Il Gruppo Speleologico C.A.I. Varese festeggia un traguardo importante: la decima edizione della rassegna “Dalla parte delle radici… e delle trote”, un ciclo di serate dedicate al mondo ipogeo, alla ricerca scientifica e alle esplorazioni che ogni anno richiama speleologi, appassionati di montagna e curiosi.

Gli incontri si svolgeranno presso la sede del C.A.I. di Varese, in via Speri Della Chiesa Jemoli 12, con inizio delle proiezioni intorno alle 21.15, e proporranno un viaggio che spazia dal carsismo alpino alle grotte del Carso, dalle esplorazioni in Sebino ai canyon più remoti del pianeta, fino alla minuscola ma affascinante fauna ipogea italiana.

Il programma delle serate

La rassegna si aprirà martedì 3 febbraio con la conferenza di Gian Domenico Cella, intitolata “Nei marmi del Nord Ovest: carsismo in val Ossola e val Grande”. Sarà un’occasione per conoscere meglio le peculiarità geologiche dei massicci marmorei dell’estremo Nord Ovest italiano, dove l’acqua ha scavato nel corso dei millenni reti di grotte e sistemi carsici di grande interesse scientifico e paesaggistico. Immagini e racconti di esplorazione condurranno il pubblico tra le pieghe più nascoste della Val Ossola e della Val Grande.

Il secondo appuntamento è fissato per martedì 24 febbraio. Protagonista della serata sarà Raoul Manenti con l’incontro “Cuccioli di drago al confine tra i due mondi”. Al centro, lo studio del proteo (Proteus anguinus), l’enigmatico anfibio cavernicolo spesso soprannominato “drago delle grotte”. La conferenza racconterà le ricerche condotte nelle grotte e nelle sorgenti del Carso Classico, mostrando come questi ambienti, sospesi tra il mondo superficiale e quello ipogeo, custodiscano una fauna unica e delicatissima, termometro dello stato di salute degli ecosistemi sotterranei.

La rassegna prosegue venerdì 13 marzo con una serata dedicata alle grandi esplorazioni contemporanee. Il Progetto Sebino presenterà “Magico Bueno Fonteno: l’esplorazione del complesso carsico del Sebino occidentale”. Verrà ripercorsa la storia recente di uno dei più interessanti sistemi carsici lombardi, attraverso rilievi, spedizioni, scoperte e collegamenti che stanno ridisegnando la mappa sotterranea dell’area del Sebino occidentale. Una testimonianza viva di quanto il sottosuolo alpino sia ancora lontano dall’essere completamente conosciuto.

Il testimone passerà poi all’esplorazione verticale in forra. Martedì 14 aprile Andrea Forni porterà il pubblico “oltre confine” con la conferenza “Canyoning senza confini: avventure tra Nepal, Oman e cascate altissime”. Fotografie spettacolari e racconti di viaggio accompagneranno gli spettatori tra gole profonde, cascate vertiginose e ambienti remoti, mostrando come la pratica del canyoning si spinga oggi ben oltre i confini europei, in contesti naturali tra i più selvaggi del pianeta.

La chiusura della rassegna è affidata a un tuffo nel micromondo. Giovedì 7 maggio Emanuele Galati presenterà “Il top predator delle grotte italiane misura pochi millimetri: le Planarie Stigobie e il loro ruolo negli ambienti ipogei”. Un incontro dedicato alla minuscola ma fondamentale fauna delle grotte: le planarie stigobie, predatori apicali di ecosistemi bui e fragili, saranno il filo conduttore per parlare di equilibri ecologici, adattamenti alla vita nel buio e tutela degli habitat sotterranei.

Un invito a scoprire il mondo sotto i nostri piedi

Con questa 10ª edizione di “Dalla parte delle radici… e delle trote”, il Gruppo Speleologico C.A.I. Varese rinnova la propria vocazione divulgativa: avvicinare il grande pubblico alla speleologia, mostrando come le grotte non siano soltanto luoghi di avventura, ma anche straordinari laboratori naturali per la geologia, la biologia, l’idrologia e l’ambiente.

Le serate, arricchite da proiezioni e immagini di spedizioni, sono aperte a tutti e rappresentano un’opportunità per chi desidera conoscere più da vicino il lavoro dei gruppi speleologici, informarsi sulle attività in corso e magari muovere i primi passi verso il mondo ipogeo.

L’appuntamento è dunque alla sede del C.A.I. Varese, da febbraio a maggio, per cinque incontri che promettono di portare gli spettatori “dalla parte delle radici” – nel cuore della montagna – e, perché no, anche “delle trote”, lungo i corsi d’acqua che collegano superficie e sottosuolo in un unico, grande sistema vivente.