Una spedizione internazionale porta i primi dati sistematici sulle cavità carsiche dell’Horst del Dukagjin, nel Kosovo sud-occidentale
Spedizione speleologica a Zatriq: i protagonisti e gli obiettivi
Nel mese di aprile 2017, otto speleologi — sei provenienti dalla Bulgarian Caving Society di Sofia e due del Kosovo Institute for Nature Protection (KINP) di Pristina — hanno condotto una spedizione esplorativa nelle cavità del Monte Akovan, nel comune di Rahovec, Kosovo sud-occidentale. La spedizione è stata coordinata da Alexey Zhalov per la Bulgaria e da Fadil Bajraktari per il Kosovo.
L’obiettivo era il censimento delle grotte nell’area circostante il villaggio di Zatriq, che si trova ai piedi dell’Akovan, il rilievo principale della catena Koznik–Zatriq–Shkoze, che forma l’Horst del Dukagjin. Questa struttura tettonica si estende per circa 10 km in larghezza e 20 km in lunghezza, ed è formata da calcari e serpentiniti.
Il comune di Rahovec copre un’area di circa 275 km² e comprende 35 villaggi, tra cui Zatriq. Il territorio è già noto per la presenza di fenomeni carsici superficiali e sotterranei, ma fino a questa spedizione mancava una documentazione speleologica sistematica delle cavità della zona.
I risultati della spedizione: cinque grotte per quasi 200 metri esplorati
Nel corso di cinque giorni di lavoro sul campo, il gruppo ha esplorato e rilevato cinque cavità carsiche per un totale di 199,72 m di sviluppo planimetrico e 99,72 m di dislivello complessivo. In tutte le grotte sono stati raccolti campioni di fauna cavernicola.
Le cinque grotte si trovano tutte entro un raggio di circa 2 km dal villaggio di Zatriq, a quote comprese tra 794 e 929 m s.l.m. Quattro di esse si aprono sul versante nord-est rispetto al villaggio, mentre una — la più lunga — è collocata a sud-est.
Le cavità documentate sono:
- Shpella e Peshterit (Peshterri Cave), a 794 m s.l.m., inghiottitoio attivo con bacino imbrifero di circa 1,2 km², sviluppata lungo una frattura E-NE in calcari maastrichtiani. Tre corridoi degradanti terminano ostruiti da sedimenti e materiale organico portato dalle piene.
- Humnera e Pëllumbave (Abisso dei Piccioni), a 929 m s.l.m., con pozzo d’ingresso di 11,20 m e galleria inclinata a 43° lunga 22 m, pavimento di ghiaia e argilla.
- Humnera e Mbretëreshës së Bardhë (Abisso della Regina Bianca), a 828 m s.l.m., la più profonda della zona: il pozzo principale raggiunge 47,44 m dal lato SW dell’ingresso. Il fondo è piano, asciutto e coperto da argilla.
- Shpella e Zatriqit (Grotta di Zatriq), a 848 m s.l.m., la più lunga con 92,97 m di sviluppo, interamente orizzontale. Si articola in tre corridoi e una sala terminale (10 × 30 m, altezza 6,5 m) con un deposito di guano al centro.
- Shpella e Bali Agës (Grotta di Bali Aga), a 910 m s.l.m., galleria inclinata di circa 28 m con due rami che si ricongiungono all’estremità.
La geologia carsica dell’area: calcari cretacici e contatto con i complessi ofiolitici
Il substrato geologico dell’area è formato da calcari arenosi massicci a rudiste di età Santoniano–Maastrichtiano e da calcari a rudiste di età Maastrichtiana. Questi calcari si dispongono in una placca allungata in direzione NNO-SSE, inclinata tra 30° e 50° verso NE.
La caratteristica più rilevante del contesto geologico locale è il contatto tra i calcari e due sequenze ofiolitiche appartenenti al Complesso Ofiolotico Giurassico di Rahovec, messo in posto verso WSW durante l’accrezione crostale cretacica. Le rocce ultramafiche serpentinizzate che compongono questi frammenti ofiolitici contengono cromo. Con l’erosione in condizioni climatiche tropicali-subtropicali del passato, queste rocce hanno prodotto accumuli di bauxite, ospitati nel karst calcareo come residui dell’alterazione.
Questo meccanismo geologico spiega anche le pareti annerite osservate nelle grotte vicine già esplorate in precedenza. Il gruppo tedesco ISAAK aveva documentato nel settembre 2000 la Shpella e Flladit (Schattenhöhle) di Panorc, a pochi chilometri da Zatriq: una grotta di circa 950 m di sviluppo con un torrente sotterraneo, pareti nere di depositi di bauxite e cromite, temperatura dell’acqua stabile tra 10,6 e 10,8°C.
La Grotta di Zatriq e i reperti arqueologici: dall’Eneolitico all’Età del Bronzo
La Shpella e Zatriqit presenta un interesse che va oltre la speleologia. All’ingresso della cavità sono state individuate due trincee di scavo archelogico precedentemente effettuate. I frammenti ceramici recuperati in queste trincee sono stati datati a un arco che va dall’Eneolitico (Età del Rame) alla prima Età del Bronzo, un periodo compreso grossomodo tra il 4500 e il 2000 a.C.
Questo dato si inserisce in un contesto regionale ben documentato: il Kosovo ospita numerosi siti preistorici dal Neolitico all’Età del Bronzo. Le grotte erano usate come rifugi e luoghi di attività umana. La grande sala terminale della Shpella e Zatriqit, con il suo deposito di guano e la sua ampiezza (10 × 30 m), aveva tutte le caratteristiche per attrarre frequentatori anche in epoche remote.
Il carsismo superficiale del campo di doline di Zatriq
L’area circostante le grotte mostra una morfologia carsica superficiale completa. I ricercatori hanno rilevato la presenza contemporanea di karrenfeld (superfici calcaree con scanalature di dissoluzione), doline (depressioni chiuse a imbuto prodotte dalla dissoluzione dei calcari), valli carsiche (antiche valli fluviali oggi percorse da acque sotterranee) e ponor (inghiottitoi dove i corsi d’acqua scompaiono sotto terra).
Il rapporto della spedizione definisce il Monte Akovan e il campo dolinitico di Zatriq come una delle aree carsiche più importanti e interessanti del Kosovo.
La fauna cavernicola: campioni da tutte le grotte
Da tutte e cinque le cavità sono stati raccolti campioni di fauna cavernicola. Il Kosovo, come il resto dei Balcani, è considerato un hotspot mondiale per la biodiversità sotterranea. Ricerche condotte nel 2016 in Albania e Kosovo avevano già portato alla descrizione di sei nuove specie di gasteropodi d’acqua dolce sotterranei, con le prime segnalazioni georeferenziate per il Kosovo di Saxurinator schlickumi nella Gola di Rugova e di Iglica illyrica nella valle di Deçan.
Nelle grotte dei Monti Prokletije, che confinano con il territorio della spedizione, studi recenti hanno identificato oltre 20 specie tra troglobionti, eutroglofili e subtroglofili, con Coleotteri, Ditteri, Ragni e Miriapodi tra i gruppi più rappresentati. La grande quantità di guano nella sala terminale della Shpella e Zatriqit, prodotta da colonie di pipistrelli, indica la presenza di un ecosistema sotterraneo attivo, dove il guano rappresenta la principale fonte di energia per la catena alimentare cavernicola.
La collaborazione internazionale e il ruolo del KINP
La spedizione si inserisce in una rete di cooperazione internazionale in crescita.
La Bulgarian Caving Society ha proseguito la collaborazione con il Kosovo anche negli anni successivi: nel 2022 una spedizione bulgara ha esplorato i Monti Mokna, nel Kosovo nord-occidentale, documentando tre abissi per un totale di 198 m di profondità e una grotta orizzontale di 55 m, con segnalazione di inquinamento antropico in una cavità attraverso cui scorrono acque destinate all’uso potabile.
Il campo dolinifico di Zatriq, pur rientrando in un territorio non ancora formalmente tutelato da parchi naturali, si candida al riconoscimento come area di interesse naturalistico prioritario, in considerazione dei valori geomorfologici, biologici e archeo-speleologici documentati da questa e da precedenti spedizioni.
Vedi l’articolo completo pubblicato sull’ultimo numero di SpeleoMedit – Underground Vision Magazine: https://speleomedit.tetide.org/magazine/
Fonti consultate
- Bulgarian Caving Society — Kosovo Project 2017: https://www.academia.edu/33277094/Bulgarian_Caving_Society_KOSOVO_PROJECT_2017
- ISAAK — De Kosovo (esplorazione Shpella e Flladit, Panorc, 2000): https://www.isaak.org/de.kosovo.php
- Grego J. et al. — Six new subterranean freshwater gastropod species from northern Albania and some new records from Albania and Kosovo — PMC/NCBI, 2017: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5947767/
- Kocot J. et al. — Contribution to the knowledge of cave-dwelling fauna from the Prokletije Mountains — International Journal of Speleology, 2025: https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol54/iss1/4
- Bajraktari F. et al. — Final Report Expedition Mokna 2022: https://www.academia.edu/94247400/FINAL_REPORT_EXPEDITION_MOKNA_2022
- Kosovo Mining — Geology: https://kosovo-mining.org/mineral-resources/geology/?lang=en
- AMMK-RKS — Slovenian speleologists impressed with caves in Kosovo: https://www.ammk-rks.net/en/lajmi-single/115
- Scintilena — Monitoraggio specie invasive nelle grotte del Kosovo: https://www.scintilena.com/monitoraggio-specie-invasive-nelle-grotte-del-kosovo-ricerca-scientifica-internazionale-per-la-protezione-degli-ecosistemi-sotterranei/
- Wikipedia — Bukuroshja e Fjetur Cave (Sleeping Beauty Cave): https://en.wikipedia.org/wiki/Bukuroshja_e_Fjetur_Cave
- Licodu — Law of nature protection Kosovo 2010: http://licodu.cois.it/?p=10159&lang=en
- University of Michigan — Prehistoric and Historic Archaeological Sites in Kosovo: https://sites.lsa.umich.edu/kosovo-archaeology/sites/
Fonti
[1] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[2] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[3] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt