Due osservazioni nelle Grotte di Borgio Verezzi hanno dato il via a una ricerca pubblicata su ‘Environmental Biology of Fishes’: il possibile ruolo degli ambienti carsici costieri nel ciclo vitale dell’anguilla europea
Ad aprile 2025, a Borgio Subterranea, era stata presentata una ricerca sul ciclo vitale dell’anguilla europea negli ambienti carsici. che sarà pubblicata a breve negli Atti dell’Incontro ligure.
Un post social di Valentina Balestra, ora, informa sulla pubblicazione in un articolo su ‘Environmental Biology of Fishes’, che indaga il possibile ruolo degli ambienti carsici costieri nel ciclo vitale dell’anguilla europea.

Le Grotte di Borgio Verezzi potrebbero rappresentare un ambiente di particolare interesse per la conservazione dell’anguilla europea ( _Anguilla anguilla_ ), specie considerata in forte declino. È quanto emerge da uno studio preliminare pubblicato sulla rivista internazionale *Environmental Biology of Fishes* (Springer Nature), frutto della collaborazione tra Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca, DISAFA dell’Università di Torino, DIATI del Politecnico di Torino, Cesbin, Arpal e Grotte di Borgio Verezzi.
La ricerca è nata in seguito a due osservazioni di anguille nel settore non turistico delle grotte liguri, un dato che ha spinto i ricercatori ad approfondire il possibile utilizzo degli ambienti carsici costieri da parte della specie.
Le indagini hanno confermato la presenza dell’anguilla nei bacini idrografici collegati al sistema carsico, comprese aree caratterizzate da corsi d’acqua temporanei e da possibili flussi idrici sotterranei. I campionamenti hanno inoltre permesso di individuare esemplari appartenenti a differenti fasi del ciclo vitale, suggerendo che questi ambienti possano svolgere un ruolo più importante di quanto finora ipotizzato.
Tra le ipotesi che saranno approfondite nelle prossime fasi della ricerca vi è quella che le grotte possano costituire una via di risalita tra il mare e l’entroterra attraverso le connessioni carsiche, oppure un habitat favorevole all’alimentazione e alla crescita della specie.
Lo studio rappresenta un primo contributo alla comprensione del rapporto tra anguilla europea e sistemi carsici costieri del Mediterraneo, evidenziando la necessità di ulteriori indagini per chiarire le dinamiche ecologiche di questi ambienti e il loro potenziale valore per la conservazione della specie.

Le fotografie che accompagnano il lavoro e questo articolo, sono di Valentina Balestra, Davide Barberis e Bartolomeo Vigna.
Fonte scientifica:
Actis Dato et al. (2026). “The role of coastal karst environments for the conservation of Anguilla anguilla (Linnaeus, 1758) in the Mediterranean area”. Environmental Biology of Fishes. DOI: 10.1007/s10641-026-01875-z

Come progetto di inserimento dell’Anguilla nelle grotte in particolare a Borgio Verezzi mi sembra un idea e una soluzione azzeccata, seguendo le ipotesi del caso anche in maniera Geologica l’Anguilla ha da sempre cercato incastri e posti chiusi. Specialmente di notte.
Io vi scrivo dalla Lomellina vicino a Garlasco territorio fatto di molti canali di irrigazione, per la coltivazione del riso in prevalenza e di mais., Purtroppo da pescatore di zona posso confermare che non vedo traccia di un Anguilla in questa zona da inizio Millenio, fino alla metadegli anni 90 la si poteva trovare, in qualsiasi corso d’acqua specialmente i più piccoli incastri e piccoli fossetti di risaia, il fiume Ticino era ricco di capioni e tutti i suoi affluenti Anche sul lago Maggiore non ne restano molte, e dopo aver bloccato la pesca per presunta diossina nel pesce, a metà anni 90 non si ricorda memoria di questo pesce. Ricordo una notte di aver trovato un capitone enorme in una conduttura di cemento sotterranea, praticamente buia.
Mi domando soltanto visto che qui in Lombardia l’Anguilla ha sempre vissuto in piccoli corsi d’acqua e su fondali abbastanza melmosi e paludosi, se possa adattarsi ad un fondo roccioso come nel vostro caso una grotta di Borgio Verezzi.
Spero sia la soluzione giusta per un buon ripopolamento di questo pesce.
Fatemi sapere!!UnSalutone Andrea
Grazie. Sottoponiamo la tua riflessione agli esperti
Ti inoltro la risposta di Valentina Balestra: “Le anguille non sono state inserite ma osservate in grotta e conseguentemente monitorate anche nei corsi d’acqua superficiali della zona. La fenologia delle anguille nelle aree carsiche è pressoché sconosciuta ancora e queste osservazioni risultano quindi estremamente interessanti.”