Docufilm Salafossa e attività esplorative: oltre 300 spettatori alla prima di Santo Stefano di Cadore. Il lavoro speleologico sui dodici livelli si intreccia ora con sicurezza, tutela e ipotesi di valorizzazione.
La prima del docufilm Salafossa
Il docufilm Salafossa – L’ultima miniera del Cadore ha richiamato un pubblico numeroso al Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore. Più di 300 spettatori hanno reso esaurita la proiezione delle 16 e hanno occupato circa metà della sala nella replica delle 18.
La partecipazione ha accompagnato il ritorno pubblico di un luogo centrale nella storia industriale del Comelico. Salafossa è un complesso minerario sotterraneo legato all’estrazione di piombo e zinco, attivo nella sua fase più produttiva dal 1959 al 1986. Sorge nell’area di Presenaio, in comune di San Pietro di Cadore, sulla sinistra orografica del Piave. Le strutture oggi rimaste sono considerate una testimonianza di archeologia industriale, anche se in condizioni compromesse.
Alla presentazione erano presenti il presidente della Provincia di Belluno e della Fondazione Dolomiti UNESCO, sindaci del territorio, presidenti delle Regole montane e il presidente dell’Ordine dei Geologi della provincia di Belluno. Quest’ultimo ha illustrato al pubblico le condizioni statiche del sito. Un passaggio rilevante, perché lega la prospettiva culturale del docufilm Salafossa alla necessità di valutazioni tecniche puntuali.
Sul palco sono saliti anche speleologi veneti impegnati nel progetto e una decina di ex minatori e operai. Il loro incontro, dopo molti decenni, ha riportato nel racconto della miniera l’esperienza delle persone che ne hanno sostenuto il lavoro quotidiano.
Attività esplorative Salafossa
Le recenti attività esplorative Salafossa costituiscono la base documentaria del film. Il progetto è nato da circa tre anni di esplorazioni, rilievi fotografici e raccolta di testimonianze condotti dal Gruppo Speleologico San Marco con la Regola di San Pietro di Cadore e Treviso Sotterranea. Le fonti disponibili descrivono un sistema di dodici livelli e circa 15 chilometri di gallerie ancora documentabili.
Nel 2025, il materiale prodotto durante le attività esplorative Salafossa è confluito nella mostra fotografica “Salafossa, l’ultima miniera del Cadore”, ospitata a Villa Poli De Pol di San Pietro di Cadore. Quel percorso ha consentito di presentare immagini degli ambienti minerari, delle strutture e della storia sociale del sito. Furono inoltre anticipate una monografia e il documentario poi arrivato in sala.
Il programma della prima aveva incluso una visita speleologica mattutina ai dodici livelli della miniera. Le esplorazioni non sono quindi riducibili alla sola ripresa cinematografica. Hanno prodotto una conoscenza diretta degli spazi e delle loro condizioni, offrendo una documentazione utile alla memoria del lavoro minerario e a qualsiasi discussione futura sul recupero del complesso.
Sicurezza della miniera Salafossa
Le attività esplorative Salafossa si svolgono in un quadro delicato. Ad agosto 2026 la Regione Veneto ha chiesto alla Regola di Presenaio di chiudere gli accessi ai sotterranei per ragioni di sicurezza. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, fino a quel momento gli ingressi erano stati autorizzati a gruppi di speleologi qualificati, impegnati anche nella fotografia e nella documentazione dei tratti accessibili.
La miniera ha chiuso definitivamente nel 1986, dopo una fase segnata anche dalla frana del 1980. La lunga assenza di attività produttiva e manutenzione impone di separare con chiarezza l’interesse esplorativo dalla fruizione libera. La scheda dell’Ecomuseo delle Dolomiti Piave indica che gli imbocchi e l’area non sono consigliati per l’accesso, mentre le strutture restano osservabili dalle strade prospicienti.
Per il futuro, le condizioni statiche, gli accessi, la bonifica e la gestione del rischio dovranno essere verificati dagli enti competenti. Il valore delle immagini e dei rilievi non sostituisce queste procedure. Può però contribuire a individuare le priorità di conoscenza e conservazione.
Valorizzazione del Comelico
Il Progetto Salafossa prosegue con nuove presentazioni del docufilm Salafossa in altre sedi. Il percorso annunciato con Regole e amministrazioni locali punta a fare divulgazione e a valutare una valorizzazione turistica del sito. Non si tratta di un esito automatico. Per trasformare una miniera dismessa in un luogo visitabile servono studi, risorse, soluzioni di messa in sicurezza e un modello gestionale continuativo.
In questo quadro, l’apporto speleologico può essere concreto. Le attività esplorative Salafossa hanno già messo in relazione ambiente sotterraneo, archeologia industriale, fotografie e memorie orali. Il docufilm amplia la platea di questo patrimonio. La prossima fase dipenderà dalla capacità di conciliare tutela delle persone, conservazione dei manufatti e identità della valle del Comelico.
Fonti
- Scintilena, “Salafossa – L’ultima miniera del Cadore: il docufilm debutta a Santo Stefano di Cadore”, 4 agosto 2026: https://www.scintilena.com/salafossa-lultima-miniera-del-cadore-il-docufilm-debutta-a-santo-stefano-di-cadore/08/04/
- Scintilena, “Salafossa, l’ultima miniera del Cadore: inaugurata la mostra fotografica a San Pietro”, 17 giugno 2025: https://www.scintilena.com/salafossa-lultima-miniera-del-cadore-inaugurata-la-mostra-fotografica-a-san-pietro/06/17/
- Ecomuseo delle Dolomiti Piave, “Miniere Salafossa e Argentiera”: https://www.ecomuseodolomitipiave.eu/Pagine/DravaPiave_01/pagine_schede/schede_ita/scheda007_salafossa_argentiera_ita.html
- Il Dolomiti, “Ex miniere di Salafossa, scatta la chiusura totale”, 21 agosto 2026: https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/ex-miniere-di-salafossa-scatta-la-chiusura-totale-perche-non-far-entrare-nemmeno-gli-speleologi-piuttosto-che-la-regione-ci-aiuti-a-valorizzare-il-sito