speleo feed rss

Google Speleologia

GoogleSpeleo





Scintilena su Facebook



Ultraspeleo Italia

http://www.speleologiaas.it
E’ del Centro Speleologico dell’Alto Salento (C.S.A.S.) che viene di fatto a “sovrapporsi” al Centro di Documentazione Grotte Martina, che vide la sua costituzione nel lontano 1997. Stessa sede, stesso materiale speleologico, stessi Soci. Cambiamo il nome ma non lo spirito del Gruppo.

Lo scopo è quello di proseguire l’attività di esplorazione e documentazione delle cavità carsiche e degli ipogei artificiali d’interesse storico, culturale, sociale e antropologico; gli obiettivi rimangono quelli di contribuire, con le ricerche speleologiche, al progresso degli studi geografici, scientifici e storici della Puglia sotterranea.

Il C.S.A.S. è oggi un’Associazione che si basa sull’aggregazione di appassionati speleologi provenienti o fuoriusciti da altri gruppi. Si tratta di Soci che hanno dato molto alla speleologia pugliese. La figura più importante è sicuramente quella di Pino Palmisano primo Presidente della Federazione Speleologica Pugliese ed ex Consigliere SSI; Silvio Laddomada fondatore e Presidente per un decennio del Gruppo Speleologico Martinese; Nicola Marinosci fondatore e Presidente del Gruppo Speleologico Francavillese; il geologo Eugenio Casavola allievo del Prof. Anelli già Presidente del Gruppo Speleo-Archeologico di Taranto a Lui intitolato; il Dott. Vito Fumarola allievo del Prof. Pietro Parenzan, già capogruppo del Centro Speleologico Meridionale; Arcangelo Leporale il decano del Gruppo, già collaboratore di Mario Giliberto nel Gruppo Grotte Grottaglie.

Pur essendo ora il Centro Speleologico dell’Alto Salento un gruppo giovane agli atti statutari, parlando dei Soci, della loro storia e tradizione speleologica, non siamo certo fra gli ultimi arrivati.
Insieme alle “nuove leve”, abbiamo esteso l’attività di ricerca su tutto il territorio dell’Alto Salento: dalla Murgia sud-orientale a quella jonica-brindisina, compresa l’area del Parco delle Gravine dove è stato avviato il catastamento delle cavità artificiali adibite a luoghi di culto rupestre ed il progetto “Le Grotte di Dio”.
L’Associazione ha la sede a Martina Franca, in via Pietro Gaona n. 62 ed è affiliata alla Società Speleologica Italiana.

Il Presidente del Centro Speleologico dell’Alto Salento Silvio Laddomada

2 Commenti a “UN NUOVO SITO SPELEO IN PUGLIA: Speleologiaas.it”

  • Rocco Leone:

    Buongiorno, dopo un vostro sopraluogo avvenuto lo scorso anno in agosto tra i partecipanti anche il sig.Antonio Pinto a Fedele Grande (Ceglie Messapica) presso la Grotta del Cavaddone , mi era stato promesso l’invio via Email di documentazione/informazioni storiche sulla suddetta grotta “Cavaddone” a titolo puramente conoscitivo , a tuttora non mi è pervenuto nulla . Se c’è la possibilita di avere qualche informazione sul passato della grotta bene altrimenti ci salutiamo cosi’ grazie !!

  • Gent. dott. Rocco Leone,
    le informazioni sulla Grotta Fedele Grande (Pu 1128) sinonimo Grotta del Cavaddone che si apre nella sua proprietà in agro di Ceglie Messapica (Br) furono inviate, il 1 settembre 2011, all’attenzione del Presidente della Federazione Speleologica Pugliese, Vincenzo Martimucci il quale mi comunicò di averla subito informata e che poteva riceverle contattanto il C.S.S.A. Evidentemente ci deve essere stato un disguido. Nella mail del gruppo: culturaipoge@libero.it non ho avuto finora alcuna richiesta. Mi è stato riferito, invece, dal socio Antonio Pinto, di un suo sollecito telefonico.
    La relazione inviata a suo tempo contiene i dati catastali, una descrizione della cavità, la bibliografia aggiornata, delle brevi considerazione. Inoltre è allegata la planimetria con sezione e una foto.

    Le mando il testo della relazione:

    Grotta Fedele Grande (Pu 1128)
    Sinonimo: Grotta del Cavaddone
    Comune di Ceglie Messapica (Br)
    Carta I.G.M. 1:25.000 – Foglio 203 IV NO – Ceglie Messapico
    Catastata nel 1980 dal Gruppo Speleologico Martinese
    Rilevata da P. Calella e S. Laddomada il 26 giugno 1980
    Quota s.l.m. 332
    Coordinate: N 40° 37. 743’ – EO 17° 27.403’
    Sviluppo totale: 52 m
    Dislivello: – 15 m

    Descrizione

    La grotta si apriva 550 metri a E dell’omonima masseria, pochi metri sulla destra della strada che dalla contrada Specchia Tarantina conduce a Ceglie Messapica.
    Alla cavità si accedeva un tempo attraverso tre aperture molto basse che si aprivano a pochi metri l’una dall’altra e conducevano in un vasto ambiente di forma semicircolare misurante metri 12 per 17.
    La parte occidentale della sala è molto bassa e completamente invasa da pietrame di apporto esterno mentre quella orientale, percorribile più agevolmente, permette di accedere in una seconda sala avente l’asse maggiore lungo 10 m e larga in media 4. Entrambi gli ambienti sono interessati da piccole formazioni stalatto-stalagmitiche.
    Il fondo della sala principale è coperto da uno spesso deposito di terra rossa dove venne raccolto uno strumento litico (raschiatoio musteriano) di pregevole fattura.
    La cavità continua con un pozzetto che consente l’accesso ad una sala di metri 5×4 e, successivamente, superato un cunicolo molto inclinato ad un ambiente di metri 4×2. Alla sinistra di quest’ultima c’è un cunicolo non ancora esplorato e a destra una stanza in frana. Attraverso una strettoia si accede all’ultima sala lunga 9 metri e larga in media 3 riccamente concrezionata. Nella parte occidentale, attraverso una stretta fessura, ancora non superabile, s’intravede un altro ambiente.

    Bibliografia

    Laddomada S. (1980) – L’attività del G.S.M. nella Murgia di Ostuni, Fasano, Francavilla Fontana, Cisternino e Ceglie Messapico. Murgia Sotterranea. Bollettino del Gruppo Speleologico Martinese, anno II n. 2, pag. 72.

    Laddomada S. – Sannicola G. (1987) – Le Grotte naturali: il ricco fenomeno carsico utilizzato dall’uomo. In “Ceglie Messapico, arte, ambiente, monumenti”. Nuova Editrice Apulia, pagg. 74-87, Martina Franca.

    Laddomada S. – Leporale A. (2006) – Problemi e prospettive del patrimonio speleologico nelle aree carsiche dell’Alto Salento: l’esempio di Ceglie Messapica (Br). In 3° Incontro di Studi su: Il Carsismo nell’area Mediterranea “Thalassia Salentina” n. 29 – Castro Marina, 16-18 Settembre 2005.

    Laddomada S. – Leporale A. – Sarcinella O. (2006) – Messapica Ceglie il patrimonio speleologico (con allegata carta speleo-carsica del territorio). In “Monografie del Centro Documentazione Grotte – Ricerche Speleologiche”, Martina Franca, pagg. 1-32.

    Leporale A. (1999) – Scomparsa la Grotta di Fedele Grande (pu 1128) a Ceglie Messapica. “Annuario” del Centro di Documentazione Grotte – Ricerche Speleologiche, Mottola, pag. 10.

    Brevi considerazioni

    L’ingresso della cavità è stato obliterato da circa una ventina d’anni a seguito di alcuni lavori di sistemazione agraria del fondo effettuati dal proprietario. Pur di fronte alla distruzione completa degli accessi, ritengo che gli ambienti della grotta siano rimasti ancora integri. Il sito non dista molto in linea d’aria dalla Grotta di Nove Casedde e del Cuoco, dalla Grotta preistorica di Monte Fellone e dal più grande atelier paleolitico all’aperto del Salento di “Donna Lucrezia”.
    Non poter più accedere alla cavità impedisce di continuare l’esplorazione di alcuni cunicoli e di indagare sull’eventuale presenza di un orizzonte o paleosuolo preistorico.
    La grotta, inserita nell’elenco del “Progetto Catasto delle Grotte e delle Cavità Artificiali pugliesi”, in corso di attuazione dalla Federazione Speleologica Pugliese, è stata assegnata, per il rilevamento sul campo, al Centro Speleologico dell’Alto Salento che ha effettuato il sopralluogo in data 14 agosto 2011 e, preso atto della situazione, non ha potuto procedere al posizionamento del chiodo topografico e della targhetta numerata che verrà riconsegnata al termine del progetto. Abbiamo ritenuto opportuno, in base ai dati storici in nostro possesso, di procedere all’acquisizione delle coordinate GPS e della quota sopra l’attuale area dove un tempo si apriva l’ingresso principale.

    La restante documentazione (rilievo e foto) provvedo a inviarli alla sua mail.

    Spero di aver esaudito la sua richiesta. Contiamo comunque sulla sua disponibilità a riaprire almeno uno dei tre antichi ingressi per accedere nuovamente alla cavità e continuare nell’esplorazione di alcuni rami inferiori e verificare l’eventuale presenza archeologica.
    La saluto cordialmente
    Silvio Laddomada
    (Presidente del Centro Speleologico dell’Alto Salento)

Lascia un Commento

SCINTI TOOLBAR!
Installa la Scinti Toolbar!!
Sponsor
Calendario eventi
Argomenti