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Grotte marine, biospeleologia, specie protette e habitat prioritari in Liguria, Sardegna e Puglia: un quadro aggiornato per la conservazione


Grotte marine liguri: un habitat prioritario poco conosciuto

Le grotte marine sono riconosciute come habitat costieri prioritari dalle Direttive dell’Unione Europea. In Liguria, regione del Nord-Ovest italiano, sono note 77 grotte marine, ma le informazioni biologiche complete sono disponibili solo per 13 di esse, pari al 17% del totale.

Per 5 grotte (6%) esistono elenchi floro-faunistici delle specie più frequenti, mentre per 3 cavitಳ sono disponibili serie storiche di dati quantitativi. Tra le grotte con maggiori informazioni spiccano la Grotta Grande e la Grotta Piccola di Marina dé La Rocca, la Grotta Marina di Bergeggi e la Grotta del Tinetto.

La presenza di numerose specie protette da convenzioni europee (Berna, Barcellona) e dalla Direttiva Habitat evidenzia l’importanza di questi ambienti unici. Tra le specie segnalate figurano la spugna Petrobiona massiliana, il corallo rosso Corallium rubrum, l’aragosta Palinurus elephas e la mormora Sciaena umbra.


Lacune conoscitive e necessità di monitoraggio

Nonostante l’interesse scientifico crescente, permangono ampie lacune sulla biodiversitಳ delle grotte marine liguri. Le informazioni geologiche, morfologiche e topografiche sono state recentemente implementate in una piattaforma GIS, ma i dati biotici restano frammentari.

Le serie storiche disponibili per tre grotte hanno permesso di valutare cambiamenti legati al riscaldamento delle acque e all’impatto di infrastrutture costiere, come porti turistici e commerciali. Questi dati dimostrano la sensibilità degli ecosistemi ipogei marini alle pressioni locali e globali.

Per colmare le lacune, sono indispensabili indagini nelle 64 grotte prive di dati biologici (83% del totale) e monitoraggi regolari nelle cavitಳ già studiate. Solo così sarà possibile valutare lo stato ecologico e applicare misure di conservazione adeguate.


Specie protette e valore conservazionistico

Nelle grotte marine liguri sono state rilevate almeno 14 specie protette da normative europee. Queste includono organismi sessili come le spugne Aplysina cavernicola e Spongia officinalis, il coralligeno Corallium rubrum, e molluschi come Lithophaga lithophaga e Luria lurida.

Tra i crostacei figurano l’aragosta Palinurus elephas, l’astice Homarus gammarus, e specie di scillardi (Scyllarides latus, Scyllarus arctus). La presenza di questi taxa conferma il ruolo delle grotte marine come rifugi per specie di interesse conservazionistico.

La protezione di questi habitat rientra negli obiettivi della Convenzione di Barcellona (ASPIM), della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat dell’UE. La gestione integrata delle coste liguri dovrebbe quindi includere piani specifici per le grotte marine.


Confronto con la biospeleologia di grotte marine italiane: Bue Marino e Zinzulusa

Grotta del Bue Marino (Sardegna)

La Grotta del Bue Marino, nel Golfo di Orosei in Sardegna, rappresenta uno dei siti di biospeleologia marina più studiati d’Italia. Recentemente, sono state identificate almeno 21 nuove specie, prevalentemente marine, che si aggiungono alle 50 già note.

La grotta è famosa per essere l’ultimo sito di riproduzione conosciuto della foca monaca (Monachus monachus) in Italia. Il sistema carsico si estende per oltre 70 km, con un ramo sommerso di oltre 20 km esplorati.

La ricchezza faunistica della Grotta del Bue Marino è eccezionale: 48 taxa di rango specifico ipogei terrestri e acquatici, rendendola la cavitಳ più ricca di fauna della Sardegna. Tra le specie di interesse vi sono crostacei stigobi e stigofili, molti dei quali endemici.

Recentemente, nella grotta sono stati segnalati anche esemplari di granchio blu (Callinectes sapidus), specie aliena invasiva, oggetto di monitoraggio da parte di speleosub volontari e ricercatori. Questo evidenzia la vulnerabilità³² degli ecosistemi ipogei marini alle invasioni biologiche.

Grotta Zinzulusa (Puglia)

La Grotta Zinzulusa, presso Castro in Puglia, è una delle più note grotte anchialine del Mediterraneo. Si tratta di una cavitಳ costiera semisommersa, con un sistema idrologico complesso che include acque marine, dolci e salmastre.

La grotta ospita una fauna cavernicola di notevole interesse, tra cui il porifero troglobio Higginsia ciccaresei, una spugna mai identificata in precedenza. Sono presenti anche numerosi crostacei stigobi, molti dei quali antichi e unici della penisola salentina.

La Zinzulusa è oggetto di intensa fruizione turistica, il che solleva preoccupazioni per la conservazione della sua biodiversitಳ. Studi recenti hanno evidenziato la presenza abbondante di “fovals”, formazioni argillose di origine ancora incerta, che ricoprono le superfici rocciose e gli speleotemi.

La grotta è stata anche oggetto di ricerche sul radon in acqua e aria, con implicazioni per la sicurezza dei visitatori e la comprensione dei processi geochimici ipogei.


Biospeleologia comparata: Liguria, Sardegna e Puglia

Aspetto Liguria Sardegna (Bue Marino) Puglia (Zinzulusa) Numero grotte marine note 77 1 (sistema >70 km) 1 (grotta principale) Grotte con dati biologici 13 (17%) 1 (dati molto completi) 1 (dati completi) Specie protette UE 14 Multiple (incl. foca monaca) Multiple (incl. Higginsia ciccaresei) Serie storiche disponibili 3 grotte Monitoraggi continui Monitoraggi periodici Pressioni antropiche Porti, turismo Turismo, specie aliene Turismo intensivo Stato di conservazione Lacunoso, da monitorare Buono, ma vulnerabile Buono, ma vulnerabile

La Liguria presenta un numero elevato di grotte marine, ma la conoscenza biologica è frammentaria. La Sardegna e la Puglia, pur avendo un numero inferiore di grotte marine principali, beneficiano di studi più approfonditi e monitoraggi continuativi.

La presenza di specie aliene, come il granchio blu nella Grotta del Bue Marino, evidenzia la necessità di sorveglianza attiva anche in contesti apparentemente isolati. Allo stesso modo, la fruizione turistica intensiva della Zinzulusa richiede piani di gestione per bilanciare accesso e conservazione.


Prospettive per la ricerca e la conservazione

La biospeleologia delle grotte marine italiane richiede un approccio integrato, che combini esplorazione, monitoraggio e conservazione. In Liguria, è prioritario colmare le lacune conoscitive attraverso campagne di campionamento nelle 64 grotte prive di dati biologici.

Per la Sardegna e la Puglia, la sfida è mantenere la qualità dei dati esistenti e ampliare i monitoraggi a nuove specie e parametri ambientali. L’uso di tecniche innovative, come il telerilevamento e la fotogrammetria subacquea, potrebbe migliorare l’efficienza dei monitoraggi.

La collaborazione tra ricercatori, speleologi e gestori delle aree protette è essenziale per garantire la conservazione di questi habitat unici. Le grotte marine, in quanto rifugi per specie protette e sensibili ai cambiamenti climatici, meritano un’attenzione particolare nelle politiche di gestione costiera.


Fonti

  1. Montefalcone M., Azzola A., Bianchi C.N., Morri C., Oprandi A. (2023). Biospeleology of the Ligurian marine caves: a synthesis of current knowledge. Università di Genova, DiSTAV.
  2. Radon measurements in Zinzulusa cave water and air.
    URL: http://siba-ese.unisalento.it/index.php/psba2/article/download/11943/10819
  3. Grotta Zinzulusa – Wikipedia.
    URL: https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_Zinzulusa
  4. The Zinzulusa Cave: an endangered biodiversity.
    URL: https://hrcak.srce.hr/file/45291
  5. Grotta Zinzulusa, Castro, Lecce Province, Apulia, Italy – Mindat.
    URL: https://www.mindat.org/loc-188825.html
  6. Granchio Blu, esemplari scoperti nella Grotta del Bue Marino – Sky TG24.
    URL: https://tg24.sky.it/ambiente/2023/10/30/granchio-blu-grotta-bue-marino-sardegna
  7. La Grotta del Bue Marino: cinquanta anni di ricerche – Federazione Speleologica Sarda.
    URL: https://www.federazionespeleologicasarda.it/content/files/2023/05/059_071-Casale.pdf
  8. LE FOVAL DELLA GROTTA ZINZULUSA IN PUGLIA (SE-ITALIA).
    URL: http://siba-ese.unile.it/index.php/thalassiasal/article/download/i15910725v26supp207/2040
  9. L’applicazione di tecniche innovative nel monitoraggio costiero degli habitat prioritari.
    URL: https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14825.pdf
  10. Alla Grotta del Bue Marino il primato della biodiversità³² – Ildenaro.it.
    URL: https://www.ildenaro.it/alla-grotta-del-bue-marino-il-primato-della-biodiversita/
  11. Grotta del Bue Marino | Nel Golfo di Orosei in Sardegna.
    URL: https://www.grottabuemarino.com/
  12. Scheda Catastale 0012 SA/NU – GROTTA DEL BUE MARINO.
    URL: https://m.catastospeleologicoregionale.sardegna.it/scheda-catastale/0012
  13. La storia – Grotta Zinzulusa Castro.
    URL: https://www.grottazinzulusacastro.it/la-storia/
  14. Grotte Zinzulusa e Romanelli – Capo di Leuca – Comune di Otranto.
    URL: https://comune.otranto.le.it/wp-content/uploads/2025/12/Relazione_finale_tecnico_scientifica_istruttoria_AMP-1.pdf