Speleologi del GASV e volontari ripuliscono una cavità in Lessinia per proteggere le falde acquifere dall’inquinamento da microplastiche


Il ritrovamento nel Bus del Corlaiti, l’abisso della Lessinia

L’Abisso di Monte Longo, conosciuto localmente come Bus del Corlaiti per la vicinanza all’omonima contrada nei pressi di San Vitale di Lessinia, nascondeva nelle sue profondità circa una tonnellata di rifiuti di ogni genere.

La scoperta risale a quasi un anno fa, quando Stefania Zambelli e il marito Marco Vittori, residenti nella frazione, hanno segnalato l’esistenza del pozzo durante le loro passeggiate nei boschi con i cani. La preoccupazione iniziale era per la sicurezza, prima ancora che per l’aspetto ambientale. La segnalazione è arrivata al Gruppo Attività Speleologica Veronese (GASV), che ha poi coordinato l’intervento.


Rifiuti di ogni tipo tra i pozzi: cosa è stato trovato nell’abisso

Il Bus del Corlaiti è una cavità profonda circa 40 metri, composta da due pozzi separati da un terrazzino intermedio. Sul fondo e lungo le pareti, gli speleologi hanno recuperato materiali di ogni genere: un fornello, due pneumatici, il telaio di un letto, una pompa d’acqua da 15 chili, pezzi di piastrelle, un lavandino, flaconcini di medicinali ad uso veterinario, ossa di bovini e grandi quantità di plastica.

Secondo lo speleologo Daniele Frustoli, gran parte del materiale risale agli anni Ottanta e Novanta. Le ossa di bovino rinvenute sul fondo sono state lasciate in loco. Il recupero del terrazzino è risultato particolarmente impegnativo: gli speleologi hanno lavorato in sospensione, scavando per liberare i rifiuti sedimentati nel terreno e tra il fogliame. Quel punto richiederà un secondo intervento.


Il rischio per le falde acquifere: microplastiche e inquinamento idrico

La principale preoccupazione riguarda le falde acquifere della Lessinia. Alfonsina Cuccato, presidente del GASV, ha sottolineato come la presenza di plastiche in una cavità carsica rappresenti un pericolo concreto per l’inquinamento da microplastiche delle acque sotterranee.

Le grotte carsiche, per la loro natura, sono direttamente collegate con la rete idrica sotterranea. I rifiuti abbandonati nelle cavità non restano isolati: si degradano, si frammentano e possono raggiungere le falde. Il rischio era reale e richiedeva un intervento rapido.


La giornata di pulizia del 7 marzo: speleologi, Comune e Pro Loco al lavoro

L’operazione si è svolta sabato 7 marzo 2026. Il GASV ha mobilitato nove speleologi che, con corde e carrucole, si sono calati nell’abisso per recuperare i rifiuti usando sacchi speleo.

L’intervento ha avuto il sostegno del Comune, che ha finanziato l’operazione, e dei volontari della Pro Loco di San Rocco di Piegara, che hanno collaborato al trasporto dei materiali fino all’isola ecologica. Una collaborazione che ha reso possibile portare a termine il grosso del lavoro in una sola giornata. Cuccato ha ringraziato sia il Comune per aver raccolto le istanze del GASV, sia il volontariato per il contributo determinante.


I prossimi passi: messa in sicurezza e secondo intervento

L’operazione del 7 marzo non chiude definitivamente il capitolo. La pulizia del Bus del Corlaiti non è ancora completa: un secondo intervento è previsto entro l’estate per terminare il lavoro nel terrazzino interno.

Sul fronte della sicurezza, il GASV ha già indicato il passo successivo: la messa in sicurezza dell’imbocco della grotta con una recinzione, per impedire futuri abbandoni di rifiuti e tutelare l’incolumità di eventuali escursionisti. Il sindaco di Fumane, Stefano Marcolini, ha espresso soddisfazione per l’operazione e ha ricordato come la sensibilità ambientale della popolazione locale sia cresciuta negli anni, anche grazie all’attivazione delle isole ecologiche e alla raccolta differenziata.


La speleologia a tutela dell’ambiente carsico in Lessinia

Casi come quello del Bus del Corlaiti evidenziano il ruolo che i gruppi speleologici svolgono, spesso in modo silenzioso, nella tutela del patrimonio naturale sotterraneo. Le grotte non sono solo oggetto di esplorazione e studio: sono ecosistemi fragili, direttamente connessi con le risorse idriche del territorio.

Il GASV opera da anni nel veronese documentando e monitorando le cavità della Lessinia. L’intervento di pulizia rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra associazionismo speleologico, amministrazione locale e volontariato civico, con l’obiettivo condiviso di restituire integrità a un ambiente sotterraneo compromesso da decenni di abbandoni illeciti.

Fonte: L’Arena