Il documentario di Andrea Seviroli racconta la spedizione scientifica internazionale del 2025 nelle grotte ipogeniche sulfuree del sud dell’Albania
“La Speleologia praticata in questo senso diventa un anello importante nella catena del sapere”.
Con queste parole Massimo Pozzo ha rilanciato sui social il documentario “Albania sulfurea”, realizzato da Andrea Seviroli del GS Martinese e dedicato alla spedizione scientifica internazionale svoltasi dal 22 al 28 marzo 2025 nel sud dell’Albania.
La spedizione non si è limitata all’esplorazione e alla ricerca scientifica: ha scelto di raccontare al pubblico ambienti sotterranei estremi e poco conosciuti, cercando di avvicinare divulgazione e scienza.
La spedizione ha interessato quattro importanti sistemi ipogenici sulfurei dei Balcani: il complesso della Langarices e le cavità di Sulfur Cave, Atmos Cave e Shpella Breshkë (Turtle Cave), lungo il fiume Sarandaporo al confine tra Albania e Grecia.
Per circa una settimana quasi trenta persone tra speleologi e ricercatori provenienti da Italia, Romania, Belgio, Grecia e Albania hanno lavorato in condizioni ambientali difficili, caratterizzate da elevate concentrazioni di acido solfidrico e anidride carbonica, poco ossigeno, forte umidità e alte temperature.
Alla spedizione hanno partecipato, tra gli altri, Jo De Waele e Martina Cappelletti dell’Università di Bologna e del MEM-Lab, insieme a Ettore Lopo e Bernardo Barosa Da Silva. Presenti anche il gruppo del professor Serban Sarbu dell’Istituto di Speleologia “E. Racovi??” di Bucarest e quello guidato da Jean-François Flot dell’Université Libre de Bruxelles.
Il documentario mostra il lavoro svolto sul campo: campionamenti microbiologici, analisi biologiche, rilievi geologici e osservazioni ecologiche in ambienti sotterranei formati attraverso speleogenesi da acido solforico (SAS), tra gigantesche cupole corrosive, gours, vapori sulfurei, biofilm batterici e laghi ipogei.
Uno degli aspetti più affascinanti riguarda gli ecosistemi chemioautotrofi presenti nelle grotte sulfuree: comunità biologiche che non dipendono dalla fotosintesi ma dall’energia chimica derivata dai composti dello zolfo. Ambienti rarissimi sulla Terra, considerati veri laboratori naturali per comprendere forme di vita estreme.
Nel racconto di Andrea Seviroli emerge chiaramente una visione della speleologia che va oltre la sola esplorazione: supporto tecnico alla ricerca, documentazione scientifica, divulgazione e tutela ambientale diventano parte integrante dell’attività speleo contemporanea.
Grazie a Massimo Pozzo per la segnalazione del documentario, che rappresenta un bell’esempio di collaborazione multidisciplinare capace di unire ricerca scientifica, esplorazione e divulgazione.
Fonti:
- Articolo di Andrea Seviroli sul sito del GS Martinese: https://gsmartinese.it/2026/03/24/albania-sulfurea-cronache-di-una-spedizione-scientifica-internazionale/
- Documentario video su YouTube: Albania sulfurea – diario di una spedizione scientifica internazionale https://www.youtube.com/watch?v=aUXOvRm1H-g
