Relazione dettagliata sulle attività della Commissione Ambiente della Federazione Speleologica Toscana nel 2024
La Relazione Commissione Ambiente 2024 della Federazione Speleologica Toscana mette in luce l’intenso lavoro svolto dai volontari e dai tecnici coinvolti nella salvaguardia e nello studio delle cavità carsiche delle Alpi Apuane e della Toscana. Le azioni della Commissione si sono sviluppate in stretta collaborazione con il Parco delle Alpi Apuane e hanno interessato numerose località chiave per la speleologia e l’ambiente regionale.
Sopralluoghi ambientali nelle cave: Cava Piastramarina e Cava Bassa Carcaraia come aree strategiche
Durante il 2024 sono stati effettuati diversi sopralluoghi in Cava Piastramarina e Cava Bassa Carcaraia, nel territorio di Minucciano (LU) e Massa (MS). Gli interventi hanno coinvolto la verifica della situazione delle principali cavità carsiche nei pressi delle aree di escavazione, con particolare attenzione alla Buca del Lavello, alla Buca Seconda della Cava della Focolaccia, alla Buca Non Solo Nero e alla Buca C17 di Carcaraia.
Nella Cava Piastramarina, la Commissione Ambiente ha rilevato criticità nello stato delle cavità, tra cui ingressi cementati e danni derivati dall’attività estrattiva, chiedendo con forza la rimozione delle coperture per poter procedere a ulteriori verifiche. La Buca Non Solo Nero ha richiamato l’attenzione a causa della presenza di accumuli di marmettola. Anche la Cava Bassa Carcaraia è stata oggetto di accessi, verifiche e richieste di messa in sicurezza dei percorsi di avvicinamento alle grotte, con la richiesta di tutela dell’Abisso Cann’Abiss e una maggiore regimazione delle acque.
Analisi e monitoraggio delle sorgenti carsiche: Sorgente Pollaccia e Sorgente Muglione tra ricerca scientifica e prevenzione ambientale
La Federazione Speleologica Toscana ha eseguito indagini puntuali nella Sorgente Pollaccia, in località Stazzema (LU). L’obiettivo era accertare la presenza di marmettola, sospettata causa dell’intorbidamento delle acque del Lago di Isola Santa durante le precipitazioni. Le immersioni speleosubacquee e i rilievi hanno escluso una responsabilità diretta della sorgente nel fenomeno, indirizzando l’attenzione verso altre cause.
Nell’ambito del monitoraggio della Sorgente Muglione (Cava Borra Larga), la Federazione, su richiesta di ARPAT, ha installato e gestito strumentazioni di campionamento e monitoraggio dei parametri di torbidità, con un’attenzione particolare alle variazioni dovute alla siccità prolungata e alla manutenzione delle sonde. I risultati hanno indicato valori di torbidità molto bassi nelle acque della sorgente, contribuendo a chiarire le dinamiche ambientali dell’area.
Interventi nelle altre cave apuane: Borra Larga, Campo dell’Indo e Cervaiole sotto osservazione
Le cave Borra Larga, Campo dell’Indo e Cervaiole sono state oggetto di sopralluoghi approfonditi. A Borra Larga sono state analizzate le fratture carsiche, escludendo la possibilità di prove di tracciamento idrogeologico. Nel sito di Campo dell’Indo, un’ispezione con endoscopio ha permesso di stabilire la presenza di un vuoto carsico di interesse speleologico, chiedendo l’accesso per ulteriori esplorazioni. A Cervaiole, si è accertata la presenza di una cavità carsica attiva, con implicazioni sulla gestione delle acque piovane e sull’esigenza di tutelare l’area dalle attività estrattive.
Segnalazioni, osservazioni e progetti di tutela: attenzione costante su Abisso Tripitaka, Cava Rigo e Grotta Punta degli Stretti
Nel corso del 2024, la Federazione ha inoltrato una segnalazione riguardante lo stato di conservazione dell’Abisso Tripitaka presso Cava Rigo, in seguito al mancato rispetto di prescrizioni ambientali da parte della ditta concessionaria. Sono state richieste sia l’attivazione di procedure sanzionatorie, sia la predisposizione di cartellonistica illustrativa ai sensi del Protocollo d’Intesa siglato con il Parco delle Alpi Apuane.
Inoltre, la Federazione ha presentato osservazioni riguardanti il PABE del Canale delle Gobbie e il Piano di coltivazione di Cava Rocchetta, oltre a proporre contributi al Piano di Tutela delle Acque della Regione Toscana e a presentare al Comune di Monte Argentario un progetto per la tutela e valorizzazione della Grotta Punta degli Stretti.
Conclusioni: priorità della tutela delle cavità carsiche e collaborazioni istituzionali
La Relazione 2024 della Commissione Ambiente della Federazione Speleologica Toscana evidenzia la centralità della tutela delle cavità carsiche nelle attività di speleologia in Toscana. La presenza della marmettola, la gestione delle acque e la messa in sicurezza dei percorsi rappresentano fattori chiave sui quali si concentrano le azioni della Commissione, in collaborazione costante con enti pubblici e ambientali. Il tema “Federazione Speleologica Toscana Relazione Commissione Ambiente” si conferma strategico per la salvaguardia del patrimonio naturale e carsico delle Alpi Apuane e della Toscana, come dimostrato dai numerosi sopralluoghi, monitoraggi e progetti di tutela citati nell’articolo.
Fonte:
https://www.speleotoscana.it/2025/04/30/relazione-commissione-ambiente-anno-2024/