La spedizione IODP 399 ha individuato nel Massiccio di Atlantide fluidi profondi ad alta temperatura che potrebbero alimentare il sistema idrotermale della Città Perduta, un ambiente dove la vita prospera senza luce solare e che rappresenta un modello per la ricerca di forme di vita su altri mondi.
Città Perduta: individuata la sorgente dei fluidi profondi
Un nuovo studio internazionale ha fornito la prima evidenza diretta dell’esistenza di acqua di formazione surriscaldata in profondità sotto il campo idrotermale della Città Perduta (Lost City Hydrothermal Field), nell’Oceano Atlantico. La ricerca aiuta a comprendere il funzionamento di uno degli ecosistemi più particolari del pianeta, dove la vita non dipende dall’energia del Sole ma dalle reazioni chimiche che avvengono tra l’acqua marina e le rocce del mantello terrestre. (Science X?)
La Città Perduta si trova sul Massiccio di Atlantide, lungo la Dorsale Medio-Atlantica. È celebre per le sue alte torri carbonatiche e per le sorgenti alcaline che emettono fluidi ricchi di idrogeno e metano, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di comunità microbiche specializzate. Questo sistema è attivo da oltre 100.000 anni ed è considerato uno dei migliori esempi di ecosistema alimentato dalla serpentinizzazione delle rocce ultramafiche. (publications.iodp.org?)
La spedizione IODP 399 ha perforato il Massiccio di Atlantide
La scoperta deriva dai risultati della spedizione IODP Expedition 399 – Building Blocks of Life, che ha perforato il Massiccio di Atlantide per studiare i processi geologici e geochimici che avvengono sotto il fondale oceanico.
I ricercatori hanno realizzato il foro U1601C raggiungendo circa 1,3 chilometri sotto il fondale marino. Nei campioni di acqua recuperati dai livelli più profondi hanno osservato che fino all’80% del fluido era costituito da acqua di formazione proveniente dall’interno della crosta oceanica e non da semplice acqua marina infiltrata. (publications.iodp.org?)
Le analisi chimiche indicano che questi fluidi hanno reagito con le rocce a temperature superiori ai 300 °C. Durante il percorso hanno perso quasi completamente il magnesio e si sono arricchiti di calcio, litio, rubidio, cesio e stronzio. La loro composizione è molto simile a quella dei fluidi che emergono oggi dai camini idrotermali della Città Perduta, suggerendo un collegamento tra il sistema profondo e le sorgenti superficiali. (Science X?)
Il ruolo della serpentinizzazione negli ecosistemi profondi
Il processo che alimenta la Città Perduta prende il nome di serpentinizzazione. Quando l’acqua marina penetra nelle fratture della crosta oceanica e reagisce con minerali ricchi di olivina presenti nelle rocce ultramafiche, si producono idrogeno e altre molecole in grado di fornire energia chimica ai microrganismi.
In questo ambiente non esiste fotosintesi. L’intero ecosistema si basa sulla chemiosintesi, cioè sull’utilizzo dell’energia ricavata dalle reazioni chimiche. Per questo motivo il sito rappresenta uno dei laboratori naturali più importanti per comprendere come possano svilupparsi forme di vita in condizioni estreme. (publications.iodp.org?)
Un modello per studiare la vita oltre la Terra
La Città Perduta è considerata uno dei migliori analoghi terrestri degli oceani nascosti sotto la crosta ghiacciata di lune come Encelado, satellite di Saturno, ed Europa, luna di Giove.
Gli scienziati ritengono infatti che, se anche su questi mondi siano presenti interazioni tra acqua e rocce simili a quelle osservate nel Massiccio di Atlantide, potrebbero esistere sorgenti di energia capaci di sostenere ecosistemi microbici indipendenti dalla luce solare. Comprendere il funzionamento del sistema terrestre aiuta quindi a definire dove cercare possibili tracce di vita nel Sistema Solare. (publications.iodp.org?)
I prossimi sviluppi della ricerca
Gli autori sottolineano che i campioni raccolti durante la perforazione risultano ancora parzialmente miscelati con acqua marina e fluidi utilizzati nelle operazioni di trivellazione. Per questo motivo non è ancora possibile dimostrare in modo definitivo il collegamento diretto tra il foro di perforazione e i camini idrotermali della Città Perduta.
Le future campagne utilizzeranno campionatori a tenuta di gas per recuperare acqua di formazione più pura e misurare con maggiore precisione il contenuto di idrogeno e degli altri gas disciolti. Questi dati permetteranno di ricostruire meglio il percorso dei fluidi profondi e di valutare quanta energia chimica venga trasferita all’ecosistema superficiale. (Science X?)
Pubblicazione scientifica
Wheat C.G. et al., Borehole Waters From Hole U1601C (Atlantis Massif) Provide Constraints for a Deep-Sourced Formation Water That (Could) Feed the Lost City Hydrothermal Field, Geochemistry, Geophysics, Geosystems (2026). DOI: 10.1029/2026GC012967.
Fonti
- Science X (articolo): https://sciencex.com/news/2026-07-deep-lost-city-scientists-uncovered.html
- International Ocean Discovery Program – Expedition 399: https://publications.iodp.org/proceedings/399/101/399_101.html
- International Ocean Discovery Program – Scientific Prospectus: https://publications.iodp.org/scientific_prospectus/399/
- International Ocean Discovery Program – Site U1601: https://publications.iodp.org/proceedings/399/104/399_104.html
- Supplemento scientifico (Zenodo): https://zenodo.org/records/18364583