A Lualaba, il cedimento in una galleria artigianale, il 15 novembre 2025, mette a nudo le condizioni estreme dell’estrazione

Rapide indagini avviate, ma il cuore dell’industria globale resta macchiato di sangue

Il 15 novembre 2025 nella provincia del Lualaba, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), una galleria artigianale di estrazione di rame e cobalto nel sito di Kawama è crollata in modo catastrofico.

Secondo le prime stime, i corpi recuperati superano i 70, con decine di dispersi ancora sotto tonnellate di roccia e fango.

Le operazioni di soccorso sono ostacolate dalle condizioni: infrastrutture fragili, macchinari bloccati dal fango e dal crollo stesso, fonti in loco parlano di un intervento quasi manuale delle squadre di recupero.

Perchè?

L’incidente appare il frutto di una concatenazione di fattori:

  • Il collasso strutturale è legato a condizioni geologiche instabili, aggravate da piogge torrenziali che hanno indebolito i versanti della galleria artigianale.
  • L’estrazione era condotta in forma artigianale, attraverso cooperative locali e senza gli standard di sicurezza che regolano l’industria mineraria formale.
  • Le pratiche irregolari — mancanza di ispezioni, uso potenziale di esplosivi non autorizzati, infrastrutture di supporto insufficienti — sono già nel mirino delle autorità e delle organizzazioni internazionali.

Tragedia vs Materie prime critiche

Il rame e il cobalto estratti in queste miniere alimentano le nostre batterie, i nostri smartphone, gli oggetti dell’elettronica quotidiana.

Dietro ogni cellula di batteria, c’è un prezzo umano.

Il sito di Kawama è definito simbolo della contraddizione: da un lato, risorsa preziosa per la transizione energetica; dall’altro, teatro di sfruttamento estremo e di rischio per chi scava nelle viscere della terra.

Mentre le autorità provinciali confermano l’apertura di un’indagine per far luce su eventuali violazioni della normativa di sicurezza (eventuali?), le organizzazioni umanitarie e sindacali internazionali si risvegliano e chiedono regolamentazione più severa, trasparenza nelle concessioni minerarie, maggiori investimenti in sicurezza sul lavoro. Prima dov’erano?

La domanda di “materie prime critiche” come rame e cobalto cresce in un mondo orientato verso l’elettrico e le tecnologie verdi: ma la sostenibilità non è solo ambientale: è anche sociale e umana.

Se restiamo indifferenti, accettiamo che la transizione energetica continui a poggiare su vite fragili. “Supply chain” non è un più concetto astratto: è fatto, ora, di luoghi remoti, condizioni reali, vulnerabilità concrete.

La miniera di Kawama, luogo geografico sperduto della RDC, diventa simbolo di un bivio in cui il mondo globale non sa scegliere la direzione: le materie prime della modernità possono essere estratte avendo rispetto per la dignità umana?

Marcinelle: torniamo al passato?

La tragedia in Congo richiama un’ombra antica: Marcinelle, 1956.

Quasi settant’anni dopo, cambiano i Paesi, ma non le dinamiche: miniere instabili, sicurezza insufficiente, vite schiacciate dal peso delle risorse che il mondo richiede.

La domanda è semplice e amara: stiamo tornando al passato, o non ne siamo mai usciti?

Foto copertina: Marcinelle, 8 agosto 1956. I soccorritori davanti al pozzo del Bois du Cazier durante le operazioni di recupero delle vittime del più grave disastro minerario della storia del Belgio. Nell’incendio e nelle esalazioni di gas persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Foto storica rilasciata con licenza Creative Commons CC BY-SA 4.0

Fonte: Fonte: «Ennesima tragedia in una miniera di rame e cobalto in Congo – Il crollo in video», Rai News, 16 novembre 2025 https://www.rainews.it/video/2025/11/ennesima-tragedia-in-una-miniera-di-rame-e-cobalto-in-congo-il-crollo-in-video-adb61c2c-608a-4be6-b66e-b80e474d7f6d.html

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