Torna per il settimo anno l’Asiago Mountain Film Festival, evento dedicato al mondo della montagna visto attraverso lo sguardo del cinema.
L’iniziativa è organizzata dai volontari del Cinema Lux di Asiago, con il patrocinio della sezione CAI Altopiano e in collaborazione con il Cineforum locale.
Il festival propone una selezione di film che esplorano paesaggi montani, discipline outdoor e avventure speleologiche, offrendo al pubblico uno sguardo approfondito e documentato su questi temi.
“Cacciatori di cascate”: il documentario sul canyoning in Trentino
Tra i titoli in programma spicca il documentario “Cacciatori di cascate” di Mirko Palentini, in programma giovedì 28 agosto 2025 alle ore 20 presso il Cinema Lux di Asiago.
Il film, della durata di 43 minuti, racconta la riscoperta e l’esplorazione di uno dei canyon più suggestivi del Trentino Alto Adige, al confine tra le province di Trento e Vicenza.
Il documentario accompagna lo spettatore lungo il percorso dell’acqua dal Monte Pasubio fino alla valle dell’Adige, mostrando ambienti isolati e difficilmente accessibili.
Le riprese, realizzate in condizioni impegnative, si alternano a testimonianze dirette degli speleologi e torrentisti veneti protagonisti dell’avventura.
La narrazione include approfondimenti storici e naturalistici, offrendo una panoramica completa sulla disciplina del canyoning e sulle caratteristiche uniche di questa zona montana ancora poco conosciuta.
Mirko Palentini sarà presente in sala per un confronto con il pubblico al termine della proiezione.
Il ruolo del cinema nella divulgazione del canyoning e delle esplorazioni in ambienti naturali
L’Asiago Mountain Film Festival si conferma un’occasione per valorizzare il cinema come strumento di divulgazione scientifica e culturale legata alla montagna e alle sue molteplici forme di esplorazione.
Documentari come “Cacciatori di cascate” contribuiscono a far conoscere discipline come la speleologia e il canyoning, mettendo in luce le sfide tecniche e ambientali affrontate dagli esploratori.
In questo contesto, emerge anche l’importanza della tutela degli ambienti carsici e delle grotte, temi che trovano spazio in molte iniziative speleologiche e culturali.
L’attenzione alla protezione di questi ecosistemi è fondamentale per garantire la conservazione delle risorse naturali e la sicurezza delle attività sportive e scientifiche.
Un festival che unisce passione, cultura e ambiente montano
L’evento organizzato dai volontari del Cinema Lux con il supporto della sezione CAI Altopiano e del Cineforum di Asiago rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati di montagna, speleologia e cinema documentario.
La programmazione, che ogni anno propone film selezionati con cura, permette di approfondire tematiche legate alla natura, all’avventura e alla ricerca scientifica in ambienti montani e sotterranei.
L’Asiago Mountain Film Festival si inserisce in un contesto più ampio di eventi culturali dedicati alla montagna, promuovendo la conoscenza e la sensibilità verso un patrimonio naturale e culturale di grande valore.
L’edizione 2025 conferma così l’impegno nel raccontare la montagna attraverso storie autentiche e immagini di qualità, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire nuovi aspetti di un mondo che unisce sport, natura e cultura.
Fonti
[12] Mountain film Festival – Cinema Lux Asiago https://www.cinemaluxasiago.it/mountain-film-festival.php
La trama: Riscoperta e documentazione di un canyon tra Trentino e Veneto: un team di speleologi e torrentisti esplora un ambiente isolato
La riscoperta di un canyon trentino-veneto e l’avventura del canyoning tra Monte Pasubio e valle dell’Adige
A oltre trent’anni dalla prima discesa, un gruppo di speleologi e torrentisti provenienti dal Veneto ha riscoperto ed esplorato uno dei canyon più significativi del Trentino Alto Adige, situato al confine tra le province di Trento e Vicenza.
L’esplorazione ha permesso di documentare con riprese spettacolari un ambiente naturale isolato e di difficile accesso, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere meglio la disciplina del canyoning in una zona del Trentino finora poco conosciuta.
Esplorazione e documentazione del canyon: riprese e racconti degli speleologi
Il team ha realizzato filmati suggestivi che mostrano il percorso dell’acqua dal Monte Pasubio fino alla valle dell’Adige, seguendo il corso d’acqua all’interno del canyon.
Le immagini, girate in ambienti remoti, sono accompagnate dai racconti degli esploratori che hanno affrontato questa discesa, offrendo un punto di vista diretto sull’esperienza e sulle tecniche utilizzate.
Il lavoro di documentazione si completa con approfondimenti storici e naturalistici, che permettono di comprendere meglio il contesto geologico e ambientale in cui si inserisce il canyon.
Il canyoning come disciplina e la valorizzazione del territorio trentino-veneto
Questa riscoperta contribuisce a far conoscere la pratica del canyoning, disciplina che combina speleologia e torrentismo, in un’area del Trentino che fino ad oggi è rimasta quasi inesplorata da questo punto di vista.
L’intervento degli speleologi e torrentisti veneti sottolinea l’importanza di valorizzare e tutelare questi ambienti naturali, spesso difficili da raggiungere ma di grande interesse per la speleologia e per gli sport all’aria aperta.
L’evento rappresenta un’occasione per avvicinare il pubblico a una forma di esplorazione che unisce avventura, tecnica e conoscenza del territorio.
Il percorso dell’acqua dal Monte Pasubio alla valle dell’Adige: un viaggio tra natura e geologia
Il canyon esplorato si sviluppa lungo il tragitto che l’acqua compie scendendo dal Monte Pasubio, una delle montagne simbolo del Trentino, fino alla valle dell’Adige.
Questo percorso permette di osservare da vicino le caratteristiche geomorfologiche e idrologiche della zona, offrendo spunti per approfondimenti scientifici e naturalistici.
La riscoperta del canyon si inserisce così in un contesto più ampio di studio e valorizzazione del patrimonio naturale e speleologico del Trentino Alto Adige e del Veneto, contribuendo a promuovere una maggiore consapevolezza e attenzione verso questi ambienti.
In sintesi, l’esplorazione e la documentazione di questo canyon rappresentano un contributo significativo per la speleologia e il canyoning in Italia, offrendo nuovi stimoli per la conoscenza e la tutela di ambienti naturali di rilievo tra Trentino e Veneto.