Dal laser scanning alla modellazione integrata, il workshop ha confermato che il 3D è il presente del rilievo speleologico, accanto – sempre – al rilievo tradizionale
È ora disponibile su YouTube, a cura di Paolo Corradeghini e dell’Equipe LiDAR, un interessante video che descrive quanto emerso nel workshop “Lidar and Geomatics in 3D Cave Surveys”, presentato con ampia partecipazione a CapoVolta 2025.
Nell’incontro è emerso con chiarezza che il rilievo speleologico sta vivendo una fase multiforme: non un passaggio brusco verso il futuro, ma un presente ricco di strumenti complementari.
Il 3D LiDAR non è più un’anticipazione, bensì uno dei linguaggi già in uso, accanto al 3D generato a seguito dell’utilizzo di strumenti consolidati e nuovi, come DistoX, CavWay X1 e ad altre tecnologie portatili che continuano a evolversi.
Del resto, è da tempo assodato quanto il 3D sia importante, poichè consente già quando si è in grotta di vedere come e dove sta ‘andando’ il rilievo.
La sessione ha ripercorso l’evoluzione degli strumenti oggi disponibili per la speleologia in campo LiDAR e tecniche affini: dai sensori LiDAR portatili alle metodiche di fotogrammetria geomatica, dalle nuvole di punti multirisoluzione all’integrazione dei dataset in ambienti software condivisi.
Non semplici tecnologie, ma un nuovo modo di leggere e interpretare la grotta, capace di aggiungere livelli di dettaglio e di comprensione finora difficili da ottenere.
Un metodo.

Relatori e protagonisti della sperimentazione: Massimiliano Zago (Treviso Sotterranea), Marcello Pellegrini (Gruppo Naturalistico Montelliano) e Paolo Corradeghini (Gruppo Naturalistico Montelliano). La loro esperienza nel rilievo ipogeo e nell’utilizzo delle tecnologie 3D permette in ogni occasione il confronto tecnico e pratico.
Uno dei punti centrali emersi nel workshop riguarda la standardizzazione dei flussi di lavoro: come acquisire, filtrare e armonizzare i dati affinché siano utili tanto per la ricerca scientifica quanto per la documentazione catastale o la divulgazione. L’incontro ha mostrato come la combinazione tra scansione avanzata e rigore geometrico stia portando a modelli tridimensionali navigabili, affidabili e versatili.
Ampio spazio è stato dato anche agli aspetti pratici: le condizioni più favorevoli per una buona acquisizione, la gestione della portabilità degli strumenti, la resa dei sensori in ambienti umidi o complessi. Esempi e confronti hanno evidenziato come il rilievo 3D possa essere rapido e accessibile, pur richiedendo competenze specifiche per garantire qualità e coerenza.
Il messaggio conclusivo è limpido: la speleologia del presente è plurale. Il 3D si affianca ai metodi classici, li integra e li amplia, offrendo una nuova profondità di lettura del sottosuolo. CapoVolta 2025 lo conferma, riunendo speleologi, tecnici e ricercatori intorno a una visione condivisa: sviluppare strumenti e pratiche che rendano sempre più chiara, precisa e accessibile la rappresentazione del mondo sotterraneo.

La metodologia e l’esperienza sviluppate è documentata in un libretto informativo utile ad approndirne le potenzialità, a cura dei tre protagonisti del workshop (“LiDAR, iPhone e Rilievo ipogeo” – per informazioni: equipelidar@gmail.com).
Fonte: Video “Lidar and Geomatics in 3D Cave Surveys – CapoVolta 2025”, disponibile su YouTube – Equipe LiDAR
Dal video sono tratte le foto dell’articolo
Approfondimenti: canale youTube Commissione Catasto Cavità Naturali SSI ETS https://www.youtube.com/live/m13HwdcOV98?si=ZwTN4fMS3vK7dOvZ