Bakovac: foto da pagina social Gigi Casati

Lo speleosub Gigi Casati, tra i più forti esploratori di cavità sommerse al mondo, guida una spedizione internazionale che vuole svelare nuovi segreti della sorgente carsica di Bakovac: scoperti 100 metri di galleria oltre i 90 metri di profondità

La sorgente di Bakovac, situata nella regione della Lika, una decina di chilometri a nord di Gracac, è uno dei più promettenti sistemi carsici sommersi della Croazia. Le prime esplorazioni speleosubacquee risalgono al 2001, ma è stato soprattutto negli ultimi anni che le ricerche hanno iniziato a rivelarne il potenziale. Nel 2013 erano stati esplorati e rilevati circa 186 metri di galleria fino a 60 metri di profondità, fermandosi davanti a una prosecuzione di grandi dimensioni che lasciava intuire ulteriori sviluppi.

È proprio su quella prosecuzione che, in questo caldo luglio del 2026, sta lavorando il gruppo guidato da Luigi “Gigi” Casati, uno degli speleosub più autorevoli a livello internazionale, che quest’anno ha compiuto 40 anni di esplorazioni.

Nei decenni di esperienza nelle esplorazioni di cavità sommerse, Casati ha firmato alcune tra le più importanti scoperte speleosubacquee degli ultimi decenni, contribuendo allo sviluppo delle tecniche di immersione in ambiente ipogeo e partecipando a spedizioni in Italia, Europa, Asia e Sud America. A Bakovac la sua esperienza si sta rivelando determinante per affrontare un sistema complesso, dove profondità elevate, acqua a soli 8°C e passaggi angusti rendono ogni avanzamento una vera impresa.

In ognuna mette coraggio, esperienza, metodo e precisione quasi maniacale. E una grande modestia.

L’obiettivo è ambizioso: spingersi oltre il secondo sifone della sorgente di Bakovac, un sistema carsico ancora in gran parte sconosciuto, dove ogni metro conquistato può cambiare la conoscenza dell’intera cavità.

Come spesso accade nelle grandi esplorazioni, il successo nasce molto prima dell’immersione. Le immagini diffuse da Casati raccontano giornate dedicate alla preparazione delle attrezzature, alla ricarica delle bombole, alla sistemazione del materiale sul Defender e sul carrello che dovrà trasportare centinaia di chilogrammi di equipaggiamento fino all’ingresso della sorgente. Un lavoro lungo e faticoso, indispensabile per affrontare immersioni tanto profonde quanto complesse.

Il 14 luglio è arrivato un primo risultato importante. Andrea Scipioni ha esplorato 105 metri di gallerie completamente vergini nel secondo sifone, raggiungendo la profondità di 51 metri. Il giorno successivo Casati, insieme allo stesso Scipioni e a Frank Giordani, ha trasportato fino al secondo sifone le bombole di emergenza necessarie per le immersioni successive. Un’attività logistica tutt’altro che semplice, resa ancora più impegnativa dai continui attraversamenti del primo sifone, che dopo tre giorni consecutivi iniziano inevitabilmente a farsi sentire.

Nei giorni successivi Casati è tornato sott’acqua per valutare la prosecuzione della cavità. Superata una stretta frattura iniziale che conduce fino a 21 metri di profondità, la galleria scende a 35 metri e cambia completamente aspetto. Qui si apre una spettacolare frattura quasi verticale che precipita fino a 81 metri. Alla base compare una grande frana, apparentemente senza uscita. Ma l’occhio dell’esploratore nota un piccolo passaggio sulla destra che potrebbe rappresentare la prosecuzione della cavità.

Quella ricognizione, però, viene interrotta da un inconveniente. A soli quattro metri di profondità un guanto stagno si lacera contro la roccia estremamente tagliente. Con un’acqua a soli 8 gradi, proseguire sarebbe troppo rischioso e Casati è costretto a rinviare l’esplorazione.

La perseveranza viene premiata il 23 luglio. In compagnia di Andrea Scipioni e Riccardo Denaro, Casati raggiunge nuovamente il secondo sifone. Questa volta utilizza un piccolo “scooter” subacqueo Suex per arrivare rapidamente alla base della frattura. Superato il restringimento, si apre davanti ai suoi occhi una galleria straordinaria, completamente inesplorata, che penetra nel cuore della montagna.

L’emozione lascia subito spazio al lavoro. Casati posa altri 100 metri di sagola guida nella nuova galleria, esplorandola tra gli 85 e i 95 metri di profondità. È una scoperta che conferma l’enorme potenziale della sorgente di Bakovac e apre prospettive estremamente promettenti per le prossime immersioni.

Alla spedizione, raccontata a più ondate da Gigi sui social, partecipano anche Alan Kovacevic, Andrea Scipioni, Frank Giordani, Gordan Polic, Riccardo Denaro, Massimiliano C. e Argo Sid Secondo: costituiscono un gruppo internazionale di grande competenza ed esperienza, necessarie per affrontare una delle esplorazioni speleosubacquee più interessanti del momento.

Per chi osserva dall’esterno possono sembrare soltanto numeri: 100 metri di galleria, 95 metri di profondità, acqua a 8 gradi. Per gli esploratori, invece, sono tasselli preziosi che ampliano la conoscenza di un mondo nascosto, dove ogni immersione richiede competenza, pazienza e una straordinaria capacità di lavorare in squadra. E per noi, che possiamo seguire le imprese attraverso i loro racconti e le loro immagini, rappresentano risultati eccezionali, capaci di aggiungere un nuovo frammento alla conoscenza del grande patrimonio sotterraneo del nostro pianeta.

Le fotografie sono state attinte dalla pagina social di Gigi Casati.


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