strombazzando, gli altri speleo capiscono subito cosa gli stiamo dicendo… è una vittoria di tutto il gruppo… che dire? Più  INGRIGNA  per tutti no??

Non avevo mai fatto 48 ore in grotta, non avevo mai nuotato in un sifone, non avevo mai nuotato con solo 20 cm di aria sopra la testa, non avevo mai provato l’emozione di una giunzione….tutto questo è accaduto in soli due giorni.

Beh che dire se non grazie a tutti.

Grazie ad Andrea che ha avuto il coraggio di portarmi a fare una cosa simile pur sapendo che non sono una speleo (p.s. adesso però un wend di relax senza sentir parlare di grotta per favore).

 Simona Manzini

INGRIGNA!

Superamento del Tipperary: http://www.youtube.com/watch?v=qDm85Ldf–A&feature=share

Superamento del Tipperary: http://www.youtube.com/watch?v=-mnJO6NZhpg&feature=share

Il gelido vento all’ingresso della Tacchi: http://www.youtube.com/watch?v=nW1Ei4fhB_w&feature=share

 La giunzione: http://www.youtube.com/watch?v=2oYS_kbCvxA&feature=share

e molti altri video sulla stessa pagina di youtube!!

 

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