foto di grotta friulana

Dentro la terra, tra memoria e scoperta

Nel cuore dell’estate 2025, il settimo numero di Cronache Ipogee ci accompagna in un viaggio articolato e affascinante nei mondi sotterranei del Friuli Venezia Giulia e oltre. Tra esplorazioni tecniche, riflessioni storiche e sorprendenti osservazioni naturalistiche, la rivista si conferma una bussola per orientarsi tra le molteplici dimensioni della speleologia.

Tecnologia e intuizione al Fontanone del Riu Neri aprono il numero: grazie all’uso sperimentale dell’ARTVA, strumento nato per la ricerca in valanga, il CAT ha individuato un possibile collegamento asciutto tra la caverna e il sifone sommerso. Una svolta nella speleosubacquea che apre prospettive esplorative nuove, affrontate con attenzione alla reversibilità dell’intervento e alla tutela dell’ambiente carsico.

Si prosegue poi con la documentazione storica, dove viene presentato il volume Saggio di bibliografia speleologica della Venezia Giulia – 1916-1945, una miniera di riferimenti per studiosi e appassionati. A questo si affianca il racconto del Simposio ALCADI 2020, finalmente concretizzatosi dopo le difficoltà legate alla pandemia, e la pubblicazione dei relativi atti.

Il numero ospita anche un approfondimento sul documentario in lavorazione “La sottile linea incerta”, con riprese realizzate nell’Abisso Bonetti, grotta già ricovero militare durante la Grande Guerra, oggi teatro di suggestivi giochi di luce e ricca di biodiversità. Proprio in questa grotta viene osservata la rana di Lataste, rara specie anfibia inserita nella lista rossa europea: un episodio che mette in luce la fragilità e l’importanza biologica degli ambienti ipogei.

Non manca lo spazio per il racconto in prima persona, come l’escursione al Canin tra ferrate, nevai e tracce della guerra, che unisce l’alpinismo leggero alla frequentazione speleologica in quota. In parallelo, il Campo Speleologico estivo del CAT “Canin 2025” è narrato con tono diretto e vivido: trasporti in elicottero, rilievi, riarmo, bivacchi in tenda e la determinazione nel seguire aria e acqua verso nuovi rami.

Infine, uno sguardo alla geologia della Val Dogna, tra impronte fossili di rettili e pisoliti ferrifere: un promemoria che anche in superficie, appena sotto i nostri piedi, la storia della terra continua a parlare.

Con 32 uscite e 78 giornate/uomo registrate solo nel mese di luglio, questo numero di Cronache Ipogee restituisce la ricchezza e la varietà dell’attività speleologica regionale: una pratica che continua a coniugare rigore scientifico, avventura e attenzione al contesto naturale e umano.

Il numero completo è scaricabile qui:
https://cronacheipogee.jimdofree.com

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