Si è concluso con successo il 1° Stage di Avvicinamento alla Speleologia svolto a Marostica (VI) dal 7 al 17 marzo 2013

Si è concluso domenica 17 marzo “le grotte di Marostica si rivelano”, 1° Stage di Avvicinamento alla Speleologia organizzato dalla sezione CAI Marostica (VI) sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI e la direzione dell’Istruttore di Speleologia Valentina Tiberi. Ventitre gli allievi iscritti, ragazzi e ragazze, uomini e donne di età compresa tra i 69 e i 22 anni ai quali va il merito di essersi voluti mettere alla prova per conoscere e toccare con mano il mondo intrigante quanto faticoso delle grotte. Sono state infatti emozioni conquistate passo dopo passo, cercando di superare ciascuno i propri limiti e paure, quelle vissute dagli allievi di questo primo stage di speleologia a Marostica, organizzato per far conoscere un inaspettato patrimonio sotterraneo a due passi da casa. Per il territorio comunale marosticense sono infatti censite oltre 20 grotte naturali che l’acqua ha formato nel recente passato geologico creando scenari ricchi di fascino. Lo stage si è articolato in due serate di lezioni teoriche ed un’uscita pratica alle più importanti grotte della zona durante le quali sono stati presi in considerazione aspetti quali la speleogenesi, la biospeleologia, il meteo ipogeo e l’interazione uomo-ambiente sotterraneo. Questo evento didattico, primo del suo genere organizzato a Marostica, è nato dietro interessamento degli istruttori Valentina Tiberi (Istruttore di Speleologia SNS-CAI) e Maurizio Mottin (Istruttore Nazionale di Speleologia SNS-CAI), soci della sezione CAI di Marostica, che da anni si occupano dello studio, esplorazione e valorizzazione del sistema carsico marosticense. Speriamo che in futuro si riesca ad organizzare altri eventi del genere mirati prima di tutto a sviluppare una conoscenza più consapevole di un territorio dove purtroppo l’interazione grotte-dinamica umana ha prodotto diversi casi di inquinamento, con alterazione o distruzione di ecosistemi sotterranei che proprio per la loro grande specializzazione risultano anche particolarmente vulnerabili.

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