Architetture rupestri e cavità artificiali: gli Atti raccolgono 42 relazioni scientifiche presentate tra il 26 e il 29 settembre 2024

Nei giorni 26-29 settembre 2024, Palagianello in provincia di Taranto ha ospitato il convegno internazionale “Paesaggi culturali degli insediamenti in roccia. Ricerca. Valorizzazione. Promozione”.

L’evento, tenutosi presso il Castello Stella Caracciolo, ha riunito archeologi, speleologi, geomorfologi, architetti e ricercatori provenienti da atenei italiani e stranieri per approfondire il tema dei paesaggi rupestri e delle cavità artificiali. A distanza di pochi mesi dalla conclusione dei lavori, sono stati pubblicati gli Atti completi della manifestazione. Il volume, edito dalla rivista “Restauro Archeologico” e curato da Carmela Crescenzi dell’Università degli Studi di Firenze e da Carla Galeazzi della Società Speleologica Italiana, raccoglie oltre quaranta interventi e presenta una panoramica articolata sulla ricerca in ambito di insediamenti in roccia, cavità artificiali e strategie di conservazione territoriale.

Le introduzioni scientifiche: fondamenti teorici

La giornata iniziale è stata dedicata alle introduzioni scientifiche, intese a fornire i fondamenti teorici e territoriali del convegno. Gianfranco Lopane, Assessore al Turismo della Regione Puglia, ha descritto il rapporto tra natura e cultura nella Terra delle Gravine. Giuseppe Gasparre, Sindaco di Palagianello, ha affrontato il tema delle sinergie locali quale base per lo sviluppo consapevole del territorio. Emanuele Ventura, Presidente onorario dell’APS Cultura & Armonia, ha illustrato le sinergie necessarie per valorizzare i paesaggi rupestri. Carla Galeazzi della Società Speleologica Italiana ha tracciato l’evoluzione semantica del concetto di cavità artificiali nell’interdisciplinarietà contemporanea. Carmela Crescenzi ha introdotto il tema centrale del convegno: i paesaggi culturali degli insediamenti in roccia come sistemi territoriali stratificati in cui natura e cultura risultano inestricabilmente intrecciate.

Geomorfologia e stabilità territoriale

Pietro Laureano ha presentato uno studio sulla Terra delle Murge e delle Gravine. Analizzò il patrimonio rupestre dal punto di vista geomorfologico, simbolico e culturale. Isabella Serena Liso e Mario Parise hanno affrontato i fattori predisponenti, preparatori e innescanti i fenomeni di instabilità nel territorio delle gravine apulo-lucane. Questi studi hanno dimostrato come la comprensione della geomorfologia sia essenziale sia per la conservazione del patrimonio rupestre sia per la pianificazione territoriale consapevole.

La Commissione Nazionale Cavità Artificiali e la ricerca speleologica

Michele Betti ha illustrato il ruolo svolto dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana nel corso dei suoi oltre quarant’anni di attività. La commissione, ha spiegato, rappresenta il principale punto di riferimento nazionale per le attività di ricerca, studio, documentazione e formazione negli ambienti ipogei di origine antropica. La commissione ha contribuito significativamente al catalogo nazionale delle cavità artificiali e alla promozione di metodologie standardizzate di documentazione scientifica.

Prospettive internazionali: architetture rupestri nel mondo

Una sezione importante degli Atti è dedicata alle architetture rupestri internazionali. Gianluigi Maria Vezoli ha trattato l’evoluzione dell’architettura rupestre buddhista in India. Parisa Darv ha descritto l’architettura tradizionale iraniana denominata dastkand e le sue radici storiche. In Cappadocia, Figen K?v?lc?m Çorakba?, Daniela Concas e Tancredi Carunchio hanno affrontato il tema dei complessi chiesi rupestri secondo il framework della Convenzione Europea del Paesaggio. Catherine Jolivet-Lévy ha documentato la chiesa rupestre di Be?aret Kaya presso Kayseri. Marcello Scalzo ha proposto ipotesi ricostruttive di insediamenti rupestri a Göreme, mentre Andrea Pasquali ha illustrato l’uso della fotogrammetria e dei modelli virtuali per la documentazione e comunicazione del patrimonio culturale nella medesima regione. Murat E. Gülyaz ha presentato ricerche sul sito archeologico ipogeo di Kaymakli in Cappadocia. Carmela Crescenzi ha documentato il monastero armeno di Geghard, antico nucleo del monastero Ayrivank, mediante indagini e rilievi mirati.

Tecnologie per la documentazione e la conservazione

Adriana Rossi, Sara Gonizzi Barsanti e Silvia Bertacchi hanno presentato modelli 3D per la valorizzazione delle tombe di stile strutturale sannitico a Capua, risalenti al III secolo a.C. Daniel Morleghem e Vincent Jolivet hanno condotto nuove ricerche sulla tomba Torlonia di Cerveteri. Carmela Crescenzi, Serena Iljazaj e Domenico Antonacci hanno illustrato l’uso dell’ICT nel Parco Archeologico di Vitozza in Toscana. Jorge López Quiroga e Natalia Figueiras Pimentel hanno analizzato i materiali e le tecnologie costruttive nel complesso monastico di San Pedro de Rocas in Galizia. Carlos Guillermo Vargas Febres, Ana Torres Barchino, Juan Serra Lluch ed Elizabeth Eliana Bautista Huaipar hanno documentato gli intonaci in calce nelle cripte e catacombe della Basilica Cattedrale del Cusco. Christiana Papitsi, Theodore Ganetsos, Meropi Katsantoni, Christos Drosos ed Eleni Symeonaki hanno condotto uno studio sul monitoraggio del microambiente in siti remote di eredità culturale rupestre, utilizzando come case study un’eremo bizantino in Grecia.

Ricerche italiane: dalla Toscana alla Campania

Cecilia Maria Roberta Luschi e Alessandra Vezzi hanno presentato linee di ricerca relative a Pitigliano, in provincia di Grosseto, e ai suoi ipogei nell’area tufacea. Marco Carpiceci e Antonio Schiavo hanno documentato la grotta di San Michele Arcangelo a Casalbore, in provincia di Avellino, lungo il tracciato di un antico tratturo. Rossella Salerno ha offerto sguardi molteplici sui paesaggi culturali. Ruggero G. Lombardi ha illustrato l’acquisizione di indicatori cronologici negli insediamenti rupestri mediante l’analisi dei dati epigrafici.

Architetture rupestri dell’Appennino e della Puglia settentrionale

Emiliano Romagnoli ha affrontato l’architettura rupestre di culto nell’Appennino Centrale, con focus sulle province di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno. Santino Alessandro Cugno, Franco Dell’Aquila e Ruggero G. Lombardi hanno sottoposto a rilettura critica la chiesa rupestre di Lama d’Antico a Fasano, in provincia di Brindisi. Giulio Mastrangelo ha esaminato il patrimonio rupestre nella Longobardia meridionale, tracciando storia della presenza longobarda in Puglia, evoluzione delle credenze religiose, fenomeni di conversione al cattolicesimo e la diffusione del culto per San Michele Arcangelo.

Palagianello, Matera e il territorio tarantino

Domenico Caragnano e Francesco Caragnano hanno documentato la presenza di una comunità greca nell’insediamento rupestre medievale di Palagianello. Elie Essa Kas Hanna ha analizzato la dicotomia del paesaggio rupestre ennese tra arte dello scavato e arte del costruito, offendo nuove riflessioni sul sistema insediativo medievale della Sicilia centrale. Per Matera, Sabrina Centonze e Raffaele Paolicelli hanno affrontato il complesso rupestre dei ‘Locori di Monsignore’ dal punto di vista morfologico e territoriale. Sabrina Centonze ha condotto indagini sulle testimonianze pittoriche e graffite del medesimo complesso rupestre. Daiana Dall’Arche ha studiato la chiesa rupestre di Santa Maria dell’Abbondanza. Maurizio De Vita, Pietro Matracchi e Maddalena Branchi hanno affrontato criticità metodologiche relative alla conservazione delle pitture murali delle chiese rupestri. Enrico Lamacchia ha analizzato il rapporto tra patrimonio architettonico rurale e morfologia del territorio a Matera. Sergio Natale Maglio ha documentato i monasteri benedettini in rupe di Mottola, in provincia di Taranto.

Archeologia della riusabilità e studi di caso nel sud della Puglia

Stefano Calò, Domenico Caragnano, Franco Dell’Aquila e Dante Sacco hanno affrontato il tema dell’archeologia del rupestre focalizzandosi sul riuso degli ipogei funerari nel medioevo, con casi di studio nella Puglia meridionale. Giovanni Di Stefano ha segnalato opere rupestri utilitarie presso il fortilium di Ispica in Sicilia.

Valorizzazione, turismo e comunicazione digitale

Patrizia Angelini e Maurizio Forte hanno presentato progetti di turismo archeo-termale e itinerari legati alle antiche vie dell’acqua. Massimo Cardosa ha illustrato testimonianze semisconosciute e scenografie naturali presso Saturnia nel comune di Manciano, provincia di Grosseto, evidenziando come il passaggio dal naturale al costruito rappresenti un’opportunità di valorizzazione territoriale. Alessandro Spennato ha analizzato strategie di design per la reinterpretazione dell’architettura rupestre nel contesto della comunicazione digitale contemporanea.

Interdisciplinarietà e metodologie integrate

La pluralità degli interventi pubblicati negli Atti riflette l’approccio multidisciplinare ormai consolidato negli studi sui paesaggi rupestri. Archeologi, geomorfologi, conservatori, speleologi, architetti e specialisti di comunicazione digitale hanno contribuito a tracciare un quadro completo delle problematiche connesse al patrimonio rupestre. Dalla geomorfologia alla storia medievale, dalle tecnologie di rilievo alle strategie di valorizzazione turistica, il convegno ha affrontato tutte le dimensioni del fenomeno culturale rappresentato dai paesaggi rupestri e dalle cavità artificiali.

Significato della pubblicazione per la ricerca sui paesaggi rupestri

La pubblicazione degli Atti rappresenta uno strumento di riferimento per quanti operano nel campo della ricerca archeologica, della conservazione architettonica, della speleologia scientifica e della valorizzazione territoriale. I paesaggi rupestri italiani risultano inseriti in una prospettiva internazionale che consente di leggerne le specificità all’interno di una storia dell’insediamento umano negli ambienti ipogei di lunga durata. Gli Atti del convegno di Palagianello documentano il consolidamento, a livello scientifico, di un approccio integrato alla ricerca sui paesaggi rupestri e sulle cavità artificiali. Questo approccio riconosce la complessità dei sistemi insediativi scavati nella roccia, ne valorizza le testimonianze materiali e immateriali, e propone metodologie consapevoli di conservazione e gestione del territorio. La ricerca su insediamenti in roccia e cavità artificiali continua pertanto a rappresentare un’area di interesse cruciale per la comprensione della nostra storia culturale e per la pianificazione del futuro dei nostri territori.

Tutti gli interventi agli atti:

Presentazioni | Introductions
Terra delle gravine: dialogo tra natura, cultura e valorizzazione 8
Gianfranco Lopane, Assessore al Turismo, Sviluppo e Impresa Turistica della Regione Puglia

Terra delle gravine e sinergie locali: radici per lo sviluppo di un futuro condiviso 9
Giuseppe Gasparre, Sindaco del Comune di Palagianello

Sinergie per valorizzare i paesaggi rupestri 10
Emanuele Ventura, Presidente onorario dell’APS Cultura & Armonia

Dal troglo ai paesaggi in roccia: evoluzioni semantiche e interdisciplinarietà 11
Carla Galeazzi, Società Speleologica Italiana – Commissione Nazionale Cavità Artificiali

Paesaggi culturali degli insediamenti in roccia 12
Carmela Crescenzi, Università degli Studi di Firenze. Dipartimento di Architettura

Interventi | Speeches
La Terra delle Murge e delle Gravine: 16
un patrimonio rupestre tra geomorfologia, simbolismo e cultura universale
Pietro Laureano

La Commissione Nazionale Cavità Artificiali SSI: 28
da oltre quarant’anni punto di riferimento per le attività di ricerca, studio,
documentazione e formazione speleologica in ambienti ipogei di origine antropica
Michele Betti

Fattori predisponenti, preparatori e innescanti i fenomeni di instabilità 36
nel territorio delle gravine Apulo-lucane
Isabella Serena Liso, Mario Parise

Sguardi molteplici sui paesaggi culturali 46
Rossella Salerno

Dicotomia del paesaggio rupestre ennese, arte dello scavato e arte del costruito: 54
nuove riflessioni sul sistema insediativo medievale nella Sicilia centrale
Elie Essa Kas Hanna

Evoluzione dell’architettura rupestre buddista in India 64
Gianluigi Maria Vezoli

L’acquisizione di indicatori cronologici negli insediamenti rupestri attraverso i dati epigrafici 74
Ruggero G. Lombardi

Architettura dastkand: l’adattamento uomo-ambiente 84
e le radici storiche dell’abitare rupestre in Iran
Parisa Darv

From material to use. Technology in rock-cut architecture and the architectural spaces 96
of the monastic complex of St. Pedro of Rocas (Galicia, Spain)
Jorge López Quiroga, Natalia Figueiras Pimentel

Lime plastering in the crypts and catacombs of the Cathedral Basilica of Cuzco 106
Carlos Guillermo Vargas Febres, Ana Torres Barchino, Juan Serra Lluch , Elizabeth Eliana Bautista Huaipar

3D models for the valorisation of the Samnite structural style tombs (Capua 3rd century BC) 114
Adriana Rossi, Sara Gonizzi Barsanti, Silvia Bertacchi

La tombe Torlonia de Cerveteri: nouvelles recherches 126
Daniel Morleghem, Vincent Jolivet

Il Parco Archeologico di Vitozza. Toscana, Italia. ICT per la valorizzazione 138
Carmela Crescenzi, Serena Iljazaj, Domenico Antonacci

Geological and archaeological of Kaymakli underground settlement in Cappadocia 150
Murat E. Gülyaz

Understanding the heritage of the rural church complexes of Cappadocia 158
through the European Landscape Convention framework:
the case of the Panayia Hill and Gorgoli settlement near Mustafapa?a (Sinasos)
Figen K?v?lc?m Çorakba?, Daniela Concas, Tancredi Carunchio

Be?aret Kaya Kilisesi, a little-known rock-cut church near Kayseri (Cappadocia) 166
and its painted decoration dated to 1026/1027
Catherine Jolivet-Lévy

Ipotesi ricostruttive di un piccolo sito rupestre a Göreme in Cappadocia 176
Marcello Scalzo

La fotogrammetria e i mezzi virtuali per la comunicazione del Patrimonio Culturale. 186
Esempio su una porzione del sistema rupestre di Göreme
Andrea Pasquali

Geghard: il nucleo antico del monastero Ayrivank (Armenia). Indagine e documentazione 200
Carmela Crescenzi

Microenvironment monitoring approach in remote rocky cultural heritage sites: 210
case study of a Byzantine hermitage in Greece
Christiana Papitsi, Theodore Ganetsos, Meropi Katsantoni, Christos Drosos, Eleni Symeonaki

Pitigliano (Grosseto, Toscana) e i suoi ipogei nell’area del tufo: linee di ricerca 218
Cecilia Maria Roberta Luschi, Alessandra Vezzi

Una grotta lungo il tratturo: San Michele Arcangelo a Casalbore (Avellino, Campania) 226
Marco Carpiceci, Antonio Schiavo

L’architettura rupestre di culto nell’Appennino Centrale delle province di Ancona, 236
Macerata ed Ascoli Piceno
Emiliano Romagnoli

Per una rilettura della chiesa rupestre di Lama d’Antico a Fasano (BR) 248
Santino Alessandro Cugno, Franco Dell’Aquila, Ruggero G. Lombardi

Il patrimonio rupestre nella Longobardia meridionale. I longobardi in Puglia, le credenze religiose, 262
la conversione al cattolicesimo, le chiese scavate, il culto per San Michele Arcangelo
Giulio Mastrangelo

La presenza di una comunità greca nell’insediamento rupestre medievale di Palagianello 278
Domenico Caragnano, Francesco Caragnano

Il complesso rupestre dei ‘Locori di Monsignore’ a Matera, terra di confine 286
e vedetta della costa ionica. Aspetti morfologici e relazioni territoriali
Sabrina Centonze, Raffaele Paolicelli

Indagini sulle testimonianze pittoriche e graffite del complesso rupestre 296
dei ‘Locori di Monsignore’ a Matera
Sabrina Centonze

La chiesa rupestre di Santa Maria dell’Abbondanza a Matera 308
Daiana Dall’Arche

Criticità, aspetti metodologici e prospettive di ricerca per la conservazione 316
delle pitture murali delle chiese rupestri
Maurizio De Vita, Pietro Matracchi, Maddalena Branchi

I monasteri benedettini in rupe di Mottola (Taranto, Puglia) 328
Sergio Natale Maglio

Matera tra rupestre e costruito. Rapporto tra patrimonio architettonico rurale 340
e morfologia del territorio
Enrico Lamacchia

Archeologia del rupestre: il riuso degli ipogei funerari nel medioevo. 350
Alcuni casi di studio nella Puglia meridionale
Stefano Calò, Domenico Caragnano, Franco Dell’Aquila, Dante Sacco

Ispica (Sicilia). Segnalazione di opere rupestri utilitarie presso il fortilium 360
Giovanni Di Stefano

Turismo Archeo-Termale e delle Antiche Vie dell’Acqua 364
Patrizia Angelini, Maurizio Forte

Saturnia (Manciano, GR). Dall’acqua alla pietra. 370
Testimonianze semisconosciute e scenografie naturali da valorizzare
Massimo Cardosa

Dal naturale al digitale: strategie di design per la reinterpretazione dell’architettura rupestre 378
Alessandro Spennato

Scarica il documento pdf degli Atti qui: https://flore.unifi.it/bitstream/2158/1445061/1/RA_2025_suppl.pdf

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