La grotta era piena di pipistrelli – la speleologia ligure si racconta al CAI Ligure-Genova – serata del GS Martel e del CAI Sottosezione di Cornigliano

Giovedì 12 febbraio 2026, nella cornice della Galleria Mazzini, presso la sede del CAI Ligure-Genova, andrà in scena la prima edizione di “A Barma a l’ea pina de rattipennughi”, una serata dedicata alla speleologia ligure (ma non solo) e alle sue molteplici sfaccettature: racconto, ricerca, esplorazione, memoria, linguaggio.
Per inciso, barma indica la grotta o il riparo sotto roccia.
Rattopenugo (o rattopennûgo) è il pipistrello: il termine deriva letteralmente da “ratto pennuto” o “topo con le ali”, composto da ratto (topo) e pennugo / pennûgo (ala, piuma).
Pina, in questo contesto, non ha ovviamente nulla a che fare con la moglie di Fantozzi, ma significa semplicemente “piena”.
Il titolo A Barma a l’ea pina de rattipennughi si traduce quindi letteralmente come:
“La grotta era piena di pipistrelli”.
L’incontro, presentato da Gianluca Gavotti, presidente del GS Martel, vedrà speleologi genovesi e non solo alternarsi brevemente sul palco per condividere, senza filtri, le loro esperienze più recenti, i progetti in corso, le aspirazioni e le sfide future. Un mosaico di interventi per dare voce a un mondo sotterraneo che vuole considividere, parlando anche di storia, territorio, di scienza e di cura dell’ambiente, tutto il proprio bagaglio personale.
Il programma della serata include una bella carrellata di argomenti.
Passeremo dal respiro della Pollera (e sì, le grotte respirano) alle esplorazioni e ai sogni tra le fratture della roccia nel Finalese e dintorni; dalla ricerca di una grotta perduta sulla Lama spezzina che ha portato ad altri risultati, al vagabondare sul promontorio del Caprione, affacciati sul Golfo dei Poeti; dalla Elpis, personificazione della speranza, scoperta nella ricerca di un nuovo ingresso della Over 50, alla riflessione su nuovi orizzonti del soccorso, ripensando alla tragedia di Vermicino.

Voleremo poi in alto, in un viaggio nel cuore della Carcaraia, tornando alla Over50, e assisteremo allo studio dei mulini glaciali, effimeri e affascinanti. E ancora: vivremo la riscoperta della grotta Dolly, faremo i complimenti agli amici del Bolzaneto che hanno pulito l’Andrassa, e scopriremo il progetto ORCO: un ORCO che non mangia i bambini, ma esplora e rileva la Montagna Vuota per eccellenza: il Corchia.
La serata alla Ligure si pone come fine quello di trasformare la speleologia in spettacolo narrativo, con linguaggio tecnico ed emozionale. Per costruire un ponte tra il mondo ipogeo e quello di superficie, l’evento è dedicato agli speleologi, agli aspiranti esploratori, agli escursionisti, ai curiosi, e a chiunque voglia fermarsi con noi.
Per informazioni: gianluca.gavotti@gmail.com
E’ possibile seguire l’incontro da remoto: il link è meet.google.com/rjc-edvn-ovn
Cosa: Racconti di speleologia ligure
Dove: CAI Ligure-Genova – Galleria Mazzini 7/3 – Genova
Quando: giovedì 12 febbraio 2026, h 21
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
NB Son zeneize, riso ræo, strenzo i denti e parlo ciæo: sono genovese, rido poco, stringo i denti e parlo chiaro

