Lago Papa Nero, grande lago attivo nel sistema delle Lengarices - foto di Andrea Moretti

Il resoconto di Lazzaro (Cristian Monticone) racconta la spedizione che ha portato il complesso ipogenico della Lengarices oltre i 14 chilometri di sviluppo

Tra i luoghi che continuano a sorprenderci ci sono quelli che stupiscono anche quando sembrano ormai ben conosciuti.

Il complesso della Lengarices, nel cuore dell’Albania meridionale, è uno di questi. Un sistema sotterraneo straordinario, modellato da processi ipogenici ancora attivi, che negli ultimi anni è diventato uno dei più importanti laboratori naturali europei per lo studio della speleogenesi da acido solforico.

Nel resoconto che pubblichiamo integralmente, Cristian Monticone, Lazzaro per tutti gli speleologi, racconta l’ultima spedizione del Consorzio Speleologi Ipogenici (CSI), che ha portato alla scoperta di nuovi settori e all’estensione del sistema oltre i 14 chilometri di sviluppo, consolidandone il primato di più estesa cavità carsica attualmente conosciuta dell’Albania.

E’ un’esperienza di grande valore, che non si misura soltanto nei numeri.

Emerge, tra grandi laghi sotterranei, ampie gallerie, monitoraggi scientifici e collaborazioni internazionali, il racconto di una speleologia che fonde con leggerezza e competenza esplorazione, ricerca e formazione.

E’ un lavoro corale che coinvolge decine di speleologi provenienti da diversi Paesi e che contribuisce alla crescita della comunità speleologica locale.

Le splendide immagini che accompagnano il report restituiscono solo in parte la grandiosità di questi ambienti, come il suggestivo “Lago Papa Nero”, simbolo di un sistema che continua a rivelare nuovi segreti a ogni spedizione.

Lasciamo quindi la parola a Lazzaro e al suo racconto, che ci porta nel cuore di una delle più affascinanti frontiere dell’esplorazione speleologica contemporanea.

Complimenti a tutti, ragazzi, e grazie per aver condiviso questa notizia e i vostri brillanti risultati!

Fonte: Lazzaro (Cristian Monticone) https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2026/06/Albania-il-complesso-ipogenico-della-Lengarices-supera-i-14-km-2.pdf

Un sistema ipogenico raro

Il complesso della Lengarices, situato nella valle del fiume omonimo vicino alle sorgenti termali di Benja, nel sud dell’Albania, rappresenta uno dei più interessanti sistemi carsici ipogenici attualmente conosciuti in Europa. A differenza delle grotte tradizionali, modellate principalmente dall’acqua piovana che si infiltra dalla superficie, la sua formazione è legata alla risalita di fluidi termali e gas profondi ricchi di idrogeno solforato (H2S). La trasformazione di questo gas in acido solforico provoca una dissoluzione del calcare dall’interno, dando origine a grandi sale, ampie gallerie e complessi reticoli di condotte. Si tratta dello stesso processo che ha generato alcuni dei più celebri sistemi ipogenici del mondo, come Lechuguilla e Carlsbad Caverns negli Stati Uniti.

Ciò che rende la Lengarices particolarmente affascinante è la straordinaria concentrazione di vuoti all’interno di un volume roccioso relativamente limitato: oltre 14 chilometri di gallerie si sviluppano infatti in un corpo calcareo spesso appena 120 metri. Questo ambiente costituisce un vero laboratorio naturale per lo studio della speleogenesi da acido solforico, delle dinamiche atmosferiche sotterranee e delle interazioni tra acque termali, gas profondi e roccia.

Le esplorazioni degli ultimi anni hanno inoltre dimostrato che il sistema è ancora lontano dall’essere completamente conosciuto, con nuove scoperte e congiunzioni che continuano ad ampliarne lo sviluppo.

Non sorprende che la Lengarices sia divenuta uno dei principali progetti internazionali del Consorzio Speleologi Ipogenici, attirando l’attenzione di ricercatori ed esploratori da diversi Paesi.

Hanno partecipato alla spedizione:

Andrea Gobetti, Alessandro Valsuani, Andrea Moretti, Giulio Della Croce, Luisa Dainelli, Edoardo Dainelli, Daniele Roncoli, Elena Casolaro, Luca Tinagli e Roland Doja dalla Toscana; Cristian Monticone (Lazzaro), Michele Motta, Igor Cicconetti, Chiara Giovannozzi, Dario Nicoletti, Federico Lupo e Marco Bertona dal Piemonte; Erika Friburgo e Andrea Benedettini dalla Liguria, Alessandro Monaci dalla Lombardia; Carla Moreno e Roberto Pettirossi dall’Umbria; Federico Casadei dal Lazio; Afonso Rodriguez del Portogallo; Irma Tako, Armand Bakalli, Shpetim Goga, Erkin Lika e Kledjan Brahj dall’Albania

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