Prosegue la ricerca paleontologica nelle Phosphatières del Quercy per comprendere l’evoluzione delle specie preistoriche

Ripresa delle attività di scavo nelle Phosphatières del Quercy per analizzare i depositi fossili e i concrezionamenti chimici

Dopo la pausa estiva, è iniziata la 60ª campagna di scavi paleontologici nelle phosphatières del Quercy, un sito di grande importanza scientifica situato nel dipartimento del Lot, all’interno della Riserva Naturale Nazionale di interesse geologico.

La campagna è organizzata in collaborazione con l’Associazione delle Phosphatières del Quercy e si inserisce nel più ampio progetto di ricerca ENLIVEN, coordinato dall’Agenzia Nazionale della Ricerca, che mira a comprendere come i cambiamenti climatici del passato abbiano influenzato l’evoluzione delle specie preistoriche della regione[1][5].

Scavi e raccolta di fossili nei depositi argillosi delle Phosphatières del Quercy

Le attività di scavo, che dureranno circa tre settimane fino al 26 luglio, vedono impegnate squadre di paleontologi e studenti provenienti da istituti di ricerca come l’ISEM di Montpellier e il CR2P di Parigi.

Gli studiosi si concentrano sull’estrazione delle cosiddette “poche argillose”, depositi sedimentari ricchi di concrezioni fosfatate, residui lasciati dai vecchi minatori del XIX secolo che avevano scavato queste miniere di fosfati[2][3].

Questi depositi chimici di grotta, noti come speleotemi e concrezioni, rappresentano trappole naturali di accumulo di fossili e materiali organici, conservati grazie alla presenza di fosfati che ne hanno favorito la preservazione per oltre 30 milioni di anni[2][6].

I primi reperti già rinvenuti comprendono resti di grandi carnivori, ruminanti e piccoli mammiferi, offrendo un’importante finestra sull’ecosistema dell’Eocene e dell’Oligocene[5].

Importanza scientifica e conservazione dei depositi fossili e concrezionati

Le phosphatières del Quercy sono considerate tra i siti paleontologici più ricchi al mondo, con oltre 700 specie identificate e migliaia di fossili studiati in più di cinquant’anni di ricerche.

La Riserva Naturale Nazionale tutela questi siti, che sono anche riconosciuti come Geoparco UNESCO, garantendo così la conservazione dei depositi chimici e dei concrezionamenti che rappresentano un patrimonio geologico e paleontologico di rilievo internazionale[2][4].

Eventi divulgativi e coinvolgimento del pubblico nella scoperta dei depositi paleontologici

In parallelo agli scavi, l’Associazione delle Phosphatières del Quercy e la Riserva Naturale organizzano iniziative di divulgazione, come il Safari Paleontologico previsto per il 19 luglio a Bach.

Questa attività offre al pubblico l’opportunità di conoscere direttamente le tecniche di scavo e studio dei depositi fossili, favorendo la sensibilizzazione verso il patrimonio geologico e i concrezionamenti chimici delle grotte[1].

La campagna di quest’anno conferma l’importanza delle phosphatières del Quercy come laboratorio naturale per lo studio dei depositi chimici e concrezionati di grotta, fondamentali per ricostruire la storia climatica e biologica del nostro pianeta.

Le ricerche in corso contribuiscono ad approfondire la conoscenza dei processi di formazione e conservazione dei fossili in ambienti carsici, evidenziando il ruolo cruciale dei concrezionamenti fosfatati nella preservazione del patrimonio paleontologico.

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