Un manuale tecnico completo dopo dieci anni di lavoro: procedure uniformi per i centri di recupero e tutela della fauna, e con una sezione utile anche ai bioparchi che detengono chirotteri esotici
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato un documento destinato a trasformare le pratiche di soccorso e recupero dei pipistrelli in difficoltà. Le nuove Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri rappresentano uno strumento metodologico di riferimento che mancava da anni nel panorama italiano, ed europeo, della conservazione faunistica. Il manuale, frutto di un decennio di collaborazioni tra esperti, offre procedure standardizzate e aggiornate per gestire ogni fase del recupero dei chirotteri, dal primo soccorso alla riabilitazione fino al rilascio in natura.
La necessità di questo documento emerge dalla necessità di aiutare cittadini e CRAS a gestire correttamente il ritrovamento di questi particolari mammiferi. Negli ultimi anni, il numero di persone che raccolgono e soccorrono individui ritrovati in difficoltà è aumentato significativamente. Questo atteggiamento positivo, risultato di campagne informative e ricerca divulgativa, richiede però strutture e operatori preparati ad affrontare un compito complesso. I chirotteri rappresentano infatti il 36% della mammalofauna italiana, con 36 specie presenti sul territorio nazionale. Tutte queste specie godono di protezione rigorosa secondo la direttiva europea 92/43/CEE.
Dieci anni di ricerca e collaborazione scientifica
Il percorso che ha portato alla pubblicazione iniziò nel 2016 con CHIRecupero, il primo convegno italiano interamente dedicato al recupero e alla riabilitazione dei pipistrelli. L’evento riunì esperti desiderosi di uniformare le pratiche nel settore. Alessandra Tomassini, Elisa Berti, Gianna Dondini, Marco Scalisi e Marco D’Amico, (Alessandra Tomassini e Marco D’Amico fondatori di Tutela Pipistrelli), hanno guidato questo progetto lungo un cammino di dibattiti, studi e verifiche coinvolgendo naturalisti e veterinari da tutta Italia e oltre.
Il risultato è un manuale che copre aspetti fondamentali spesso negletti. La pubblicazione include sezioni dedicate ai rischi sanitari per il personale, con particolare attenzione alla rabbia e ad altre malattie infettive. Descrive il primo soccorso, i criteri di ricovero, la stabulazione, il prontuario medico e gli interventi chirurgici più comuni. Fornisce inoltre protocolli per patologie frequenti, modalità per valutare l’idoneità alla vita libera e procedure di rilascio.
Una sezione è dedicata alla gestione delle specie esotiche, tema sempre più attuale data la presenza di queste specie in bioparchi e la libera vendita per i privati .
Contenuti tecnici e protocollari per chi soccorre i pipistrelli
Le linee guida si rivolgono ai centri di recupero della fauna selvatica (CRAS) e ai veterinari coinvolti nel soccorso di chirotteri. Uno dei punti centrali riguarda la manipolazione degli animali. I pipistrelli delle specie italiane, sebbene generalmente non aggressivi, richiedono dispositivi di protezione individuale specifici durante la gestione.
Il primo soccorso prevede procedure dettagliate. Un pipistrello ritrovato a terra in piena luce e poco reattivo è in difficoltà e richiede intervento immediato. Va raccolto delicatamente con guanti adeguati o con un panno e posizionato in una scatola di cartone pulita, rivestita con carta assorbente e provvista di una maglia di cotone come rifugio. Le linee guida sottolineano di non alimentare gli animali: acqua zuccherata, frutta, latte, miele e insetti comuni rappresentano errori frequenti. La somministrazione di acqua naturale e, in casi specifici, di pappa reale fresca è quanto consigliato.
La reidratazione rappresenta una fase cruciale del ricovero. Gli animali in stato di shock necessitano di osservazione attenta per alcuni giorni, anche se apparentemente privi di ferite evidenti. Il manuale sottolinea come sintomi riconducibili a malesseri compaiano talora successivamente al ritrovamento. Nei neonati, il periodo di massima vulnerabilità corrisponde ai mesi estivi (maggio-luglio), quando le femmine partoriscono e allattano nei rifugi naturali o artificiali.
Riabilitazione e prove di volo: la preparazione al rilascio
Un aspetto innovativo delle linee guida riguarda le strategie di volo e l’allenamento. I giovani chirotteri allevati in cattività richiedono prove di volo specifiche nei 5-2 giorni precedenti il rilascio, al fine di valutarne l’idoneità. È fondamentale che gli individui mantengano un volo sostenuto con manovre appropriate per almeno quindici minuti. Questa valutazione riveste importanza decisiva, poiché la liberazione prematura o l’assenza di preparazione adeguata comprometterebbero le probabilità di sopravvivenza in natura.
L’utilizzo di una batbox per la liberazione dei giovani è la modalità più opportuna e, per la tutela degli giovani pipistrelli liberabili è decisamente inopportuno il rilascio dalle mani, soprattutto se non sono operatori specializzati.
Le liberazioni devono avvenire entro il territorio di ritrovamento dell’animale, evitando inquinamento genetico delle popolazioni locali. Nel periodo freddo (novembre-febbraio) le operazioni di rilascio sono sconsigliate, poiché i chirotteri selvatici si trovano in fase di ibernazione. I giovani nati in cattività rappresentano un caso particolare: la liberazione in ottobre è fortemente sconsigliata perché gli individui inesperti necessitano di tempo per adattarsi alla libertà, esplorare l’ambiente, identificare rifugi idonei e selezionare microhabitat con caratteristiche termo-igrometriche adeguate. In tali situazioni, il mantenimento in cattività fino alla primavera successiva non compromette il successo della reintroduzione.
Protezione degli operatori e sorveglianza sanitaria
Le linee guida dedicano ampio spazio ai rischi sanitari. Il Lyssavirus, correlato alla rabbia, rappresenta il principale pericolo per chi manipola chirotteri, e anche se in Italia non è mai stato trovato un pipistrello con la malattia conclamata è stato deciso di essere cauti (anche perché in Europa la situazione è più a rischio).In caso di morsicatura, graffio o leccatura, il protocollo richiede il lavaggio immediato della ferita in acqua corrente per 5-15 minuti, seguita da disinfettante etanolo o tintura di iodio. In Italia è necessario rivolgersi al proprio medico di famiglia che consiglierà le strategie più opportune da seguire.
I centri di recupero svolgono un ruolo strategico nella sorveglianza passiva dei patogeni zoonotici. Il conferimento di carcasse per analisi virologica contribuiscono a migliorare le conoscenze epidemiologiche sulla diffusione dei patogeni nel territorio nazionale. Questa cooperazione rientra nel paradigma della “One Health”, un approccio integrato che riconosce l’interconnessione tra sanità umana, animale e ambientale.
Un tributo a coloro che hanno costruito questo percorso
Il manuale rappresenta anche un atto di riconoscenza verso chi ha dedicato anni allo sviluppo delle conoscenze in questo campo. Le linee guida sono dedicate alla memoria di Marco D’Amico, giornalista, fondatore di Tutela Pipistrelli e organizzatore del convegno CHIRecupero. D’Amico ha contribuito con passione a questo progetto fino alla sua scomparsa, avvenuta il 4 gennaio 2023. Il suo lavoro di comunicazione scientifica ha trasformato la percezione pubblica dei pipistrelli, passando da animali temuti a esseri meritevoli di protezione consapevole.
Implicazioni per la conservazione degli ecosistemi
L’importanza di questo documento travalica il contesto del soccorso individuale. I chirotteri svolgono funzioni ecologiche fondamentali: controllano le popolazioni di insetti, inclusi patogeni delle piante e vettori di malattie come zanzare e flebotomi. Negli Stati Uniti, il valore economico dei servizi ecosistemici forniti dai pipistrelli insettivori è stimato intorno ai 22,9 miliardi di dollari annui, calcolando anche la riduzione dei costi di pesticidi. In Italia, ricerche di questo tipo rimangono ancora scarse, ma evidenziano comunque l’importanza della conservazione di questi mammiferi.
Le linee guida enfatizzano inoltre la sensibilizzazione pubblica quale strumento decisivo per la conservazione. Quando una persona trova un pipistrello in difficoltà e lo soccorre, questa esperienza diretta genera emozioni positive che attivano atteggiamenti favorevoli alla protezione della biodiversità. I centri di recupero, in questo senso, fungono da ponte tra cittadini e ricercatori, trasformando il singolo episodio di soccorso in opportunità educativa collettiva.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha scelto di pubblicare questo documento nella forma più accessibile possibile agli operatori. Sebbene il linguaggio sia tecnico, la strutturazione per argomenti consente a veterinari, biologi e volontari di consultare rapidamente le sezioni pertinenti alle loro necessità. Questo approccio pratico riflette la consapevolezza che le linee guida avranno valore reale solo se saranno effettivamente utilizzate nelle operazioni quotidiane di recupero.
Scarica le linee guida: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-chirotteri
Per ulteriori informazioni sulla tutela dei pipistrelli, visita:
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