Monitoraggio di temperatura e anidride carbonica in grotte a passaggio cieco e l’effetto della ventilazione naturale

Monitoraggio della CO2 e temperatura nelle grotte cieche della Nuova Zelanda

Due grotte a passaggio cieco con un’unica entrata, Ruakuri Cave e Aranui Cave, situate nel distretto di Waitomo in Nuova Zelanda, sono state oggetto di uno studio scientifico volto a comprendere l’influenza delle condizioni ambientali sulla concentrazione di anidride carbonica (CO2) al loro interno.

Il monitoraggio ha riguardato in particolare la temperatura e la pressione parziale di CO2, con l’obiettivo di valutare l’impatto dei visitatori e delle condizioni naturali sull’ambiente ipogeo[1].

Variazioni stagionali della CO2 e ruolo della temperatura esterna

In Ruakuri Cave, è stato osservato che i cicli annuali della pressione parziale di CO2 seguono un andamento simile a quello del numero di visitatori, con picchi in estate.

Inizialmente si era ipotizzato che l’aumento di CO2 fosse causato dalla respirazione antropica dei visitatori.

Durante i periodi di chiusura prolungata dovuti alla pandemia di Covid-19, il ciclo annuale della CO2 si è mantenuto, suggerendo una fonte naturale del gas.

Ulteriori misurazioni più dettagliate hanno evidenziato che quando l’aria esterna è più calda di quella interna alla grotta, la pressione parziale di CO2 aumenta, mentre diminuisce rapidamente quando l’aria esterna si raffredda al di sotto della temperatura interna[1].

Meccanismo di circolazione dell’aria e accumulo di CO2 nelle zone di crollo

Entrambe le grotte terminano in zone di crollo superiori, attraverso le quali l’aria penetra e si percola, accumulando CO2 proveniente dal suolo.

Questo fenomeno è spiegato da un effetto camino: quando l’aria esterna è più calda, si crea un flusso d’aria che attraversa queste zone di crollo e l’epikarst, trasportando gas del suolo, inclusa l’anidride carbonica, e calore verso l’interno della grotta.

Quando l’aria esterna è più fredda, invece, l’aria entra attraverso l’unica entrata a livello inferiore, portando i livelli di CO2 a valori simili a quelli esterni.

Questo meccanismo ricorda la ventilazione a camino osservata in altre grotte della zona, come la Waitomo Glowworm Cave, anche se in Ruakuri e Aranui non sono presenti ingressi superiori evidenti[1].

Implicazioni per la conservazione delle grotte e la comprensione del processo carsico

L’accumulo di CO2 nelle grotte è un fattore critico poiché livelli elevati possono causare il degrado delle concrezioni speleotematiche.

Lo studio dimostra che la presenza di CO2 non è solo legata all’attività umana ma è influenzata da processi naturali di circolazione dell’aria e dal trasferimento di gas dal suolo.

Questi risultati contribuiscono a una migliore comprensione del microclima delle grotte cieche e dei processi che regolano la composizione dell’aria ipogea, elementi fondamentali per la gestione e la conservazione degli ambienti carsici[1].

Nota sulla licenza: Questo articolo si basa su uno studio distribuito con licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0, che consente la condivisione e l’adattamento non commerciale con attribuzione agli autori originali[1].

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Fonti

International Journal of Speleology

https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol54/iss1/5/

Hendy, C.H., Merritt, D.J., Corkill, S., Cross, T., 2025. Temperature-driven air circulation in caves with blind passages. International Journal of Speleology, 54(1), ijs2532. https://doi.org/10.5038/1827-806X.ijs2552