Screenshot

L’Acropoli di Cuma, l’Antro della Sibilla e i templi di Apollo raccontano oltre duemila anni di storia nel Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

Fondata nell’VIII secolo a.C. da coloni greci provenienti dall’Eubea, Cuma rappresenta la prima colonia greca dell’Italia meridionale e dell’intero Mediterraneo occidentale. Da questa città si diffusero nella penisola elementi fondamentali della cultura greca, tra cui l’alfabeto, destinato a influenzare profondamente le popolazioni italiche. Nei secoli la città mantenne un ruolo strategico, passando sotto il controllo romano e conoscendo importanti trasformazioni urbanistiche durante l’età augustea.  

La nuova rubrica del Parco Archeologico dei Campi Flegrei dedica il primo approfondimento all’Acropoli di Cuma, cuore monumentale della città antica e luogo dove storia, archeologia e tradizione mitologica si intrecciano in un percorso ancora oggi visitabile.

L’Antro della Sibilla: tra archeologia e tradizione

Il monumento più conosciuto dell’Acropoli è senza dubbio l’Antro della Sibilla, una lunga galleria scavata nel banco di tufo tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C.

Le indagini archeologiche indicano che la struttura nacque probabilmente con una funzione militare, destinata alla difesa dell’Acropoli durante l’età sannitica. La galleria, inizialmente di forma trapezoidale e successivamente modificata in epoca romana, presenta numerosi bracci laterali nei quali furono ricavate cisterne per la raccolta delle acque piovane.

L’identificazione con la dimora della celebre Sibilla Cumana appartiene alla tradizione inaugurata dagli scavi di Amedeo Maiuri negli anni Trenta del Novecento. Sebbene gli studiosi ritengano improbabile che fosse il reale luogo dell’oracolo, il monumento continua a conservare un forte valore simbolico grazie al legame con il racconto dell’Eneide di Virgilio, nel quale Enea consulta la sacerdotessa prima della discesa negli Inferi.  

La Torre Bizantina e la trasformazione dell’Acropoli

Oltrepassato l’Antro della Sibilla si raggiunge la cosiddetta Torre Bizantina, uno dei bastioni della porta monumentale dell’Acropoli.

La struttura deve il proprio nome agli interventi realizzati durante il periodo bizantino, quando il complesso fu trasformato in un castrum nell’ambito della guerra greco-gotica del VI secolo d.C. Questa fase testimonia come il sito abbia mantenuto un ruolo strategico anche molti secoli dopo la fondazione greca.

Il Tempio di Apollo e la continuità dei luoghi di culto

Percorrendo l’antica Via Sacra si raggiunge la terrazza inferiore dell’Acropoli, dove si trova il cosiddetto Tempio di Apollo.

L’edificio originario risale alla fine del VI secolo a.C., ma durante l’età augustea fu quasi completamente ricostruito, conservando soltanto il basamento e acquisendo un monumentale pronao sul lato lungo.

Dal IV secolo d.C. il santuario venne trasformato in una chiesa cristiana, dotata anche di un fonte battesimale. La continuità dell’utilizzo religioso del luogo rappresenta uno degli aspetti più significativi della storia dell’Acropoli, dove gli edifici sacri furono progressivamente adattati alle nuove esigenze spirituali delle diverse epoche.  

Il Tempio Maggiore e la rilettura archeologica

Sulla terrazza superiore si trova il Tempio Maggiore, tradizionalmente identificato come Tempio di Giove.

Le più recenti ricerche archeologiche hanno invece portato a riconsiderarne l’attribuzione, indicando una dedicazione ad Apollo. Anche questo edificio, costruito nel VI secolo a.C., fu convertito in chiesa tra IV e VI secolo d.C.

In questa fase furono realizzati un battistero rivestito di marmi policromi e una cappella, testimonianze ancora oggi in parte visibili. Durante il Medioevo la chiesa accolse le reliquie di San Massimo e Santa Giuliana, assumendo un ruolo importante nella diocesi di Pozzuoli. Dopo il progressivo abbandono della città, anche il complesso fu spogliato dei rivestimenti e lasciato in stato di abbandono.  

Un itinerario per conoscere il patrimonio dei Campi Flegrei

Con la rubrica “Attraversando il Parco”, il Parco Archeologico dei Campi Flegrei propone un percorso divulgativo dedicato ai principali siti del territorio, da Pozzuoli a Bacoli, da Quarto a Giugliano.

L’iniziativa intende valorizzare sia i monumenti aperti al pubblico sia quelli interessati da attività di restauro e ricerca, offrendo una lettura aggiornata del patrimonio archeologico flegreo. L’Acropoli di Cuma, con l’Antro della Sibilla, la Torre Bizantina e i templi che hanno attraversato oltre due millenni di storia, rappresenta uno dei luoghi più significativi per comprendere l’evoluzione storica, religiosa e culturale dei Campi Flegrei.  

Fonti